Campi Flegrei, Josi Della Ragione: «Bene Fico commissario, ma centralità ai Comuni»
Il Mattino

Campi Flegrei, Josi Della Ragione: «Bene Fico commissario, ma centralità ai Comuni»

Martedì 29 settembre 2026
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Sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, gli emendamenti costruiti in due mesi di lavoro sono saltati tutti. Vi sentite traditi dal governo? «È molto grave quello che è...

Sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, gli emendamenti costruiti in due mesi di lavoro sono saltati tutti. Vi sentite traditi dal governo?

«È molto grave quello che è accaduto. Parliamo di emendamenti costruiti anche insieme al governo, alla presenza di ministri che avevano assunto impegni precisi, dal ministro dell’Interno alla Protezione civile. Impegni puntualmente disattesi. Abbiamo perso due mesi mentre il territorio vive una situazione di enorme criticità. Da una parte esponenti della maggioranza chiedono lo stato di emergenza, dall’altra, quando si tratta di approvare misure concrete per migliorare la vita dei cittadini, quelle proposte non vengono prese in considerazione. I Campi Flegrei devono diventare una priorità nazionale, basta parole servono fatti».

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Ora si annuncia un nuovo decreto. Quali misure devono esserci?

«La prima priorità sono gli sfollati. Il contributo di autonoma sistemazione non basta: bisogna trovare abitazioni e prevedere fino a 30mila euro per consentire alle famiglie con danni lievi di eseguire rapidamente i lavori e rientrare a casa. Poi c’è il personale dei Comuni: abbiamo formato dipendenti per anni e perderli adesso sarebbe una mazzata. Servono tecnici, amministrativi e agenti di polizia municipale. Infine i costoni: sopra e sotto ci sono case, strade e vie di fuga. Servono fondi e poteri straordinari. E va accelerata l’attività della struttura commissariale sulle opere pubbliche, perché troppe sono ancora ferme».

Nel nuovo dl è prevista una governance con regia unica e più poteri al presidente Fico. Può funzionare?

«Sono d’accordo, ma al commissario bisogna dare strumenti e risorse. Se deve seguire le stesse procedure di un Comune, creare un altro ente non serve. Abbiamo interventi per ridurre la vulnerabilità sismica delle scuole annunciati un anno fa e ancora non realizzati. Servono fondi, poteri, personale e procedure straordinarie. E soprattutto bisogna coinvolgere i territori: Comuni, sindaci e comitati dei cittadini devono stare al centro delle decisioni».

Bacoli ha meno sfollati di Pozzuoli, non c’è il rischio che alcune priorità passino in secondo piano?

«Non possiamo ragionare per confini comunali. Ciò che accade a Pozzuoli ha conseguenze anche per noi. Abbiamo vissuto continue difficoltà sulla ferrovia, sulle strade e sulle vie di fuga. Una scossa che oggi provoca danni soprattutto a Pozzuoli domani può colpire maggiormente Bacoli o Bagnoli. Per questo serve una legge speciale, direi quasi uno “statuto speciale” dei Campi Flegrei. Non esistono cittadini bacolesi o puteolani davanti al bradisismo: esiste un’unica comunità flegrea. Noi sindaci questo salto di qualità lo abbiamo fatto, presentando dopo il sisma del 31 luglio una proposta unitaria a Regione e governo. Purtroppo non è stata recepita».

Quanto stanno pagando il bradisismo le attività economiche e il turismo?

«Dal 31 luglio abbiamo subito un riverbero negativo molto forte. Ma conviviamo da tre anni con il bradisismo e nei decreti non sono mai stati previsti interventi adeguati per le attività economiche. Una persona resta in un territorio se può viverci, ma anche se può lavorarci. Dopo le scosse le nostre città si svuotano e le imprese entrano immediatamente in sofferenza. È proprio allora che vanno sostenute, insieme alle famiglie. Il bradisismo non è un’emergenza temporanea, ma strutturale».

Ha detto di aver vissuto il bradisismo perfino peggio della pandemia. Perché?

«Durante la pandemia il mondo intero viveva lo stesso problema e tutti riuscivano a comprenderlo. Il bradisismo, invece, lo conosce davvero soltanto chi lo vive. Da tre anni proviamo a spiegare cosa significhi convivere con questa situazione. I Campi Flegrei sembrano costretti a scalare una montagna e ciclicamente a tornare alla base. Eppure questo territorio ha un potenziale enorme. Anche investire sull’America’s Cup dimostra che non vogliamo demordere».

Dopo l’incontro con Elly Schlein ha parlato di “ascolto vero”. Cosa si aspetta?

«Ho apprezzato che la segretaria nazionale del Pd abbia voluto incontrare i sindaci e ascoltarci a lungo. Ho percepito la volontà di fare dei Campi Flegrei un tema nazionale e di lavorare a una legge strutturale. Non siamo un territorio come gli altri: siamo un territorio meravigliosamente complesso e dobbiamo essere considerati una priorità nazionale. Alcuni degli emendamenti che avevamo proposto sono stati presentati anche dal Pd e poi bocciati alla Camera. Mi auguro che questa attenzione produca azioni concrete».

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