Giustizia, confronto sui diritti: «Difendiamo la Costituzione»
Il fronte del No, incassata la vittoria referendaria, rilancia con un nuovo progetto. Non una semplice prosecuzione della battaglia contro la riforma della giustizia, ma un laboratorio permanente...
Il fronte del No, incassata la vittoria referendaria, rilancia con un nuovo progetto. Non una semplice prosecuzione della battaglia contro la riforma della giustizia, ma un laboratorio permanente di idee aperto alla cittadinanza per difendere i principi della Carta fondamentale. Con queste premesse, ieri, ha preso il via, nella suggestiva cornice della Domus Ars di via Santa Chiara, Officina Costituzione.
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Il percorso
Un percorso nato dall’esperienza del comitato “Giusto dire No”, movimento vissuto in prima persona da tanti protagonisti dell'avvocatura e della società civile. Tra i promotori, l'avvocato cassazionista Francesco Barra Caracciolo, figura storica della classe forense napoletana: «Abbiamo ritenuto, per ragioni squisitamente istituzionali e non politiche, che quella fosse una cattiva riforma», chiarisce subito, precisando che «Officina Costituzione non nasce come mero prosieguo di quello schema, ma con uno spettro molto più ampio. Vogliamo creare un luogo di confronto con i cittadini sui problemi più rilevanti del nostro tempo e sul loro impatto rispetto alla Costituzione, a partire dall'abuso dello strumento del decreto legge, ormai utilizzato ben oltre i casi di straordinaria urgenza».
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L’iniziativa ha avuto un parterre d'eccezione con oltre 25 relatori. Un tavolo che ha visto la partecipazione del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del vicepresidente della Camera Sergio Costa, del deputato Piero De Luca, di Francesco Urraro, del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, oltre a giuristi come il costituzionalista Massimo Villone. Il “motore” del convegno è stata Giovanna De Minico, docente di Diritto costituzionale alla Federico II, co-presidente dell'associazione insieme a Pierluigi Picardi, già presidente del Tribunale di Napoli Nord.
Il comitato
La struttura si avvarrà poi del comitato scientifico presieduto dall’ex presidente della Corte di Appello di Napoli Giuseppe De Carolis e composto da figure di spicco come Ettore Ferrara, ex presidente del Tribunale di Napoli, Titti Marrone, Maurizio de Giovanni e lo stesso Barra Caracciolo, tra i cofondatori dell’associazione. Di peso il panel sulla Corte dei Conti e sulla responsabilità dei pubblici funzionari. La relazione tecnica del cassazionista Francesco Barra Caracciolo, letta in sala dalla professoressa Fulvia Abbondante, ha messo l’accento sulle criticità della recente riforma erariale: «I tetti risarcitori sono ammissibili solo quando ricorra un preciso interesse pubblico prevalente. La comprensibile volontà del legislatore di evitare la “paura della firma” non poteva spingersi fino a prevedere un tetto massimo risarcitorio circoscritto al solo 30%, che pone a carico della collettività il restante 70% del danno arrecato. Non credo che ai cittadini italiani faccia piacere e forse nemmeno al giurista. A questo si aggiunge che la condanna non può mai superare il doppio della retribuzione lorda. Se dovessi dare un titolo a questa parte della riforma direi “Più ombre che luci”».
La riflessione
Sulla stessa lunghezza d’onda la riflessione del co-presidente Picardi: «Avere una buona amministrazione è una precisa scelta della Costituzione. All'articolo 97 si prescrive che le leggi garantiscano il buon andamento e l’imparzialità della Pa e all'articolo 98 si stabilisce la responsabilità di chi cagiona un danno alla collettività». Fissato l’incipit, arriva la stoccata finale: «Si favorisce un principio di incompetenza e si costruisce un sistema di impunità. Il danno causato da singoli viene ridistribuito su tutti noi. Saremo noi cittadini a pagare per gli errori altrui».