America's Cup a Napoli, vento di passione per una città pronta a fare festa grande
Il Mattino

America's Cup a Napoli, vento di passione per una città pronta a fare festa grande

Sabato 26 settembre 2026
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Migliaia di persone si erano date appuntamento per le 14. Tutte assiepate su un Lungomare addobbato a festa. La pioggia della notte e le nubi del mattino avevano rischiato di rovinare uno...

Migliaia di persone si erano date appuntamento per le 14. Tutte assiepate su un Lungomare addobbato a festa. La pioggia della notte e le nubi del mattino avevano rischiato di rovinare uno spettacolo destinato a entrare nella storia. Poi la prima notizia di rinvio, arrivata intorno alle 13.50: la regata in programma alle 14.10 viene dirottata alle 14.30. Bonaccia. I velisti la chiamano così quella condizione meteorologica e marina caratterizzata dalla totale assenza di vento. In effetti non si muove una foglia dalle parti del Golfo di Napoli. Nessuna traccia del maestrale che solitamente inizia a fare capolino nel primo pomeriggio. E non si vede nemmeno il grecale, che invece le previsioni meteo davano per sicuro proprio all’orario della prima regata. Niente. Calma piatta, anzi piattissima. Sono le 14.30 oramai e il campo di regata, disegnato da commissari e organizzatori fin dalle prime ore del mattino, è circondato da una infinità di barche a perdita d’occhio. Da capo Posillipo a Castel dell’Ovo (i due punti che delimitano gli estremi del campo da gioco) è una cartolina da cinema. Per cChi è a casa davanti alla tv o per le migliaia di tifosi assiepati sul Lungomare in attesa dello start lo spettacolo è già solo quello. Anche perché gli AC40 che dovrebbero prendere il volo nello specchio d’acqua proprio lì davanti, non ne vogliono proprio sapere di alzarsi.

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L’attesa

La musica delle casse del Villaggio spara a tutto volume. La voce dei telecronisti che provano ad aggiornare “quelli che aspettano” si alterna alle note delle hit del momento. L’attesa cresce, ma non il vento. 6 nodi, massimo 6.8. Quando alle 15.20 l’organizzazione registra i 7 nodi marini - minimo requisito per provare a regatare - le imbarcazioni vengono avvisate della partenza fissata nell’arco di 10 minuti. E infatti alle 15.30 spaccate si parte. Luna Rossa prova la fuga subito, ma già al primo giro di boa si impantanano tutte. Splash. Il vento è troppo poco per volare sui foil e gli AC40 iniziano ad adagiarsi sull’acqua uno dopo l’altro. Sono le 15.35 quando il comitato di gara annuncia l’abbandono della prima delle tre prove di giornata. Su Lungomare, dove la festa stava impazzando, cala il silenzio. Ma solo per qualche attimo. Tra un curioso e un turista c’è il velista o l’appassionato di turno che tramite strumenti di fortuna o applicazioni all’avanguardia registra un aumento dei venti da lì a qualche minuto. Non sono bugie create a regola d’arte per ingannare il tempo. Perché anche i commissari di gara sono sul pezzo e fissano la partenza della seconda regata per le 16.05. Tutti sulla linea dello start e via. Luna Rossa e GB1 sfrecciano più avanti di tutti, ma arrivati alla prima boa di bolina sembra di rivivere esattamente quanto visto nella prima prova: tutti in acqua senza soluzione di continuità. Il vento non regge, non c’è altra via. Si fermano tutte le imbarcazioni e alle 16.10 anche il secondo tentativo di regata viene annullato. Urge una soluzione. Anche se i tifosi - sia quelli in mare a bordo di motoscafi, gommoni, gozzi o super yacht, sia quelli a terra che si alternano tra le pedane galleggianti e bordo strada - non si perdono d’animo. Chi è in barca si rilassa al sole consumando un buon aperitivo, mentre chi è sulla terra ferma inganna il tempo tra musica e attrazioni sempre attive nel villaggio con la speranza di poter assistere (prima o poi) allo spettacolo vero e proprio.

Il problema più grosso lo hanno i commissari che nell’arco di qualche minuto decidono di cambiare il campo di regata, di spostare le boe (che sono automatizzate e comandate elettronicamente da terra) più a largo verso Capri e di fissare il prossimo start alle 16,40. Il terzo tentativo è quello definitivo. Le barche prendono il volo, si sollevano sulle ali e vanno più veloce della luce. Il vento c’è e si vede. Più vanno forte le barche e più il tifo dei supporters si fa incalzante. È uno spettacolo nello spettacolo. In acqua ci si da battaglia tra strambate e puggiate, mentre a terra bandierine sventolano senza sosta e c’è anche chi intona qualche coro da stadio. Non sarà il pallone, che a Napoli è storicamente trascinante, ma il grande mondo dell’America’s Cup e della vela ha preso piede con prepotenza. La prima “vera” prova se la aggiudica ARC Team USA che brucia tutti in partenza e si mette alle spalle una brillante Luna Rossa che con la barca senior si prende la seconda piazza.

Ma il sole che inizia a calare alle spalle della collina di Posillipo consente ai commissari di poter dare un’altra chance agli AC40. 17.15 tutti pronti per l’ultima corsa della giornata che sarà un monologo a tinte grigiorosse, ovvero quelle della bandiera di Luna Rossa che vincendo la seconda (e ultima) regata di giornata si prende anche il primo posto momentaneo in solitaria nella classifica provvisoria. La folla è in delirio. Le barche sul perimetro del campo di regata strombazzano per festeggiare gli italiani, i tifosi sul Lungomare agitano le bandierine con il nome Luna Rossa in bella mostra. Oggi si torna in acqua per la seconda giornata di pre-regate. Appuntamento alle 14, quando si spera che Eolo non faccia altri scherzi. Perché questo vento di passione ha sollevato un amore unico da parte di un popolo che già non vede l’ora di farsi trasportare ancora: sulle ali dell’entusiasmo, sulle ali degli AC40.

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