Tutti per Luna Rossa, vincono gli italiani: lungomare in festa
Il Mattino

Tutti per Luna Rossa, vincono gli italiani: lungomare in festa

Lunedì 28 settembre 2026
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Se storicamente quello ai monti è un tristissimo addio, questo al mare di Napoli è un dolcissimo arrivederci. Le pre-regate dell?America?s Cup si concludono con...

Se storicamente quello ai monti è un tristissimo addio, questo al mare di Napoli è un dolcissimo arrivederci. Le pre-regate dell’America’s Cup si concludono con “l’inchino” che la barca senior di Luna Rossa va a tributare alla “Curva Caracciolo” dopo la vittoria nella finalissima contro New Zealand. Un successo arrivato al termine di un weekend caratterizzato dalle bizze di Eolo e dai colori grigio-rossi del team italiano che batte fieramente la bandiera del Circolo Italia di Santa Lucia. La domenica bestiale che chiude l’antipasto dell’America’s Cup 2027 in programma nelle acque di Napoli, racconta di un dominio in lungo e largo da parte del team senior di Luna Rossa, ovvero l’imbarcazione pilotata da Burling e Gradoni con il supporto fondamentale dei trimmer Giubilei e Ugolini. I fantastici quattro non fanno prigionieri e non lasciano una briciola ai malcapitati avversari di turno. Nelle ultime due regate di flotta (iniziate con ritardo per il vento a singhiozzo) tutti i fila indiana dietro l’AC40 italiano che poi va all’assalto al trofeo delle pre-regate con un dolcissimo monologo in finale. È qui che crea il vuoto con l’imbarcazione neozelandese costretta a rincorrere dall’inizio alla fine cercando (inutilmente) una rimonta praticamente impossibile.

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SUPERIORITÀ

Sì, perché Burling e Gradoni non hanno mai dato l’impressione di voler lasciare terreno (anzi, mare) agli avversari, mettendo il muso del proprio scafo davanti a tutti praticamente dal primo giorno di regate, quando pure le condizioni del vento non erano esattamente congeniali per spiccare il volo sui foil. Luna Rossa, però, è stata in testa in classifica fin da venerdì e di fatto non è mai scesa al di sotto del primo posto fino al momento in cui non ha tagliato il traguardo per l’ultima volta ieri pomeriggio. Fermo immagine doveroso per questo momento. Perché racconta non solo la gioia sportiva per un team che da mesi lavora con devozione e impegno per raggiungere l’obiettivo, ma anche un pubblico (oltre 250mila presenze nei quattro giorni secondo Sport e Salute) diventato “quinto uomo a bordo” di una imbarcazione spinta non solo dal grecale, ma da una passione difficilmente riscontrabile altrove. Il Golfo si è trasformato in uno stadio naturale. Con gente dislocata in qualunque tipo di postazione possibile e impossibile. I seggiolini dei pontili sul Lungomare non hanno mai trovato spazio per uno raggio di sole, perché ogni singolo posto è stato occupato dall’alba al tramonto. E chi non aveva dove sedersi si è arrangiato alla bene e meglio: teli e parei sulle scogliere, sgabelli di fortuna, o al massimo in piedi, appoggiati sui corrimano del Lungomare stando ben attenti a non fare un tuffo di sotto. Per non parlare dello specchio d’acqua ai margini del campo di regata: imbarcazioni a perdita d’occhio e di ogni tipologia. Tutti insieme appassionatamente in una domenica di settembre che per temperature e atmosfera ricordava molto da vicino Ferragosto. In mezzo Luna Rossa che con la sua rara eleganza ha tracciato scie di sogni da una parte all’altra del campo di regata, disegnando una virata dopo l’altra la sua rotta per il successo. «Molti hanno scoperto che Napoli ha due mari, lo specchio d’acqua meraviglioso che ha convinto America's Cup a venire qui, e poi un mare di passione di un popolo, di persone che si appassionano e si emozionano per ogni cosa che li fa stare insieme. L'impegno che prendiamo con voi è fare sempre meglio, fare sempre di più e rendere la vela accessibile a tutti come è giusto che sia», il commento a caldo del ministro per lo sport Abodi. «Un successo straordinario. Di pubblico, di emozioni e di spettacolo. Andato oltre ogni aspettativa», le parole del presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma e l’amministratore delegato Diego Nepi Molineris. Prove generali per il 2027? Sì, certamente. Perché sarà pur vero che l’America’s Cup si gareggerà a bordo dei giganti degli AC75 (dove la tecnologia parla tutt’altra lingua rispetto ai fratelli minori utilizzati in questo weekend), ma nello sport c’è una legge non scritta: vincere aiuta a vincere. E così New Zealand, defender della coppa, è avvisata. Luna Rossa fa sul serio e non intende lasciarsi sfuggire la grande occasione che per di più si gareggia in casa. La prestazione offerta a Napoli da parte del team italiano mette in risalto anche la qualità di un organico profondo e ricco di talento. Rispetto alle pre-regate vinte a maggio, Burling è stato l’unico a restare al suo posto. Stavolta lo skipper neozelandese - vincitore nel 2024 a Barcellona con i suoi connazionali - è stato affiancato al timone da Marco Gradoni con i trimmer Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini, a conferma che il team italiano una “cantera” di valore assoluto. Mai un momento di cedimento, mai una distrazione, mai una scelta fuori posto. E anche quando le cose sembravano mettersi per il verso sbagliato, la barca senior di Luna Rossa ha sempre saputo raddrizzare in fretta il timone. Festa grande per Luna Rossa che ha alzato i calici in serata sul pontile e nei saloni del Circolo Italia nell’incantevole location di Santa Lucia. Ad accogliere Max Sirena con il suo team, il presidente del circolo napoletano Roberto Mottola di Amato che poco prima aveva anche ricevuto i complimenti da parte di Matteo De Nora, il grande sconfitto di New Zealand.

GLI ALTRI

Menzione d’onore in questo weekend se la prendono di diritto i francesi, che se non si fossero inabissati per due volte su 8 prove, avrebbero potuto ambire a un posto in finale contro l’AC40 di Burling. Anche ieri, si sono presi il secondo posto nell’ultima regata di qualificazione dimostrando di poter insidiare la barca italiana con coraggio e sfrontatezza. Caratteristiche messe in mare anche da ARC Team USA, l’ultimo equipaggio ad essersi iscritto alla competizione napoletana (nel 2027 ci saranno anche gli australiani assenti per le pre-regate), ma primi a vincere una prova, quella di venerdì pomeriggio dopo i capricci iniziali di Eolo. Gli americani si candidano di diritto come possibili outsider per il 2027 quando si scenderà in acqua sui giganti da oltre 50 nodi e da qui alla prossima primavera metteranno a punto le loro strategie e il loro AC75 per poter competere alla pari dei favoriti nella lotta alla conquista del ruolo di sfidante ufficiale dei neozelandesi. Loro, appunto, si sono un po’ nascosti in queste pre-regate napoletane e più di qualcuno ha pensato a una tattica per spostare altrove l’attenzione dei riflettori. Chissà. Per avere la risposta definitiva toccherà aspettare qualche mese. A maggio 2027 ci si ritroverà tutti qui, stessa spiaggia (Mappatella beach), stesso mare (il Golfo di Napoli). Intanto la festa è finita e gli amici se ne vanno. Luna Rossa torna a Cagliari momentaneamente, ma con una coppa in più da esporre in bacheca. Il posto più prestigioso resta vuoto perché è quello per l’America’s Cup. Appuntamento alla primavera. Arrivederci Napoli. Che per l’appunto non è un addio.

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