Bonaccini: «Da qui si parte per governare il Paese». E tende la mano a Calenda
«Carlo Calenda che ci fa lì? Venga da noi. Dobbiamo allargare la coalizione», incalza ad un certo punto il presidente del Pd Stefano Bonaccini invitando tutti a «sedersi...
«Carlo Calenda che ci fa lì? Venga da noi. Dobbiamo allargare la coalizione», incalza ad un certo punto il presidente del Pd Stefano Bonaccini invitando tutti a «sedersi al più presto attorno al tavolo per stilare il programma della coalizione in vista delle politiche». Una rotta che sicuramente indicherà la segretaria Elly Schlein: un accenno magari domani al comizio di chiusura della festa regionale del Pd a Portici e poi la settimana prossima, ufficialmente, nella direzione nazionale del partito. D’altronde il countdown per le politiche, al netto della nuova legge elettorale in arrivo, è già iniziato.
APPROFONDIMENTI Fine vita, il Cdm impugna la legge dell'Emilia Romagna: «Non garantisce un effettivo percorso di cure palliative»SalvaSalvata Legge elettorale, Meloni avvisa i ministri: «Si allo Stabilicum o si vota»SalvaSalvata
«Da qui nasce il programma per governare il Paese, partendo da quello che qui abbiamo costruito. Prima con il modello Napoli, poi con quello Campania. E in questa 3 giorni ci sono tutte le forze politiche della coalizione a discuterne», evidenzia, infatti, la presidente regionale dem Teresa Armato aprendo ieri pomeriggio la kermesse di tre giorni. In mezzo una bordata a Tajani: «Rispettasse le donne e si concentri su altro: parlasse di calcio o di sport magari...».
Il segretario
«Nel 2022 il centrosinistra era un campo minato, ora c’è già un campo progressista che guiderà il Paese. Ma per vincere la sfida di governo dobbiamo mettere in campo un programma. Non partiamo da zero per creare un programma progressista, questo ci chiedono le persone. Siamo troppo concentrati sui nomi, sulle formule, sulla burocrazia. Parliamo alla gente prima che a noi stessi, partiamo da quello che abbiamo fatto», sottolinea il segretario regionale Piero De Luca evidenziando subito dopo quanto fatto a palazzo Santa Lucia negli ultimi anni. Ma non solo: «La Campania è stata la prima regione per il No al referendum sulla giustizia». Nessun dubbio su chi debba guidare la coalizione: «In tutto il mondo si affida al primo partito della coalizione, altrimenti ci sono le primarie che sono un mezzo e non dobbiamo averne paura. Vedremo - aggiunge De Luca - anche cosa succederà sulla legge elettorale, ci sono tormenti e fibrillazioni nella destra. Se primarie dovessero essere, saranno una festa democratica tra forze che hanno condiviso il programma, un manifesto di idee, valori e il Pd si farà trovare pronto».
Chiude la serata il presidente nazionale del Pd. «Non ho dubbi che troveremo un accordo con l’M5s anche sulla politica estera. Non possiamo fare l’errore del 2022 quando divisi abbiamo regalato il governo del Paese a questo centrodestra», incalza Stefano Bonaccini. E aggiunge: «Le elezioni regionali hanno dimostrato che quando andiamo uniti siamo vincenti». Ma avverte: «Serve un patto si sangue prima di eventuali primarie che blindi tutti altrimenti la coalizione è morta il giorno dopo». Specificando anche come «servirebbe abolire per un po’ la parola primarie: giro l’Italia e non c’è militante che le chieda». E serve allargare la coalizione: «Lancio un appello ai Calenda di turno: abbiamo differenze ma veniamo dagli stessi valori. E non puoi dire di essere equidistante altrimenti io sarei uguale a Vannacci. E non mi sembra di esserlo». Infine torna sulla polemica delle scorse settimane. «Mai definito ignorante chi vota destra, sarei andato contro la storia della mia stessa famiglia. Il mio era un monito alla sinistra perché l’Afd è stata votata dagli operai: dobbiamo - conclude - essere popolari e stare di più tra la gente, anche prendendosi dei fischi se è necessario».
L’ex governatore
Intanto segnatevi l’appuntamento di stasera a Firenze: alle 18 la Leopolda viene inaugurata dall’ex governatore Vincenzo De Luca. «L’aperitivo sarà con il kraken e lo sceriffo. È un sindaco che può dare molto ai più giovani, ma anche in generale al centrosinistra», annuncia Renzi. E ovviamente i dem, dall’ombra del Vesuvio alla Capitale, sono già in fibrillazione. Temono scudisciate pubbliche al partito ed ai suoi dirigenti, e non sarebbe una novità, per il sindaco eretico.