Torino, omicidio nell'appartamento di una prof originaria di Rieti: il cadavere fatto a pezzi e infilato in sacchi neri
Un cadavere ridotto in pezzi è stato trovato nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre in un appartamento del quartiere Madonna di Campagna, a Torino, nascosto in...
Un cadavere ridotto in pezzi è stato trovato nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre in un appartamento del quartiere Madonna di Campagna, a Torino, nascosto in alcuni grossi sacchi neri nel bagno dell'abitazione. Accanto, in un secchio, alcuni coltelli. Sul caso di omicidio indaga la Squadra mobile della polizia.
APPROFONDIMENTI FotoSalvaSalvataLa chiamata al 112
Intorno alle 23, una donna ha contattato il numero di emergenza dicendo, secondo quanto emerso: «Mio figlio ha fatto del male a una persona».
Le volanti della polizia si sono precipitate da lei, trovando con la donna anche il figlio, un ragazzo di circa vent'anni. Sarebbero stati loro a indicare agli agenti dove si trovava il cadavere: non nella loro abitazione, ma dall'altra parte della città, in via Gulli.Raggiunto l'appartamento di via Gulli, i poliziotti hanno avvertito un forte odore acre e trovato i resti umani nascosti nei sacchi neri, nel bagno. La vittima, un uomo ancora in fase di identificazione, non risulta residente in quell'abitazione.
L'inquilina è una prof di Rieti
È una professoressa di 49 anni, originaria di Rieti, l'inquilina dell'appartamento di via Gulli, a Torino, dove nella notte è stato trovato il cadavere di un uomo fatto a pezzi e nascosto, a quanto si apprende, all'interno di sacchi neri. La vittima, ancora da identificare, non viveva nell'alloggio. Le indagini della Squadra Mobile della polizia, coordinate dalla pm Lea Lamonaca, proseguono per ricostruire quanto accaduto e per chiarire i rapporti tra le persone che frequentavano l'abitazione e l'uomo ucciso. Gli investigatori avrebbero eseguito perquisizioni anche in altri appartamenti riconducibili a persone sospettate di essere coinvolte nella vicenda.
Tra questi ci sarebbe l'alloggio dalla parte opposta della città, a Mirafiori, del giovane la cui madre, nella notte, aveva dato l'allarme chiamando il 112 e riferendo che il figlio aveva fatto dal male a qualcuno. Al momento non risultano persone sottoposte a fermo. Gli inquirenti stanno continuando a sentire diverse persone che frequentavano l'appartamento della professoressa, nel tentativo di ricostruire i fatti e quanto avvenuto prima del ritrovamento del corpo. Resta ancora da chiarire se la vittima sia stata uccisa in via Gulli, o se il cadavere sia stato portato lì in un secondo momento.