America's Cup, intervista a Peter Burling: «Che calore i napoletani. Sarà fantastico regatare qui per la bandiera italiana»
Peter Burling si gode il successo nelle acque di Napoli e, soprattutto, l?abbraccio della città. Con la figlioletta in braccio guarda la marea di sostenitori napoletani ai piedi del...
Peter Burling si gode il successo nelle acque di Napoli e, soprattutto, l’abbraccio della città. Con la figlioletta in braccio guarda la marea di sostenitori napoletani ai piedi del palco delle premiazioni. «Amazing» (straordinario), dice sorridendo.
Dopo Cagliari, un'altra vittoria per Luna Rossa nella regata preliminare, proprio nelle acque che tra meno di un anno ospiteranno la 38ª America's Cup. Sensazioni?
APPROFONDIMENTI Tutti per Luna Rossa, vincono gli italiani: lungomare in festaSalvaSalvata America's Cup a Napoli: il vento del SudSalvaSalvata
«Conquistare un’altra vittoria qui, nelle acque di casa a Napoli, davanti a un pubblico così straordinario, ci dà un’energia in più per continuare a spingere in vista del prossimo anno».
Come cambia il percorso verso luglio 2027?
«Queste regate ci servono per fare il punto della situazione e capire a che livello siamo. Avendo tutti barche identiche, possiamo misurare realmente la qualità del team velico. È stato importante poter cambiare quasi completamente l’equipaggio e mantenere lo stesso livello di prestazioni: dimostra la profondità della squadra. Abbiamo lavorato anche sullo sviluppo dell'AC75, con cui regateremo l’anno prossimo, e sulla preparazione per questo evento. È stato un processo fantastico».
Che cosa ha provato vedendo tutto quel tifo sul lungomare?
«L’energia qui è davvero speciale. Ho avuto la fortuna di regatare davanti al pubblico di casa in passato, ma quello che abbiamo visto a Napoli è qualcosa di particolare. È stato un assaggio di ciò che ci aspetta l’anno prossimo. Sarà davvero speciale regatare qui per la bandiera italiana».
L’ultima giornata è stata qualcosa di speciale?
«Sì. Dal momento in cui abbiamo vinto la regata, con tutte le barche intorno a noi, fino al rientro al traino lungo la costa, con tantissime persone che ci guardavano dalla riva. Napoli ha regalato una giornata che rappresenta bene quello che potremo vivere l’anno prossimo. Anche la brezza di mare, molto affidabile, ci ha permesso di chiudere l'evento nelle condizioni ideali».
Che cosa porterete con voi verso la prossima America’s Cup?
«Abbiamo imparato molto durante questa stagione e ci è piaciuto moltissimo regatare qui. Mi è piaciuto anche il tempo trascorso in città. Ora dobbiamo assicurarci di avere una barca abbastanza veloce quando arriverà luglio 2027, per provare a vincere l’America’s Cup per l'Italia per la prima volta».
Il livello dei vostri equipaggi vi ha dato indicazioni importanti anche in vista del prossimo anno?
«È stato molto stimolante. L'obiettivo del team è provare a vincere tutti e tre gli eventi. È stato un peccato non riuscirci anche con i giovani e con le donne questo fine settimana, ma abbiamo una squadra di velisti straordinaria. Quando sono a bordo danno il massimo e quando sono a terra continuano a dare il loro contributo al gruppo. È una delle nostre forze».
Si aspettava di vedere così tanta gente a Napoli?
«Voglio dire semplicemente un enorme grazie per il supporto. Significa tantissimo per noi vedere questo livello di sostegno, non solo per la squadra ma per l’America’s Cup. È un assaggio di quello che verrà l’anno prossimo e ci dà energia per continuare a fare passi avanti».
Sente la responsabilità di essere uno dei protagonisti della prima America’s Cup italiana?
«A me la pressione piace, non mi dispiace. È un privilegio regatare davanti al pubblico di casa. Di solito devi prima vincere l’America’s Cup per poterlo fare, ma per me è una grande opportunità essere entrato in una squadra così straordinaria. Luna Rossa regata a un livello altissimo da molto tempo. Siamo entusiasti e vogliamo portare a termine il lavoro».
Ha parlato di una possibile rivincita contro Team New Zealand. È così?
«È sempre bello battere la squadra del tuo Paese. Preferirei affrontarla in finale e batterla piuttosto che battere chiunque altro. Per vincere dovremo comunque batterli in finale. Questa è una grande opportunità per metterci alla prova e continuare a migliorare. Siamo entusiasti dei progressi che stiamo facendo».
Ha imparato un po’ di italiano?
«Un sacco di parolacce! Non le ripeterò qui. Sto iniziando a capire molto di più, anche se non sono ancora molto bravo a parlarlo. Presto, presto».
Con tre velisti italiani in squadra è quasi inevitabile imparare...
«Sì, a volte parlano in italiano. A volte capisco, a volte no. Di solito rispondo in inglese, sembra funzionare».