Emergenza Taverna del Re: terzo incendio in un mese a Giugliano
Taverna del Re brucia ancora. E a questo punto parlare soltanto di emergenza non basta più. Tre incendi nel giro di un mese, tre roghi che colpiscono piazzole diverse dello stesso enorme...
Taverna del Re brucia ancora. E a questo punto parlare soltanto di emergenza non basta più. Tre incendi nel giro di un mese, tre roghi che colpiscono piazzole diverse dello stesso enorme sito di stoccaggio dei rifiuti tra Giugliano e Villa Literno.
L’ultimo è scoppiato ieri pomeriggio, poco dopo le 17, quando le fiamme hanno aggredito un’altra area, facendo alzare nuovamente il fumo sopra uno dei luoghi simbolo della Terra dei fuochi. Una sequenza impressionante che rende sempre più pesanti gli interrogativi sull’origine degli incendi. La matrice dolosa resta un’ipotesi investigativa e saranno gli inquirenti a doverla accertare, ma dopo il terzo rogo in poche settimane è una pista che acquista inevitabilmente maggiore consistenza. Perché il fuoco continua a colpire Taverna del Re? E perché, episodio dopo episodio, bruciano piazzole differenti? Domande che adesso esigono risposte.
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Anche ieri la nube è stata visibile a diversi chilometri di distanza. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri. E mentre prosegue, con non poche difficoltà, il programma per cancellare una delle più ingombranti eredità dell’emergenza rifiuti campana, Taverna del Re torna ancora una volta a fare paura. A prendere fuoco, questa volta, sono stati sempre rifiuti presenti all’interno del sito, ma in una piazzola diversa da quelle interessate dai precedenti incendi. Stavolta non ci sono stati i disagi nell’approvvigionamento dell’acqua come accaduto in precedenza e questo ha consentito di domare le fiamme nel giro di poche ore.
Il primo episodio della nuova sequenza risale al 6 settembre, quando un vasto incendio aveva interessato una porzione delle ecoballe. Nei giorni successivi l’Arpac aveva rilevato concentrazioni di diossine superiori ai valori di riferimento. A distanza di appena due settimane il fuoco era tornato nello stesso sito. Un secondo incendio aveva coinvolto un’altra piazzola, apparentemente non interessata dalle operazioni di rimozione in corso e situata quasi di fronte a quella colpita dal precedente rogo. Anche in quell’occasione erano scattati i monitoraggi ambientali. Dopo altre due settimane, ieri il terzo episodio.
Il sito, tra l’altro, già dopo il primo caso, era stato sottoposto a sequestro dalla Procura di Napoli Nord bloccando anche le operazioni di rimozione. Dalla Regione, con l’assessora Pecoraro e i tecnici che si stanno occupando dello smaltimento delle ecoballe, la versione giunta sulle cause dei roghi, sino a questo momento, è quella di autocombustione a causa delle alte temperature che raggiungono le piazzole.