Cantieri fantasma: indagato il patron della Juve Stabia
Il Mattino

Cantieri fantasma: indagato il patron della Juve Stabia

Venerdì 25 settembre 2026
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Attività edilizie mai realizzate, cantieri fantasma e sgravi fiscali realmente incassati. Finti restauri di condomini per mettere le mani sugli sgravi garantiti dal superbonus 110 per...

Attività edilizie mai realizzate, cantieri fantasma e sgravi fiscali realmente incassati. Finti restauri di condomini per mettere le mani sugli sgravi garantiti dal superbonus 110 per cento. Uno schema che ha funzionato per anni, fino a quando è partita una denuncia da parte di un imprenditore. La stura, la svolta. È così che i riflettori si sono accesi nei confronti delle aziende che fanno capo all’imprenditore Alfredo Guerri, che da ieri è alle prese con una doppia e concentrica azione giudiziaria: da un lato il sequestro di circa 153 milioni di euro, provvedimento firmato dal gip del Tribunale di Napoli, nel corso di una inchiesta condotta dal pm Luigi Landolfi e dall’aggiunto Giuseppina Loreto, nel corso della quale viene ipotizzata l’accusa di truffa; dall’altro l’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale nel corso dell’inchiesta condotta dal pm Giovanni Corona e dall’aggiunto Maria Di Mauro, in forza alla Procura di Napoli nord del procuratore Domenico Airoma.

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Il retroscena

Una vicenda che investe un imprenditore al centro della cronaca per una vicenda a metà strada tra cronaca giudiziaria e sportiva. Ricordate alcuni mesi fa? Era stato il Tribunale di Napoli ad assegnare a Guerri il ruolo di patron della Juve Stabia. Una investitura salutata con entusiasmo da parte di tanti tifosi all’esterno del palazzo di giustizia, che avrebbe dovuto garantire un nuovo corso al club che attualmente milita in serie B. Doverosa una precisazione: le accuse che hanno investito il manager nulla hanno a che vedere con la gestione della Juve Stabia e - in linea di principio - non dovrebbero intaccare il management della società alle porte di Napoli.

Ma torniamo alla storia dei finti cantieri. Andiamo a leggere cosa emerge dal sequestro del gip napoletano Federica De Bellis. Imprenditore di 53 anni, operativo nei settori delle costruzioni e della riqualificazione energetica, Guerri finisce al vaglio dei pm per una sessantina di cantieri. Avrebbero ricevuto circa 153 milioni di crediti di imposta non dovuti. Si parte dalla “Alfredo Guerri srl”, poi incorporata nel giugno 2024 dalla Domus. L’inchiesta nasce da una denuncia presentata nel 2023 dall’amministratore di un condominio dell’hinterland napoletano (rappresentato dal penalista Flavio Ambrosino) e dal proprietario di un immobile a Pescocostanzo, in Abruzzo. Esposti che hanno fatto scattare un campanello d’allarme. Guardia di Finanza al lavoro. Il caso abruzzese è indicativo, a leggere il sequestro. In una primissima fase, l’imprenditore di Pescocostanzo si mostra disponibile ad entrare in affari con Guerri: viene dato mandato a Guerri di predisporre uno studio di fattibilità sulla possibilità di accedere al superbonus. Poi però è lo stesso imprenditore abruzzese a fare retromarcia, decidendo di non sottoscrivere alcun contratto di appalto. Dopo qualche tempo arriva la sorpresa. Consultando il cassetto fiscale, l’imprenditore di Pescocostanzo si accorge dell’esistenza di un credito d’imposta a favore di Guerri per oltre 30mila euro. Possibile? Scattano gli accertamenti, che spingono gli inquirenti a ipotizzare un «enorme divario» tra le fatture ricevute, relative ai costi sostenuti e quelle emesse. Si punta a verificare l’esistenza di un sistema, tanto che i magistrati ipotizzano un «meccanismo fraudolento» fondato sulla «predisposizione e utilizzazione di documentazione falsa diretta a creare in capo a ciascun condominio crediti d’imposta privi dei presupposti di legge perché intervenuta prima dell’esecuzione dei lavori».

Gli step

Sulla carta veniva attestato uno stato delle opere completamente differente da quello reale. Con due modalità operative: se i lavori non erano mai partiti, un professionista asseverava uno stato di avanzamento fasullo che generava fatture per operazioni inesistenti e da qui i crediti d’imposta. Ci sono diversi indagati in questa storia, anche se tutti i soggetti coinvolti - a partire dallo stesso patron della Juve Stabia - si dicono convinti di poter dimostrare la correttezza del proprio lavoro e di ribaltare le ipotesi finora articolate dagli inquirenti.

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