Pedane sul lungomare a Napoli, appello al sindaco: «Restino sul Lungomare»
Il Mattino

Pedane sul lungomare a Napoli, appello al sindaco: «Restino sul Lungomare»

Martedì 29 settembre 2026
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Raccolta di firme per una petizione popolare dal titolo che è tutto un programma: «Le pedane restino sul lungomare». La petizione è anche un appello al sindaco Gaetano...

Raccolta di firme per una petizione popolare dal titolo che è tutto un programma: «Le pedane restino sul lungomare». La petizione è anche un appello al sindaco Gaetano Manfredi al quale i firmatari chiedono sostegno. «Le pedane restino a disposizione della collettività anche dopo la conclusione dell’evento» la richiesta a Manfredi. Si muove la società civile, del resto nella 4 giorni delle preregate dell’America’s Cup le pedane hanno avuto lo stesso successo di Luna rossa che ha portato a casa il trofeo - griffato da Lello Esposito - e c’è da scommettere che di firme ne arriveranno tantissime.

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«La straordinaria partecipazione registrata in questi giorni - si legge nella petizione - testimonia quanto sia forte il desiderio dei napoletani di riappropriarsi del proprio mare. Migliaia di persone, famiglie, giovani, anziani e visitatori hanno potuto usufruire di spazi che hanno reso più semplice, inclusivo e diretto il rapporto tra Napoli e la sua risorsa più preziosa». Per i firmatari e promotori della raccolta firme «Conservare le pedane significherebbe lasciare alla città un’eredità concreta e immediatamente fruibile».

Le firme 

Chi sono i capofila, cioè i primi firmatari? Intellettuali, artisti, il mondo delle professioni. Per esempio, gli attori Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo, il musicista Marco Zurzolo e il pianista Pasquale Cirillo. Anna Riccardi esponente del terzo settore, il notaio Dante Cogliandro, il rappresentante di commercio Michele Pucci. E ancora, Massimo Morga, Administrative Management and Human Resources, Cns Tech Spa che si occupa di sicurezza bancaria e industriale. Poi Pasquale Di Lorenzo del Centro Sub Sant’Erasmo e Don Fulvio Stanco della Parrocchia San Giuseppe Madonna di Lourdes. Molte sono le adesioni annunciate e che stanno per concretizzarsi.

La sostanza è che l’ideona delle piattaforme, che il Comune ha proposto già 3 anni fa, ha avuto un gradimento tra i napoletani al di sopra di ogni aspettativa. Perché sostanziano un desiderio mai sopito da parte dei napoletani che vivono un paradosso che dura da lustri e lustri: avere un mare pulito e balneabile e non accessibile. Per la Sovrintendenza, le pedane fronte mare con scalinate per accedere alle acque significa oscurare il panorama dello stesso Golfo. Da qui i ripetuti no al Comune, ma questa volta un po’ il movimento popolare che si è messo in molto, un po’ la Coppa America e molto il pressing delle istituzioni anche nazionali, qualcosa si potrebbe muovere.

Le mosse 

Il dialogo con la Sovrintendenza è aperto e poiché l’obiettivo è avere per maggio dell’anno prossimo - quando partiranno le regate della vera e propria Coppa America - pedane installate da Castel dell’Ovo al Mappatella beach buone non solo per godersi le regate ma per fare anche qualche tuffo – bisogna correre. E alla Sovrintendenza va presentato un progetto che salvaguardi le aspettative dei napoletani e i doveri d’ufficio della stessa Sovrintendenza. Un progetto sicuramente più complesso che dovrà tenere conto della sicurezza di chi utilizzerà le pedane anche per tuffarsi, quindi servono bagnini. Della sicurezza in generale ovvero la guardiania e molto altro ancora come l’allargamento della videosorveglianza atteso che sul lungomare di telecamere ce ne sono tante. e di chi paga tutto questo. Senza dimenticare la pulizia della stessa scogliera e i bagni e le docce che dovranno essere previsti per l’utenza che sarà massiccia. Anche se presumibilmente scaglionata. Sul modello Gaiola - la spiaggia è tutelata e piccola - e dove si fanno i turni per accedere. Manfredi però è convinto le pedane siano un asset pubblico fondamentale per il bene comune mare.

«Il comune - dice il sindaco ha un progetto per mantenere le pedane, ovviamente organizzate in una maniera un po’ diversa cioè non solo per guardare le regate e il mare, ma anche per la balneabilità. La nostra idea è di averle per sei mesi all’anno fino adesso non ci siamo riusciti però sono fiducioso». Il sindaco approfondisce il ragionamento: «Partendo dall’esperienza preregate che è stata molto positiva e con questo sostegno popolare credo che riusciamo a trovare insieme alla Sovrintendenza la soluzione migliore». Sulla manutenzione e pulizia Manfredi chiarisce: «Il tema è che le scogliere non sono le nostre, le scogliere sono dell’Autorità portuale, quindi abbiamo questo tema. Il Comune un po’ la gestione delle scogliere, della pulizia della derattizzazione la sta facendo. Ora serve un accordo transitorio come abbiamo fatto per le spiagge dove il Comune fa la pulizia anche se non sono ancora nella nostra disponibilità, per gestire al meglio le scogliere».

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