Caso Santamaria a Benevento, Mastella: «Andiamo avanti sereni»
La maggioranza va avanti così, l?opposizione lavora alla spallata. Renato Parente resta alla presidenza del Consiglio comunale con il benestare di Mastella e di tutta la maggioranza,...
La maggioranza va avanti così, l’opposizione lavora alla spallata. Renato Parente resta alla presidenza del Consiglio comunale con il benestare di Mastella e di tutta la maggioranza, ma la minoranza sta lavorando a una mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino. Iniziativa che punta anche a cavalcare l’onda popolare di sdegno inevitabilmente provocata dai gravi fatti contestati dagli inquirenti. Bordate arrivano dal Partito Democratico che invita senza mezzi termini a «staccare la spina». Ma Mastella tiene duro e risponde a testa alta: «In cinquant’anni di politica mai preso un euro».
APPROFONDIMENTI Caso Santamaria, Mastella: «Noi di Centro non ha chiesto né ricevuto soldi»SalvaSalvata Bufera su Palazzo Mosti: a Procura accende i fari su assunzioni e appaltiSalvaSalvata Benevento: “Sistema” Santamaria, l’inchiesta si allarga: 19 indagatiSalvaSalvata
Il vertice
Ore agitate a Palazzo Mosti dopo il nuovo, clamoroso sviluppo dell’inchiesta della Procura sul “sistema Santamaria”. Appalti, incarichi, assunzioni in Comune in cambio di considerevoli e circostanziate dazioni di denaro: questo il quadro disegnato dagli inquirenti sulla scorta delle dichiarazioni rese dall’ex dirigente municipale arrestato il 30 marzo in flagranza di reato per corruzione. Accuse che dovranno adesso trovare riscontri negli incidenti probatori, ma la lettura delle 18 pagine del decreto di perquisizione con avviso di garanzia a 19 indagati, tra i quali il presidente del Consiglio Renato Parente, due dirigenti e una funzionaria tuttora in carica, ha già lasciato il segno. Ben visibile sui volti di assessori e consiglieri comunali ieri mattina al termine del vertice di maggioranza. «In vita mia - dichiarerà Mastella al termine del summit - non ho mai preso una tangente da nessuno. Di questo devono essere orgogliosi i cittadini beneventani». Parole che dimostrano come l’attenzione dell’amministrazione sia rivolta tutta all’impatto che i gravi episodi tratteggiati dagli inquirenti ha avuto sull’opinione pubblica nell’ultimo anno di consiliatura. Preoccupazione che emerge fin dalle prime righe della nota consegnata alla stampa: «Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta giudiziaria restituiscono un quadro puntuale della estraneità alle contestazioni da parte del sindaco e dell’intera Giunta. Tale notazione deve essere evidenziata in un momento di evidente smarrimento dell’opinione pubblica cittadina. Nessun consigliere di maggioranza risulta coinvolto, ad eccezione del presidente del Consiglio comunale il quale, per il rispetto e la sensibilità dovute alla maggioranza e all’istituzione, ha offerto le dimissioni dalla carica. All’unanimità, sindaco, assessori e consiglieri le hanno respinte». Mastella ha poi ribadito, in riferimento ai 50mila euro che sarebbero stati intascati da Santamaria il 30 agosto 2024 per un presunto contributo elettorale a Noi di Centro, come «in qualità di segretario nazionale di NdC, non ho né chiesto, né ricevuto nulla. Ciò è rafforzato anche dal fatto che la data della presunta dazione non corrisponde a nessun appuntamento elettorale e che il presunto datore non ha mai ricevuto commesse dal Comune. Nessuno strumentalizzi: la vicenda coinvolge esponenti di diversi partiti, compresi esponenti da sempre vicini o collaterali al Pd».
Le contestazioni
Ma l’opposizione va all’attacco. «La maggioranza sceglie l’autoconservazione e calpesta l’etica pubblica - incalzano De Longis, De Lorenzo, Farese, Fioretti, Megna, Miceli, Moretti, Perifano, Varricchio -. È necessaria la sospensione dei dipendenti indagati. La città si sarebbe aspettata uno scatto di dignità, così non è stato. A leggere il comunicato in cui sindaco e maggioranza si proclamano ferrei tutori della legalità non resterebbe che chiedere al Presidente della Repubblica una medaglia al valore civile per i nostri amministratori. L’etica pubblica non può attendere i tempi della giustizia penale. Chiediamo al sindaco di applicare subito il Piano Anticorruzione sospendendo dal servizio tutte le figure apicali coinvolte. Chi pensa di far cadere nell’oblio questa vicenda - chiudono minacciosi i consiglieri di centrosinistra - si sbaglia di grosso: attiveremo ogni strumento utile, politico e istituzionale, per restituire dignità e trasparenza a Benevento». Chiaro il riferimento alla possibile mozione di sfiducia in arrivo. E dalla segreteria provinciale del Pd fanno eco: «È necessario procedere con urgenza alla convocazione del Consiglio come luogo di confronto ed estrema chiarezza di fronte alla città. È venuto il tempo di assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto che, a quanto pare, è solo la punta di un iceberg, il paradigma di un sistema che ha ridotto i cittadini a sudditi, i diritti a concessioni, i bisogni collettivi a somma di bisogni individuali. Un regime agonizzante, dopo oltre dieci anni di potere assoluto, ha il dovere di chiarire o di staccare la spina».