Vincenzo De Luca perde le truppe: tutti gli ex su Manfredi
Il Mattino

Vincenzo De Luca perde le truppe: tutti gli ex su Manfredi

Domenica 4 ottobre 2026
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Si stanno assottigliando le truppe deluchiane all?ombra del Vesuvio. Un lento ma inesorabile addio, partito da palazzo San Giacomo e ora pericolosamente arrivato anche a palazzo Santa Lucia....

Si stanno assottigliando le truppe deluchiane all’ombra del Vesuvio. Un lento ma inesorabile addio, partito da palazzo San Giacomo e ora pericolosamente arrivato anche a palazzo Santa Lucia. E nella maggior parte dei casi l’approdo è verso Progetto civico, il movimento fondato da Alessandro Onorato di cui il sindaco Gaetano Manfredi è uno dei padri fondatori. Abbastanza per far salire la bile a Vincenzo De Luca che, non a caso, due giorni fa, aprendo la Leopolda renziana si è scagliato non tanto contro il Pd ma proprio contro Progetto civico: «Tradotto in italiano è paraculismo civico...» ha attaccato l’ex governatore beccandosi subito la replica piccata di Onorato («A De Luca come è noto piace picconare il centrosinistra.

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Non rispondo agli insulti personali. Ognuno per la sua strada, non ci casco»). Il motivo dell’affondo del sindaco di Salerno? Non tanto Manfredi quanto l’aver appreso poche ore prima, del passaggio verso il partito di Onorato di Giovanni Porcelli, vicecapogruppo della civica A Testa alta e consigliere da sempre a lui vicino. Passaggio che verrà ufficializzato giovedì a Giugliano con lo stesso Alessandro Onorato. E dove farlo l’attacco se non alla Leopolda visto che Renzi e l’assessore della giunta Gualtieri si odiano. Già. Non addio qualsiasi: Porcelli ha incassato alle ultime regionali ben 20mila voti, tremila in più dell’ex assessore Lucia Fortini pure data in rotta verso altri lidi. O il Pd o il partito di Onorato stesso. Un indizio? Si è già incontrata diverse volte con il sindaco Gaetano Manfredi (ma anche con i vertici del Pd). E se così fosse significherebbe dimezzare in un sol colpo il gruppo deluchiano in consiglio regionale.

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Il caso

Un passo indietro. Elezioni comunali dell’ottobre 2021: nelle 13 liste che sostengono Manfredi non c’è solo la civica Napoli libera ma altre liste in cui si sente il peso dell’allora governatore De Luca. E dall’esito degli scrutini si capisce come siano almeno 6 i consiglieri che facciano riferimento a lui. È il momento della massima potenza deluchiana prima che quella pattuglia a palazzo San Giacomo si evaporasse. Il primo a mollare è Nino Simeone, ora consigliere regionale con Fico presidente. Negli ultimi mesi poi, inesorabilmente, vanno via tutti gli altri.

Come Massimo Cilenti, ex Margherita, poi tesoriere del Pd, deluchiano e ora in Progetto civico. «È un’esperienza politica, quella con De Luca, che si è naturalmente consumata dopo il suo addio a palazzo Santa Lucia. E il progetto di Alessandro Onorato è l’unico davvero innovativo e riformista nell’ambito della coalizione di centrosinistra», ragiona oggi Cilenti. Stessa rotta hanno seguito i due colleghi Umberto Minopoli e Domenico Palmieri, eletti, rispettivamente, con «Insieme per Napoli» e «Riformisti e democratici». Mentre è indeciso Gennaro Rispoli, sino ad ora con Napoli libera. Così come altri due consiglieri considerati sino a poco tempo fa nell’orbita deluchiana: Carlo Migliaccio dopo l’elezione con Centro democratico nel 2021 e Pasquale Sannino, ormai mastelliano.

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Il risiko

Dietro questo lavoro di scouting c’è Carlo Puca, coordinatore regionale del partito di Onorato e assessore della giunta Manfredi. In prospettiva ci sono le prossime comunali dove, quasi sicuramente, non ci sarà alcuna civica deluchiana o candidati nella sua orbita. Ci sarà, ovviamente, Progetto civico che per scelta decise di non presentare una propria lista alle ultime comunali di Salerno che hanno eletto proprio Vincenzo De Luca. E, di rimando a San Giacomo si aspettano che l’ex governatore faccia altrettanto non presentando nomi o simboli a Napoli. Vedremo.

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