America's Cup a Napoli: apre il ?Race village? sul lungomare ritrovato
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I team che da oggi si sfideranno per la Louis Vuitton Cup - l’antipasto della Coppa America dell’anno prossimo - che sfilano a bordo di macchinine elettriche e scattano foto al lungomare ritrovato e finalmente vivo, anche Greg Dalton e Max Sirena ovvero i detentori della Coppa America e lo sfidante, l’italianissimo Ceo di Luna Rossa, due pirati che hanno solcato i mari di tutto il mondo, sono l’immagine di giornata. Per tutti tifo da stadio sulle note di “live is life” la canzone che fa da prologo a tutte le partite del Napoli dai tempi del grande Diego. L’overture del “Race village” è la festa di Napoli, a migliaia si sono riversati sul lungomare ormai una autentica promenade, insieme a tanti, ma davvero tanti stranieri che si godono la passeggiata che dal Molosiglio arriva fino al Mappatela beach. Dove tanta gente ancora stava in acqua sotto una luna bianca luminosa come un sole. Il “Race village” con tanti box bianchi ordinati, ma gremiti di persone a caccia di caffè, pizze e soprattutto souvenir della Coppa. Anche qui quelli di Luna Rossa già sono oggetto di culto, a iniziare dai cappellini. Ma vanno fortissimo anche quelli dei campioni neozelandesi. Affari d’oro per il merchandising.
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Il “Race village” è quello che dovrebbe essere tutti i giorni della settimana il lungomare, dove invece sfrecciano di sera solo auto e moto; per il resto non c’è granché. Ieri invece era un lungomare tutto da vivere completato da divanetti, sedie sdraio, poltroncine a pelo d’acqua installati sulle piattaforme in legno sugli scogli che riducono la distanza dal mare e lo restituiscono ai cittadini. Quello di ieri è stato anche il giorno del sindaco Gaetano Manfredi, e un test in vista dell’anno prossimo dove la pressione sarà ancora più grande: «È stata una bellissima partenza - dice - c’è una partecipazione popolare enorme. È lo spirito giusto, c’è grande energia, tante presenze in città, i team sono felicissimi delle condizioni del Golfo e del vento. Il modello organizzativo sta funzionando abbastanza bene, monitoriamo, e per noi sarà una grande prova per il prossimo anno. Napoli - spiega il sindaco - ora la vedono in tutto il mondo e ha riconquistato il suo lungomare». Il pensiero di Manfredi va all’anno prossimo, a Bagnoli e fa il punto sulla situazione dei cantieri: «L’impegno è chiudere i lavori a mare nella prima decina di ottobre e credo ci riusciremo anche perché i team devono mettere a mare gli AC75. È tutto “in time” e Bagnoli sarà una bellissima scoperta». Come il suo mare dove verranno messi in acqua i bolidi della Coppa America: «Sicuramente per il 2028 completeremo tutta una serie di attività che sono previste per la bonifica del mare e posso dire che in gran parte saranno ultimati». Quindi la possibilità che ci si possa tuffare come sul lungomare di via Caracciolo sono elevate.
La strategia
Il clou della serata è stata la presentazione dei team che ha dato il la all’entusiasmo dei tifosi e fatto scattare le riflessioni del ministro per lo per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: «È un sogno che inizia a prendere forma» dice un emozionato Abodi». Il ministro poi prosegue così: «Finora abbiamo sempre raccontato questo evento, da oggi a parlare saranno le gare, le infrastrutture, l’organizzazione e i progetti che ci accompagneranno fino agli appuntamenti del prossimo anno. Sono stati mesi intensi, di lavoro pianificato, responsabilità condivise e costante collaborazione tra le istituzioni. Le regate preliminari di questo secondo round, dopo quelle di Cagliari, rappresentano l’abbraccio tra la città di Napoli e l’America’s Cup, e l’occasione per costruire insieme l’attesa operosa che ci accompagnerà fino al 2027».
Si parla di operosità e qui entra in gioco “Sport e Salute” la Società del Mef, soggetto attuatore delle pre-regate e dell’America’s Cup. Ieri decine e decine di ragazze e ragazzi indossavano la maglietta della Società e “operosamente” al lavoro, perché tra le legacy della Coppa c’è anche quella di opportunità di lavoro. Parola, dunque, all’amministratore delegato della Società Diego Nepi Molineris: «Abbiamo rispettato ogni cronoprogramma e oggi vedere queste piattaforme già piene di persone, sorrisi, famiglie e ragazzi che si godono questo nuovo spazio è la nostra vittoria più bella. Perché quello che oggi sembra straordinario deve diventare la normalità: luoghi che avvicinano la città al mare, che trasformano lo sport in esperienza e che restituiscono alle persone luoghi da vivere». Molineris poi conclude il suo ragionamento: «Come promesso, è arrivato il “pontone”. È arrivata “l’isola che c’è”. Ma questo è solo l’inizio. Il viaggio verso l’America’s Cup 2027 è appena cominciato e le sorprese non sono finite: il prossimo ce ne saranno ancora, una dopo l’altra, per far sì che lo sport e lo spettacolo siano sempre più di tutti e per tutti. Adesso ci aspettano tre giorni di grande show. Vogliamo viverli fino in fondo, insieme a Napoli, lasciando che il mare, lo sport e la città facciano ancora una volta qualcosa di straordinario».