Eliseo Cuccaro: «Ok dall?Autorità portuale: servono servizi adeguati»
Il Mattino

Eliseo Cuccaro: «Ok dall?Autorità portuale: servono servizi adeguati»

Martedì 29 settembre 2026
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«Le pedane? È una delle autorizzazioni che ho firmato con maggiore piacere, e credo sia stata la prima ad arrivare». Eliseo Cuccaro, presidente dell?Autorità di...

«Le pedane? È una delle autorizzazioni che ho firmato con maggiore piacere, e credo sia stata la prima ad arrivare». Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, non ha dubbi: «È un’esperienza da ripetere e una soluzione ideale per avvicinare ancora di più la città al mare».

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Presidente ma pensa a strutture permanenti?

«Penso, più concretamente, a strutture stagionali. La configurazione che ha ottenuto il nulla osta della Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli per questa fase preliminare dell’America’s Cup potrà sicuramente essere replicata anche nel 2027 in occasione delle gare ufficiali. Ma io andrei anche oltre, ipotizzando la possibilità di sistemare pedane estive che possano funzionare come veri e propri stabilimenti elioterapici».

Naturalmente si tratterebbe di infrastrutture queste aree?

«Certamente. Dovrebbero essere soggette ad una sorveglianza continua e ad ingressi contingentati: non è assolutamente ipotizzabile realizzare delle strutture e lasciarle poi al libero godimento senza controlli. Mettiamo in chiaro che non ipotizzo prezzi da pagare o ad ingressi con biglietti; penso, al contrario, a strutture pubbliche, ma opportunamente sorvegliate per renderle godibili a tutti».

Un po’ come le spiagge libere che si stanno configurando in questo periodo in base al Puad della Regione Campania devono essere pari almeno al 30% del litorale di ogni Comune?

«Qualcosa di simile. È chiaro che si tratta di una novità assoluta che andrà opportunamente studiata e valutata sotto tutti gli aspetti. Io sono favorevolissimo e l’Adsp è pronta a sedersi ad un tavolo di confronto con Comune, Regione e Soprintendenza per valutare concretamente questa possibilità».

L’Adsp del Mar Tirreno Centrale ha anche avviato le gare per assegnare gli approdi turistici a Castellammare di Stabia. Lei ha già detto che subito dopo toccherà a Napoli e Salerno. A che punto siamo?

«Gli uffici stanno lavorando alacremente per arrivare alla definizione completa degli interventi da realizzare. La strada maestra è quella delle gare, su questo non ci sono e non ci saranno tentennamenti di alcun genere. Sono le procedure pubbliche che assicurano trasparenza, soprattutto vantaggi per gli utenti e quei maggiori introiti che lo Stato si attende dal demanio».

Torniamo alle pedane. Parliamo di strutture amovibili, naturalmente?

«Non ci sono dubbi, si tratterebbe di tavolati palificati da smontare con l’arrivo dell’inverno. La zona di litorale dove sono sistemati è particolarmente esposta alle condizioni meteomarine. Condizioni avverse, distruggerebbero inevitabilmente tutta l’impalcatura».

Presidente ma quante possibilità cui sono per arrivare ad una soluzione del genere?

«Guardi, fino a qualche mese fa avrei risposto, senza esitazioni, nessuna. Dopo quello che ho visto in questi giorni, dopo l’incanto di un lungomare invaso dalle persone e dalla voglia dei napoletani e degli ospiti delle città di avvicinarsi il più possibile al mare credo che la strada delle pedane possa diventare percorribile».

L’anno prossimo ci sono le regate ufficiali, poi già si parla di un’eventuale seconda edizione e perfino delle Olimpiadi. Napoli ha dimostrato di essere il luogo ideale per spettacolizzare gli eventi.

«Grazie al governo, al Comune, a tutta la filiera istituzionale ed alla perfetta conduzione da parte di Sport e Salute, Napoli si è trovata a poter esprimere tutta la sua bellezza e la capacità di accoglienza di cui dispone. Non bisogna dimenticare, inoltre, che questa vetrina di fortissimo richiamo non comprende solo il capoluogo partenopeo, ma tutto il Golfo, fino alla costiera amalfitana, alla penisola sorrentina, alle isole di Capri, Ischia e Procida, al litorale flegreo e domiziano. Il sistema turistico campano, visto nel suo insieme, costituisce il più grande patrimonio ricettivo italiano. È evidente che luoghi come questi sono il contorno ideale per eventi così importanti e di tale richiamo internazionale».

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