Picchia la compagna e spara al soccorritore: «Raid a sangue freddo»
Il Mattino

Picchia la compagna e spara al soccorritore: «Raid a sangue freddo»

Domenica 4 ottobre 2026
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Prima l?aggressione, l?ennesima dopo la fine della loro storia, poi la trappola preparata a tavolino e che, solo per una questione di millimetri, non si è tramutata in...

Prima l’aggressione, l’ennesima dopo la fine della loro storia, poi la trappola preparata a tavolino e che, solo per una questione di millimetri, non si è tramutata in un'esecuzione a sangue freddo. Notte da brividi tra le strade dell’area collinare di Napoli, dove ad andarci di mezzo è stato un uomo di cinquantacinque anni «colpevole» di essere intervenuto in difesa dell’amica ed essersi attivato per recuperare l’auto che le era stata sottratta dall’ex compagno. L’uomo lotta tra la vita e la morte all’ospedale Cardarelli.

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All’apice di un’irreversibile escalation di tensioni, odio e gelosie, quello che è venuto fuori è stato un agguato in piena regola. La lite, gli insulti reciproci e una cartuccia esplosa ad alzo zero nel parcheggio della metropolitana del Frullone, che colpisce la vittima in pieno petto, a brevissima distanza dal cuore. La fuga di Vincenzo Raiano, quarantacinquenne dei Camaldoli e una fedina penale tutt’altro che immacolata, è però durata soltanto un paio di ore. La svolta poco dopo le tre di venerdì notte, quando i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale, raccolte le testimonianze di un amico del ferito e della ex partner, risalgono al suo domicilio e bussano alla porta per stringergli le manette ai polsi.

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La paura 

La sequenza del terrore inizia in prima serata, poco prima delle venti. Tra Raiano e la sua ex compagna esplode l'ennesima lite furibonda. Tra i due non ci sono margini per ricucire un rapporto ormai da tempo al capolinea, volano subito parole grosse e quello che poteva essere un semplice confronto diventa un pestaggio a tutti gli effetti. L’uomo aggredisce infatti la donna sferrandole una raffica di calci e pugni, lasciandola a terra stordita.

Scampata alla furia dell’ex e nonostante lo choc e i lividi, trova la forza di chiedere aiuto e chiama i soccorsi del 118, denunciando poi tutto ai carabinieri della stazione di Giugliano. Si tratta, però, soltanto del primo capitolo di una notte tremenda, ancora tutta da scrivere. Raiano, allontanandosi, decide di portare via con sé le chiavi dell'automobile della donna, che di lì a breve lascia parcheggiata proprio nel piazzale dello scalo metropolitano della Linea 1 di via Marco Rocco di Torrepadula. La trappola sta per entrare nel vivo. Spaventata e senza mezzo, la malcapitata chiede aiuto a un amico di fiducia. Quest'ultimo, insieme a un suo conoscente, non si tira indietro e si attiva per andare subito a recuperare la vettura.

La trappola 

Intorno alle 23 va in scena il faccia a faccia che farà da apripista al successivo spargimento di sangue. Mariano C. arriva alla stazione del Frullone, ma ad attenderlo a bordo dell’auto della donna c'è proprio Vincenzo Raiano. Le vetture si affiancano a motore acceso, i guidatori abbassano i finestrini, ma quello che ne scaturisce è un confronto ben poco conciliante. Bastano pochi secondi per passare dalle parole pesanti e gli insulti ai fatti. Anzi, al piombo.

Raiano non scende nemmeno dall'abitacolo. Senza esitazione impugna un fucile a canne mozze che aveva portato con sé, lo punta ad alzo zero contro il «rivale» ed esplode un unico colpo a bruciapelo. La carica centra l’uomo in pieno petto. Mentre l'aggressore accelera a tutto gas e si dilegua tra le tenebre della zona collinare, l'amico della vittima si mette al volante e corre disperatamente verso il vicino pronto soccorso del Cardarelli, dove il cinquantacinquenne arriva in condizioni critiche e già privo di sensi.

Gli uomini dell'Ufficio prevenzione generale della questura si precipitano in ospedale e, supportati dai colleghi del commissariato Arenella, raccolgono le testimonianze e incrociano i dati con la denuncia presentata poco prima dalla ex compagna. La caccia all’uomo è implacabile e in breve tempo arriva la svolta investigativa. Poco dopo le tre, la polizia bussa alla porta di Raiano, in zona Camaldoli. Il quarantacinquenne pregiudicato apre, ma è agitato e ostile. Per lui scatta l’arresto per tentato omicidio. Nel puzzle dell’inchiesta manca però ancora una tessera fondamentale: l’arma del delitto, di cui l’aggressore si è sbarazzato durante la fuga.

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Difeso d’ufficio dall’avvocato Francesca De Chiara, Raiano si trova adesso rinchiuso in una cella del carcere di Poggioreale in attesa di comparire davanti al gip per l’udienza di convalida dell’arresto. Tra le mura della casa circondariale ha - almeno per il momento - deciso di trincerarsi in un silenzio imperscrutabile. In un letto del Cardarelli, invece, un uomo in prognosi riservata lotta tra la vita e la morte per aver fatto la cosa giusta.

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