Vincenzo Argenzio, la parola al chirurgo: «Dalle labbra al seno, vi racconto perché le donne scelgono il bisturi»
Non è una questione di punti di vista. Quando il seno non è più quello di una volta, il fondoschiena comincia drammaticamente a cedere, sul viso compaiono le rughe e...
Non è una questione di punti di vista. Quando il seno non è più quello di una volta, il fondoschiena comincia drammaticamente a cedere, sul viso compaiono le rughe e l’addome porta i segni evidenti di gravidanze e dimagrimenti, guardarsi allo specchio può diventare difficile. E allora che cosa si fa? Si accetta il cambiamento, ci si convince che la maturità ha comunque il suo fascino, oppure si sceglie di rivolgersi al chirurgo plastico?
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Il desiderio di cambiare qualcosa del proprio corpo non è necessariamente una questione di vanità. Dietro una richiesta, anche la più banale, possono esserci mille motivi: il passare degli anni prima di tutto, un rapporto difficile con la propria immagine, un momento di vita particolare o semplicemente il desiderio di sentirsi nuovamente bene con se stessi. È il punto di partenza dell’analisi di Vincenzo Argenzio, chirurgo plastico, tra i nostri “Protagonisti” napoletani: il professore sorride quando sente dire «che quell'intervento è inutile, non dobbiamo mica fare tutte le top model, che vuoi che siano le rughe, hanno il loro fascino, per non parlare di un po' di cellulite». Sorride e prova a spiegare che non è proprio così. Perché - lo dice con chiarezza - banalizzare queste richieste come semplice ricerca della bellezza significa non considerare una parte importante del problema, quello psicologico. L’immagine ha un peso e, in una società nella quale alle donne viene richiesto di essere contemporaneamente attraenti, giovani, intelligenti e vivaci, il rapporto con il proprio aspetto può diventare particolarmente complesso. Nel video, il chirurgo affronta proprio questi temi e racconta, attraverso la sua esperienza professionale, che cosa si può nascondere dietro la scelta di ricorrere alla chirurgia estetica.
Attenzione, però: sono anni che il chirurgo lancia appelli nel tentativo di ristabilire le regole in un mondo, quello della chirurgia estetica appunto, che appare sempre più a rischio. A rischio per tutti - sia chiaro - per i pazienti, e per la credibilità di una branca della medicina che tra le sue fila annovera professionisti di esperienza e competenza. «Ho visto volti e corpi di donne anche molto belle devastati da interventi e trattamenti messi a segno da chi, a giudicare dai risultati, non aveva alcuna competenza e capacità di gestire eventuali complicanze». E poi aggiunge: «I rischi che si corrono sono tanti. E sono enormi. Per un filler a base di acido ialuronico fatto male o una fiala di botulino iniettata da mani inesperte, i danni, credetemi, possono essere molto seri. Lo sappiamo bene noi chirurghi chiamati a intervenire per riparare i danni». Da qui l’ennesimo appello: «Affidatevi solo a mani esperte e sappiate che ogni paziente ha il diritto di chiedere al medico il bollino identificativo del dispositivo o del farmaco utilizzato, il numero di lotto, la data di scadenza, la provenienza del prodotto. Dati che devono essere registrati nella cartella clinica o consegnati al paziente. È una garanzia di sicurezza, nessuno deve rinunciarci».