Pozzuoli, effetto sisma: «La Wind verso il trasloco»
Il Mattino

Pozzuoli, effetto sisma: «La Wind verso il trasloco»

Venerdì 25 settembre 2026
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Milletrecento dipendenti a rischio trasferimento, servizi delocalizzati e le multinazionali della telefonia che rischiano di lasciare gli edifici realizzati negli anni Cinquanta per ospitare a...

Milletrecento dipendenti a rischio trasferimento, servizi delocalizzati e le multinazionali della telefonia che rischiano di lasciare gli edifici realizzati negli anni Cinquanta per ospitare a Pozzuoli lo stabilimento voluto da Adriano Olivetti. Quasi ottanta anni di storia per un polo d’eccellenza dell’intero Meridione che oggi è seriamente minacciato dalle conseguenze del sisma che lo scorso 31 luglio ha provocato danni alle strutture tali da indurre a prendere in seria considerazione l’ipotesi di delocalizzare strutture e servizi.

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Su tutti c’è Wind Tre, che dal 14 settembre ha trasferito all’isola F9 del centro direzionale di Napoli i servizi inderogabili quali l'assistenza tecnica hardware e software per i dipendenti e il servizio di posta interno, mentre la stragrande maggioranza dei 1.300 dipendenti in organico da quasi due mesi lavora in smart working.

L’allarme 

L’allarme-delocalizzazione è stato lanciato dai sindacati dei lavoratori, a cui è seguito l’altolà del sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni che ha chiesto un tavolo a Regione Campania e prefettura. «L'azienda ci ha informato, per le vie brevi, di aver formalmente comunicato alla proprietà l'intenzione di risolvere anticipatamente il contratto di locazione, rispetto alla sua naturale scadenza. Alla luce di questa comunicazione, la Rsu ha richiesto con urgenza un incontro con l'azienda per ottenere chiarimenti in merito e approfondire le possibili implicazioni della decisione» si legge in una nota interna della Rsu di Wind Tre Campania che fa riferimento a un'interruzione «anticipata e unilaterale» del contratto di locazione con il Consorzio Olivetti.

Una nota a cui è seguito l’intervento del sindaco di Pozzuoli. «Sono venuto a conoscenza, in via informale, della possibile intenzione di Wind Tre di trasferire la propria sede da Pozzuoli a Napoli - ha detto Manzoni -. Pur comprendendo che si tratta di valutazioni rientranti nelle prerogative aziendali, non posso nascondere la mia preoccupazione per le conseguenze che tale decisione potrebbe determinare sul territorio. In particolare, il trasferimento interesserebbe circa 1.300 lavoratori, molti dei quali residenti nell’area flegrea, e rischierebbe inoltre di compromettere le attività dell’indotto che negli anni si è sviluppato intorno alla presenza dell’azienda».

Il consorzio Olivetti  

Ad oggi il Consorzio Olivetti ospita circa 4.000 lavoratori di diverse aziende tra cui ci sono Fastweb, Eni, Crionet, la Stazione Sperimentale dell'Industria delle Pelli, Tigem, Stabulario, Cnr e Innova Vector. Da Wind, nel frattempo, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale eccetto l'annuncio dell'apertura della sede provvisoria al Centro Direzionale. «Dietro quei 1.300 posti di lavoro non ci sono numeri, ma persone, famiglie e una comunità che sta già affrontando le difficoltà legate al bradisismo - raccontano i dipendenti puteolani di Wind Tre -. Trasferire la sede significherebbe chiedere a centinaia di lavoratori di stravolgere la propria quotidianità e colpire ulteriormente l'economia locale».

Del pericolo decentramento di Wind Tre e delle altre aziende che operano a Pozzuoli se n'è discusso anche durante l'ultimo consiglio comunale: tutti gli interventi sono andati nella direzione di voler preservare il polo e tutelare i quasi quattromila lavoratori la cui presenza nella sede storica di via Campi Flegrei genera un importante indotto economico per la città che da tempo sta facendo i conti con molteplici chiusure di attività commerciali.

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