«Sisma, basta con i ritardi: ora corteo a Palazzo Chigi»
La delusione per gli emendamenti saltati, l?attesa del nuovo decreto e la mobilitazione che prende forma. Il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni non nasconde l?amarezza per le risposte...
La delusione per gli emendamenti saltati, l’attesa del nuovo decreto e la mobilitazione che prende forma. Il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni non nasconde l’amarezza per le risposte mancate ai Campi Flegrei e prepara la protesta a Roma. Una data ancora da definire, ma che potrebbe cadere intorno all’8 ottobre, in concomitanza con la conversione in legge del decreto del 7 agosto. «Saremo nella Capitale compatti, senza divisioni politiche».
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Sindaco, dopo due mesi di incontri in Prefettura e il confronto con Piantedosi, tutti gli emendamenti sono saltati. Vi sentite presi in giro?
«Il vero problema è chi si assume la responsabilità di garantire stabilità e sicurezza ai cittadini dei Campi Flegrei. Noi ce la siamo assunta dal primo momento, chiedendo al governo di fare la sua parte, perché un Comune da solo non dispone delle risorse necessarie. Siamo stati i primi a ringraziare il governo e il ministro Musumeci quando è stato approvato il decreto legge 140, che per la prima volta ha introdotto il bradisismo in una legge nazionale e il principio della convivenza in sicurezza con il fenomeno. Un provvedimento nato anche dalle nostre richieste. Ma i risultati prodotti da quel decreto e da questo governo sono sotto gli occhi di tutti. Non sono io a giudicare, ma i cittadini. Mi chiede se ci sentiamo presi in giro? Lo chieda ai puteolani, alle cinquemila persone che sono fuori casa. Sapranno risponderle».
Sisma, Schlein e Manfredi: «Subito il nuovo decreto e più risorse dal governo»
Avete incontrato la segretaria del Pd Elly Schlein. Quali impegni avete ottenuto?
«Un appoggio totale alle nostre istanze. Ci è stato ribadito in ogni incontro e anche Schlein ha espresso pubblicamente il pieno sostegno ai Campi Flegrei e ai sindaci. Sono certo che quando arriveremo a Roma saranno tutti al nostro fianco. Perché questa non è una questione locale, ma nazionale. Parliamo della capacità della Repubblica di garantire ai propri cittadini di vivere in sicurezza in un territorio complesso. Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto non sono le uniche città fragili d’Italia. La sfida è capire se siamo capaci di convivere con i fenomeni naturali o se l’unica risposta possibile sia la delocalizzazione. Se siamo stati capaci di realizzare il Mose a Venezia, possiamo mettere in sicurezza anche i Campi Flegrei, proteggendo la loro storia millenaria».
Si parla di un nuovo decreto. Avete ricevuto garanzie sui tempi e sui contenuti?
«Ho parlato con il presidente della Regione Roberto Fico, con cui abbiamo condiviso ogni passaggio di questo percorso. Mi ha rassicurato che tutti gli emendamenti saranno presi in considerazione e che anche i sindaci parteciperanno ai tavoli istituzionali che definiranno il nuovo provvedimento. La priorità assoluta è trovare soluzioni all’emergenza abitativa e, parallelamente, costruire un percorso strutturato che porti a una reale messa in sicurezza del territorio. È quello che chiediamo dal primo momento e sul quale abbiamo lavorato in questi due mesi».
Quasi cinquemila sfollati, affitti alle stelle e attività commerciali in difficoltà. Quali interventi servono subito?
«Per l’emergenza abitativa non servono decreti decennali, ma interventi immediati. Abbiamo proposto contributi a garanzia degli affittuari, da affiancare al Cas per sbloccare il mercato immobiliare. La Regione Campania ha proposto affitti a canone concordato e un contributo una tantum ai proprietari, sempre a garanzia degli inquilini. Bisogna poi trovare soluzioni concrete per le attività commerciali che hanno subito perdite importanti a causa del sisma. Il governo non può far finta di nulla davanti a una crisi che rischia di far abbassare molte saracinesche. Noi siamo aperti a qualsiasi soluzione e pronti anche a operare come soggetti attuatori. Abbiamo le competenze, conosciamo i meccanismi e possiamo fare tutto ciò che serve, purché ci vengano assegnate le risorse necessarie».
Il governo annuncia un piano decennale. Come conciliarlo con l’urgenza di riportare le famiglie a casa?
«Il nuovo decreto deve affrontare l’emergenza abitativa, quella del presente ma anche quella del futuro. Ogni volta che ci sarà una scossa dobbiamo sapere come intervenire e quali strumenti attivare per assistere le famiglie. Quelle procedure devono essere definite nero su bianco nel decreto. Siamo aperti a qualsiasi soluzione, ma bisogna trovarla adesso. Nel Piano urbanistico comunale abbiamo già previsto soluzioni alloggiative da attivare in caso di terremoto. Gli hub individuati nei nostri piani sul bradisismo possono rappresentare una prima risposta concreta all’emergenza. Non possiamo continuare a rincorrere gli eventi, dobbiamo essere pronti ad affrontarli».
Avete annunciato una manifestazione a Roma. Quali richieste porterete al governo?
«Le richieste che porteremo davanti a Palazzo Chigi e al Parlamento sono essenzialmente due: soluzioni immediate per risolvere l’emergenza abitativa e una vera programmazione di lungo periodo che superi la logica dell’emergenza e garantisca le risorse necessarie per la messa in sicurezza di tutto il territorio».