America's Cup, l'intervista al ministro Lollobrigida: «Una vetrina eccezionale, effetti positivi per Napoli anche nei prossimi anni»
Il ministro dell?Agricoltura Francesco Lollobrigida è intervenuto in diretta allo stand de Il Mattino sul lungomare dove si stanno disputando le regate preliminari della Louis Vuitton...
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida è intervenuto in diretta allo stand de Il Mattino sul lungomare dove si stanno disputando le regate preliminari della Louis Vuitton 38esima America’s cup ed è stato intervistato dal direttore Vincenzo di Vincenzo e dal caporedattore Gerardo Ausiello.
APPROFONDIMENTI America's cup, Luna Rossa si esalta nel golfo, dalla calma piatta ai foil che fanno volare: «Bello regatare così»SalvaSalvata America's Cup, il sindaco Manfredi: «Prima giornata positiva, le pedane sugli scogli diventeranno permanenti»SalvaSalvata America's Cup: Luna Rossa senior domina e vince la seconda regata di flottaSalvaSalvata
Allora ministro, che Napoli ha trovato? Poi è entrato dal lato del “Race Village” dove ci sono gli stand dei prodotti della Campania...
«È stato un caso, ma mi sono trovato immerso subito nelle bellezze enogastronomiche campane. I migliori prodotti e i miglior vini, tutto legato alle nostre filiere produttive. Lo stile campano e italiano è anche salute e benessere, e riesce a mostrarsi al mondo anche in competizioni del genere di livello internazionale».
Appunto, la Coppa America un traguardo non solo per Napoli.
«È stata conquistata con la ferma volontà del nostro Governo di portare sullo scenario internazionale quello che l’Italia è per aumentare la potenzialità e l’attrattività del nostro Paese. È stata però molto importante la collaborazione istituzionale, al di là dei colori politici, con tutte le istituzioni che remano nella stessa direzione».
La legacy dell’America’ s Cup a Napoli è soprattutto il risanamento e la rigenerazione urbana di Bagnoli?
«Nel 2024, quando è stato dato l’annuncio dalla premier Giorgia Meloni, c’era qualche forza politica che diceva sarebbe stato uno spreco di soldi. Io credo che invece sia una vetrina eccezionale, che porterà non tanto e non solo in queste ore migliaia di persone che stanno conoscendo Napoli, ma nei prossimi anni ci sarà quell’effetto straordinario che è collegato alla promozione della città in tutto il mondo. E Bagnoli è il simbolo di questa trasformazione, dopo 30 anni di immobilismo grazie anche alla Coppa America, questa è la prima più grande risposta: Bagnoli si sta trasformando e finalmente sta cambiando e si sta sviluppando. L’Italia in generale ha delle potenzialità infinite, dovrebbe essere la nazione più ricca al mondo, non dovrebbe avere problemi di nessun genere, ma quello che è mancato, e che con noi si sta facendo, è che chi doveva aiutare le nostre imprese e il nostro tessuto nazionale ad emergere è venuto meno. Queste sono occasioni per mostrare quello che abbiamo, ma anche per incentivare a capire che non c’è sfida che l’Italia non possa raccogliere e vincere e aver organizzato questo evento per la prima volta significa aver già dimostrato di poter raggiungere qualcosa che altri non avevano raggiunto. E sono contento che coincida anche con il giorno delle elezioni nel 2022, quelle che abbiamo vinto».
Risultati ottenuti però in un mondo in cui ci sono nuovi assetti. Oggi è cambiata la traiettoria del commercio. L’Italia ha goduto di questi nuovi scenari non trova?
«Intanto solo una donna, la premier Giorgia Meloni, poteva riuscire in quello che 67 uomini non erano riusciti a fare: l’impresa di garantire stabilità alla nostra nazione, ma al netto di questo, al di là della fine di un’epoca in cui solo gli uomini potevano accedere alla carica che oggi occupa Giorgia Meloni grazie alla volontà popolare, ci sono i risultati: massimo dell’export nell’agroalimentare, oggi l’agricoltura italiana è la prima per valore aggiunto in Europa dal 2024 superando Francia e Germania, mai successo prima».
Torniamo allo sport come motore di sviluppo: ci sono le chance per fare le Olimpiadi sull’asse del sud Roma-Napoli?
«Ne ho parlato con il presidente del Coni Luciano Bonfiglio. Sono un sogno e soprattutto i risultati te li porti dietro, voglio dire abbiamo visto le ultime Olimpiadi invernali, l’investimento è importante ma il ritorno economico è grande, è quello che si deve vedere».
Napoli è la patria di Varenne ma qui l’ippica è un po’ in sofferenza come nel resto del Paese: può rassicurare i tanti appassionati di questo sport che ci sarà un rilancio?
«Varenne è stato un grande campione. L’ippica è una tradizione importante collegata ad economia e lavoro. Così accade in tante altre parti del mondo ed è un esempio di interclassismo. Sono stati fatti degli errori, l’Unire funzionava male ma scioglierlo è stata una follia. Ora la competenza è al ministero e dobbiamo investire sull’ippica come il modello francese. Noi investiamo 150 milioni l’anno e abbiamo ricreato il nucleo dei carabinieri di sorveglianza dell’ippica che non agiva dal 1983. La differenza con la Francia è che lì c’è un guadagno di 700 milioni. L’evento ad Agnano ci consentì di sostenere iniziative benefiche. I miracoli li fanno i santi, ma noi possiamo invertire la rotta».