Finti pazienti ortopedici per gonfiare le forniture, indagati medici e aziende
Il Mattino

Finti pazienti ortopedici per gonfiare le forniture, indagati medici e aziende

Martedì 29 settembre 2026
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Prescrizioni di materiale ortopedico a pazienti fantasmi. Diagnosi che giustificavano la fornitura di scarpe sanitarie, protesi, passeggini grazie a visite virtuali, di quelle fatte al telefono o...

Prescrizioni di materiale ortopedico a pazienti fantasmi. Diagnosi che giustificavano la fornitura di scarpe sanitarie, protesi, passeggini grazie a visite virtuali, di quelle fatte al telefono o in assenza di veri e propri casi clinici. Finanche soldi e Ipad in regalo a quei medici prescrittori che accettavano di giustificare forniture per prestazioni inesistenti. Sono queste le accuse mosse - a vario titolo - nei confronti di un centinaio di indagati, finiti al centro di un’inchiesta che punta a fare chiarezza su una sorta di triangolazione: quella tra medici prescrittori, dipendenti di almeno sei aziende di ortopedia convenzionate con il sistema sanitario nazionale, procacciatori di affari per lo più legati a una serie di sedi dei Caf nel napoletano.

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Le verifiche 

Inchiesta che conviene raccontare dai dati numerici: in questa storia ci sono 109 indagati; per 87 indagati ci sono richieste di misure cautelari; il gip ha per il momento fissato 43 interrogatori preventivi: per 35 indagati c’è richiesta di arresto in carcere; per otto ai domiciliari. Restiamo agli interrogatori pre cautelari: primo appuntamento dinanzi al gip Mariano Sorrentino a partire dal 19 aprile. Associazione per delinquere, corruzione e svariate ipotesi di truffa sono le accuse mosse dal pm Luigi Landolfi, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppina Loreto. Una vicenda che punta a fare chiarezza su quanto sarebbe emerso in un periodo che va dal 2016 al 2023, sulla scorta degli accertamenti del comandante del Nas Alessandro Cisternino. Proviamo a ragionare sulla scorta delle accuse mosse ai rispettivi indagati. La parola chiave è «smisurata». In sintesi, quelli della presunta associazione si accordavano per ottenere forniture in assenza di reali visite o di patologie concrete, con diagnosi che venivano elaborate in assenza di pazienti o semplicemente al termine di una conversazione telefonica: «Tutto ciò consentiva - scrive il pm - «una smisurata prescrizione di dispositivi ortopedici erogati dal sistema sanitario nazionale, incuranti del reale bisogno dei beneficiari».

Le ipotesi 

Una vicenda anticipata alcuni giorni fa dal quotidiano Cronache di Caserta. La Procura ipotizza l’esistenza di sei gruppi di professionisti a loro volta legati ad aziende convenzionate e specializzate nel campo ortopedico. Verifiche sul ruolo di Giancarlo Tommasi, titolare di Ortopedia Acquaviva, ovviamente convenzionata con l’Asl. Viene indicato dalla Procura come estremamente attivo nella commercializzazione di dispositivi ortopedici. Insomma, una sorta di deus ex machina, tanto da mostrarsi finanche autoritario e decisionista con i propri collaboratori che avevano un obiettivo su tutti: quello di reperire potenziali clienti, con un particolare quadro clinico o di patologie e - cosa non secondaria - titolari di pensioni di invalidità». Un sistema, secondo la Procura. Sul suo conto si cerca di stabilire i contatti con l’Ortopedia Acquaviva, ma anche con Caf sdms Service, il caf patronato di Napoli in via Janfolla, il caf avvocato Pagano, il Caf Sant’Antimo, il Caf di via Innamorati, il Caf dello Stelvio, il caf Melluso. Realtà che vanno ritenuto sempre e comunque trasparenti, al netto delle verifiche in corso in questi giorni.

I professionisti

Ma per il presunto deus ex machina non c’è richiesta di arresto in carcere ma ai domiciliari. Alcuni anni fa si era infatti difeso nel corso di alcuni interrogatori, al termine dei quali aveva firmato delle dichiarazioni auto ed etero accusatorie. Non mancano altri retroscena, come la storia del parcheggiatore abusivo che viene indicato come partecipe dell’associazione. È il caso di Daniele Pigliese, uno che presidia - in modo illegale - la sosta abusiva in via Ammendola, ma che riusciva anche a svolgere un ruolo nella presunta associazione per delinquere. In che modo? Riusciva a garantire la produzione di documentazione sanitaria anche fasulla, necessaria per la prescrizione di presidi ortopedici erogati dal Servizio sanitario da parte di medici incuranti del reale stato di bisogno degli stessi pazienti.

Le aziende 

Ma quali sono le aziende di ortopedia finite al vaglio? Riflettori puntati sui “Ortopedia Meridionale Salvio Zungri”, la “Zungri Franco srl”, la “Ortopedia Borrelli srl”, la “Orthosalus srl”, la Ortosanitaria Reale srl, la Ortopedia Petta. Difesi, tra gli altri, dai penalisti Gabriele Di Criscio, Giuseppe Stellato, Giovanni Esposito, tutti gli indagati potranno replicare alle accuse mosse dalla Procura.

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