Il cardinale Battaglia: «L?ex masseria del clan, ora modello di legalità»
«La camorra non è invincibile. Ed è per questo che oggi noi siamo qui, su questo terreno, da dove è partito un messaggio fortissimo di legalità e rinascita e che...
«La camorra non è invincibile. Ed è per questo che oggi noi siamo qui, su questo terreno, da dove è partito un messaggio fortissimo di legalità e rinascita e che niente e nessuno potra mai fermare». Un messaggio diretto quello che l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia ha rivolto ad una marea di studenti, che ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione di solidarietà «La comunita non va in fumo», invadendo gioiosamente gli oltre 120mila metri quadrati della Masseria Ferraioli, il bene confiscato sottratto al clan Magliulio, che proprio in questo posto decideva chi doveva vivere o morire e le strategie per tutto il malaffare possibile da mettere in campo.
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I RACCOLTI
Dopo otto anni, quel luogo di morte è diventato un luogo di bellezza, con orti botanici, fattorie didattiche, allevamenti, orti sociali affidati a oltre 300 famiglie che coltivano e raccolgono ortaggi e pomodori e dove da poco è stata ultimata una casa sicura per donne e bambini maltrattati. L’iniziativa, alla quale hanno preso parte oltre alle scuole di Afragola, lo stesso don Mimmo Battaglia, un rappresentante della prefettura di Napoli, Nicola Ricci, segretario regionale della Cgil, il sindacato al quale era iscritto Antonio Esposito Ferraioli, ucciso dalla camorra per aver denunciato la gestione della malavita organizzata nelle mense di mezza regione e il sindaco di Afragola Gennaro Giustino.
Tra le tante minacce, furti subiti, vessazioni e soprattutto un remare contro da parte delle amministrazioni comunali di centro destra che si sono succedute negli ultimi dieci anni che volevano costruire uno svincolo tra gli orti prima e un canile dopo, quello che ha fatto più male alla Masseria Ferraioli, è stato il devastante incendio scoppiato lo scorso cinque settembre ad opera di scellerati criminali dell’ambiente che hanno appiccato il fuoco a tonnellate di immondizia sversati per anni sulla confinante via Lampedusa.
IL ROGO
Le fiamme, in pochissimo tempo, hanno distrutto ben quarantamila metri quadrati coltivati a frutteti e a parte di quella zona definita «museo vivente della biodiversità», risparmiando per pochi metri anche l’albero di Hiroshima, i cui semi sono sopravvissuti alle due bombe atomiche. «Ringrazio tutti per la vostra presenza. Proprio oggi che è la giornata mondiale contro ogni genere di violenza – ha detto nell’intervento di saluto Giovanni Russo, responsabile del pool di cooperative che gestiscono Masseria Ferraioli -. Negli ultimo otto anni, abbiamo trasformato e consegnato alle comunità e famiglie, un bene sociale. Combattiamo ogni genere di violenze, ma chiedo a tutti voi di alzare la voce e combattere contro il fenomeno dei roghi tossici, che sono un altro sopruso di quella mala cultura intrisa di camorra».
«Siamo qui per testimoniare e rilanciare l'attività di questa masseria, ma anche raccontare a questi meravigliosi studenti la figura di Antonio Esposito Ferraioli - ha detto nel suo intervento Nicola Ricci – un nostro militante che ha pagato con la vita la difesa del vivere di legalità e onestà. Dopo quell’incendio, era necessario rilanciare oggi con una bella iniziativa, per ribadire che questa masseria non ha solo un valore simbolico o politico, ma è la testimonianza di come si combatte l'illegalità. Davanti a tanta bellezza non si può rimanere indifferenti. È uno stimolo per la nostra amministrazione», ha detto il sindaco di Afragola Gennaro Giustino che ha annunciato che presto i 151 beni confiscati alla camorra e ora del Comune, verranno presto assegnati.