Garlasco, si chiudono le indagini su Sempio: perché il generale Garofano è stato convocato e cosa succederà lunedì
C'è attesa per il deposito ai pm dell'ultima delle quattro consulenze disposte negli accertamenti integrativi dalla Procura di Pavia, nell'ambito della nuova inchiesta sul...
C'è attesa per il deposito ai pm dell'ultima delle quattro consulenze disposte negli accertamenti integrativi dalla Procura di Pavia, nell'ambito della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi che vede indagato Andrea Sempio.
Indagini in chiusura
Il termine di fine indagini, indicato dal procuratore Fabio Napoleone, è fissato al 28 settembre.
APPROFONDIMENTIEntro quella data la Procura dovrà notificare alla difesa del 38enne un secondo avviso di chiusura indagini per omicidio aggravato, dopo quello dell'8 maggio, che prelude a una probabile richiesta di rinvio a giudizio.
Per i pm infatti, sarebbe Sempio l'assassino di Chiara Poggi.
La mossa a sorpresa dei pm: Garofano convocato
A poche ore dalla chiusura delle indagini, la Procura di Pavia ha convocato l'ex generale Luciano Garofano e alcuni ufficiali che nel 2007 prestavano servizio al Ris, il Reparto Investigazioni Scientifiche dell'Arma. L'ascolto è avvenuto nell'ambito degli ultimi passaggi dell'inchiesta, che secondo le indiscrezioni chiuderà a breve le indagini per chiedere il rinvio a giudizio di Sempio.
A raccogliere la testimonianza sarebbe stato il procuratore aggiunto Stefano Civardi, per un colloquio durato circa un'ora e mezza, mentre secondo altre fonti l'audizione di Garofano sarebbe durata attorno ai 90 minuti.
Interpellato dall'ANSA, l'ex comandante del Ris - per un breve periodo consulente della difesa Sempio, fino al settembre 2025 - ha confermato l'audizione senza sbilanciarsi sul contenuto: «Confermo l'incontro ma non posso rivelare alcunché». Alla domanda se si tratti davvero di una svolta nelle indagini, Garofano ha risposto in modo netto, evitando ogni commento e rimandando all'atto formale di chiusura delle indagini, il cosiddetto 415 bis.
Cosa si sa sull’incontro tra il generale Garofano e i pm
Dalle prime indiscrezioni non si sarebbe parlato della traccia 33, ovvero quella impronta parziale di mano destra sulla parete destra delle scale interne dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi.
Nel 2007 quella impronta venne notata, venne preso l'intonaco e analizzato completamente, ma non emersero elementi utili alle indagini. Il 20 maggio 2025 – quindi 18 anni dopo il delitto – la Procura di Pavia ha associato quella traccia all'attuale indagato Marco Poggi. A riguardo in questi ultimi mesi erano già stati sentiti gli ufficiali del Ris dei carabinieri in servizio a Parma nel 2007: avevano riferito che notarono quella traccia perché sembrava "bagnata" e in una posizione particolare, ma le analisi fatte non diedero elementi utili. Va precisato però che tutto l'intonaco dell'impronta 33 venne consumato nelle analisi di 18 anni fa, ora gli accertamenti quindi si sono basati su vecchi dati e sulle foto. Resta ancora da rispondere alla domanda principale: c'è sangue su quell'impronta?Insomma, resta il fatto che il Ris era già stato sentito su questa traccia quindi non sarebbero ritornati a parlarne di nuovo ieri 25 settembre. Di cosa hanno parlato dunque? Sempre dalle prime indiscrezioni, l'oggetto del colloquio potrebbero essere stati i pedali della bici di Alberto Stasi su cui è stato trovato il materiale genetico di Chiara Poggi che poteva essere attribuito a sangue o a sudore. Per i giudici della Corte d'Appello bis di Milano questo è stato uno degli elementi chiave per condannare Alberto Stasi. Questo perché nelle scanalature dei pedali della bicicletta bordeaux modello "Umberto Dei" è stata riscontrata la presenza di DNA riconducibile alla vittima. Per i giudici, dopo aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, Stasi è risalito sulla bicicletta con le scarpe imbrattate di sangue. Ma c'è di più: Alberto Stasi avrebbe sostituito i pedali della bicicletta per nascondere tracce ematiche più evidenti e depistare le indagini. Che ci siano dubbi sugli esami eseguiti dal Ris su quel materiale genetico? Che ci siano dubbi sui pedali della bicicletta di Stasi?
Le quattro consulenze integrative disposte dalla Procura
Tra gli accertamenti integrativi disposti dai pm, tre sono già stati depositati: la revisione del Dna sulle unghie della vittima affidata a Carlo Previderè, la consulenza integrativa sulle misurazioni antropometriche di Sempio affidata a Cristina Cattaneo, e quella supplementare sull'impronta a pallini rinvenuta sul pavimento della villetta, curata da Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. La prima è arrivata il 7 settembre, le altre due il 23 settembre.
Una volta depositati, gli atti dovranno essere messi a disposizione della difesa con la nuova chiusura indagini, e i legali di Sempio avranno 20 giorni di tempo per presentare le proprie controperizie.
Il giallo del Dna sulle unghie di Chiara Poggi
La consulenza di Previderè riesamina il capitolo del Dna trovato sotto le unghie della vittima, alla luce delle osservazioni difensive più recenti. Il materiale genetico era già stato attribuito, da una precedente consulenza dell'accusa e da una perizia in incidente probatorio, alla linea paterna di Sempio: un punto tra i più discussi e contestati dell'intera inchiesta.
L'impronta di scarpa "Frau" e la misura del piede
Attorno alle misure del piede di Sempio potrebbe giocarsi la rilevanza di un elemento già noto agli inquirenti: la cosiddetta impronta di scarpa "Frau", rinvenuta sulla scena del delitto. Il nodo riguarda il numero di scarpe effettivo dell'indagato, che nel 2007 sosteneva di calzare il 44, mentre in tempi più recenti gli sarebbe stato misurato un 42-43. Secondo quanto riferito, la Procura ritiene che i cambiamenti fisici intervenuti in quasi vent'anni non escludano la compatibilità già individuata in precedenza.
La consulenza psichiatrica ancora mancante
L'unica consulenza che ancora manca all'appello è quella psichiatrica, affidata al professor Roberto Catanesi, docente di psicopatologia forense. L'incarico è stato disposto dalla Procura per accertare l'eventuale sussistenza di condizioni patologiche in grado di incidere sulla capacità di intendere e di volere di Sempio al momento dei fatti, oltre alla presenza di disturbi rilevanti ai fini dell'imputabilità e all'eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale. Sempio ha rifiutato, su consiglio dei legali, un incontro diretto con lo psichiatra: la consulenza si baserà quindi su fonti aperte, interviste, diari, scritti e sulle intercettazioni dei soliloqui dell'indagato registrate dai Carabinieri in auto. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il rapporto di Catanesi non risulterebbe ancora depositato agli atti a due giorni dalla scadenza del 28 settembre.
Il movente ipotizzato dagli inquirenti
Per gli inquirenti Sempio avrebbe ucciso la sorella dell'amico d'infanzia Marco colpendola più volte con un oggetto contundente, provocandole almeno una dozzina di ferite al cranio e al volto, per motivi legati all'odio verso la vittima seguito al rifiuto di un suo approccio sessuale. Secondo la ricostruzione della Procura, Sempio avrebbe inoltre visionato video intimi di Chiara Poggi e del fidanzato Alberto Stasi — condannato in via definitiva a 16 anni come unico autore del delitto — custoditi su una pendrive. Nei diari di Sempio comparirebbero riferimenti a violenza e aggressioni, con la parola "accoltello" ricorrente: per i magistrati un possibile indizio di una personalità capace di convivere per 19 anni con il segreto dell'omicidio. corcianonlinecorcianonline
La difesa di Sempio: le contromosse degli avvocati
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia contestano l'impianto accusatorio su più fronti. Sul fronte della perizia psichiatrica, la difesa ritiene che verificare capacità di intendere e volere richieda la presenza pregressa di una patologia conclamata, e che l'esame più corretto sarebbe stato chiedere una perizia in incidente probatorio anziché una consulenza di parte. La legale Taccia respinge inoltre la narrazione accusatoria sul profilo psicologico del suo assistito, sottolineando come molte persone che lo conoscono — soprattutto donne — lo descrivano in modo opposto a quello tratteggiato dagli inquirenti.
Cosa succede ora
Con la scadenza del 28 settembre alle porte, i prossimi passaggi sono tre: il deposito della consulenza psichiatrica di Catanesi, la notifica alla difesa del secondo avviso di chiusura indagini (il "415 bis bis") e, entro 20 giorni da quella notifica, il deposito delle controperizie della difesa. Solo a quel punto la Procura di Pavia potrà decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi.