Ugo Russo, valzer di giudici. I parenti: perché tanti cambi?
Il Mattino

Ugo Russo, valzer di giudici. I parenti: perché tanti cambi?

Sabato 26 settembre 2026
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In tre anni ben tre cambi di collegio. E c?è il rischio che si arrivi anche a un altro turn over, a partire dal prossimo ottobre. Processo per l?omicidio di Ugo Russo - il...

In tre anni ben tre cambi di collegio. E c’è il rischio che si arrivi anche a un altro turn over, a partire dal prossimo ottobre. Processo per l’omicidio di Ugo Russo - il rapinatore minorenne colpito a morte mentre effettuava un raid armato contro un carabiniere libero dal servizio -, c’è tensione in aula. Siamo dinanzi ai giudici della terza Corte di Assise, quando i parenti del babyrapinatore sollevano le proprie perplessità di fronte a quanto potrebbe accadere a ottobre: potrebbe cambiare di nuovo il collegio giudicante (che come è noto è rappresentato da tre magistrati), con l’innesto di un nuovo presidente. In questi tre anni, si sono avvicendati tre presidenti, ovviamente per motivi tecnici, come il pensionamento o il trasferimento ad altri incarichi. Avvicendamenti fisiologici e all’ordine del giorno in tutti i Tribunali di Italia, rispetto ai quali viene comunque avanzata una richiesta da parte dell’avvocato che tutela i genitori di Ugo Russo.

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A parlare è il penalista Giovanni Russo: «Nutriamo massima disponibilità e rispetto nei confronti di chi conduce il processo e per i giudici che rappresentano o saranno chiamati a rappresentare il collegio, ci auguriamo però che venga assicurata continuità nella valutazione di quanto sta emergendo a dibattimento; ci auguriamo anche che venga garantita la formazione della prova al cospetto dei giudici, anche nella sua oralità. Al momento ci troviamo di fronte al paradosso che chi sarà chiamato a firmare la sentenza non avrà assistito a gran parte del processo».

Il retroscena

Ma a che punto è il processo a carico del militare dell’arma dei carabinieri? Fino a questo momento sono stati ascoltati in aula i testi della Procura (rappresentata all’inizio dal pm Simone de Roxas, che è stato trasferito in un altro tribunale, e dal pm Claudio Siragusa). Nelle prossime udienze saranno ascoltati altri due testi del pm, poi toccherà a testi, periti e consulenti della parte civile; e ai testi che saranno convocati in aula su richiesta del militare imputato, a sua volta difeso dagli avvocati Mattia Floccher e Roberto Guida.

Una vicenda controversa, nel corso della quale c’è una ricostruzione al vaglio dei giudici: è la notte tra il 28 febbraio e il primo di marzo, quando Ugo Russo (aveva 15 anni) tenta il colpo. È armato di una pistola “replica” (ma priva di tappetto rosso) che viene puntata al volto di un ragazzo che è in compagnia di una sua amica, mentre prova a parcheggiare in via Santa Lucia. Il carabiniere estrae la pistola e spara. Esplosi quattro colpi: i primi due dal finestrino, poi altri due dopo che Ugo Russo ha percorso sei o sette metri in direzione dello scooter. Una ricostruzione che attende le conclusioni del pm e le contromosse delle parti.

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