Da Bagnoli a Napoli Est: il polo dell?America?s Cup cambierà volto alla città
Un polo per la Coppa America a Napoli Est, sarebbe il terzo con Bagnoli e il lungomare Caracciolo, trovare nuovi spazi per l?accoglienza dei turisti che saranno il triplo rispetto a quelli...
Un polo per la Coppa America a Napoli Est, sarebbe il terzo con Bagnoli e il lungomare Caracciolo, trovare nuovi spazi per l’accoglienza dei turisti che saranno il triplo rispetto a quelli arrivati nei 4 giorni della pre-regate: servono posti letto e camere e Napoli è asfittica da questo punto di vista e la Coppa durerà più di due mesi. Trovare porti dove fare attraccare yacht e superyacht che arriveranno da tutto il mondo per godersi lo spettacolo delle regate veliche più prestigiose al mondo. E poi il tema trasporti. Questa la mission del sindaco Gaetano Manfredi.
Negli occhi ci sono accora le immagini di festa dei 250mila che hanno affollato il lungomare per le pre-regate, ma è già tempo di pensare alla vera e propria America’s Cup.
L’orologio in piazza Vittoria segna, giorno dopo giorno, il tempo che separa Napoli dall’appuntamento del 2027 e racconta che mancano poco più 270 giorni. E in Comune salgono di pari passo la febbre e lo stress da competizione. Nella consapevolezza che il “test preregate” è andato bene. «In questa settimana - racconta Manfredi - faremo un debriefing per analizzare un po’ tutte quelle che sono state le criticità e procedere per gli eventuali miglioramenti da fare. Sicuramente ha funzionato bene, ma che richiederà una particolare attenzione, il tema trasporti. Abbiamo avuto quasi un milione di passeggeri sulla metropolitana in quattro giorni che è un numero straordinario. Anche la linea 6 per la prima volta, benché ancora con i vecchi treni, ha lavorato a pieno regime con numeri anche quelli importanti». Ma il tema dei temi è come allargare la città per non far ricadere la pressione di chi arriverà nel 227 tutta sul lungomare Caracciolo.
«Abbiamo la necessità di allargare la presenza sul mare: avremo un polo a Bagnoli dove ci sarà un Villaggio della Coppa America e una grande fanzone. Abbiamo il lungomare Caracciolo che sarà completato, questo ci darà un ulteriore sfogo e ci consentirà di distribuire meglio le persone sugli spazi al mare. E stiamo valutando di recuperare anche spazi in alcuni edifici. E vorremmo creare un polo anche a Napoli est, anticipando i lavori che abbiamo programmato sulla terrazza al mare quale è il vecchio depuratore». Un’area di 4mila metri quadrati. La Coppa America si rivela anche per San Giovanni un formidabile acceleratore dei cantieri e di sviluppo, esattamente come accaduto per Bagnoli, invertendo il cronoprograma.
Il waterfront
Non solo le bonifiche delle spiagge di San Giovanni già ultimate, ma anche la rigenerazione urbana del waterfront orientale grazie al Cis - Contratto istituzionale di sviluppo - che include «la trasformazione dell’intero complesso dell’ex depuratore di San Giovanni attraverso la riprogettazione dei volumi e degli spazi». Il Cis vale per il Comune 22 milioni di cui 8 già cantierati. Manfredi ha svelato un piano partito già nel 2025, il polo di San Giovanni per l’America’s Cup. «È in corso - fanno sapere da Palazzo San Giacomo - l’aggiornamento del cronoprogramma - perché dobbiamo essere pronti per l’America’s Cup, vale a dire nel 2027. Ma i lavori nell’area dell’ex depuratore sono già iniziati per la parte che riguarda i sottoservizi. Abbiamo avuto il via libera dalla Sovrintendenza anche per la scogliera che proteggerà la “Terrazza a mare”. Con i primi fondi stiamo realizzando le opere a difesa del mare. L’area dell’ex depuratore sarà trasformata e rifunzionalizzata». Il pezzo che sarà fruibile per l’America’s Cup dovrebbe essere proprio quello della Terrazza a mare da dove sarà possibile godersi le regate.
L'accoglienza
Arriveranno nel 2027 almeno il triplo dei turisti per l’America’s Cup e Manfredi sa bene che la città non ha strutture a sufficienza per soddisfare la domanda. «Avremo moltissimi turisti in più - racconta il sindaco - già adesso non c’era una camera libera. E chiaro che abbiamo un grande deficit alberghiero sulla città che io mi auguro si possa colmare, ma non credo ce la faremo nei prossimi mesi. L’idea è che l’accoglienza venga spalmata sulle isole e poi nella zona della costiera e quindi abbiamo la necessità di garantire anche dei trasporti più efficaci anche via mare è su questo che stiamo ragionando». Con la Regione che sta cercando di fare la sua parte con il rilancio di Cumana e Circumvesuviana. Altro nodo da sciogliere è quello della portualità: «Non dobbiamo solo garantire l’accoglienza alberghiera ma anche delle barche perché si aspettano tanti yacht e maxi yacht che arriveranno da tutte le parti del mondo. La portualità fa molto affidamento sulle isole e su questo bisogna puntare» Al riguardo Manfredi ricorda che «nel piano portuale sono previste diverse marine sia a Napoli est che a Napoli ovest e ovviamente con investimenti privati. Stiamo discutendo con l’autorità portuale e con il ministero per capire come favorire questi progetti di investimento».