Il Premio Serao a Nadia Terranova: «La sua lezione resta un faro per tutte noi»
Il Mattino

Il Premio Serao a Nadia Terranova: «La sua lezione resta un faro per tutte noi»

Lunedì 5 ottobre 2026
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Un ponte lungo più di cento anni. Donna Matilde è ancora capace, oggi più di ieri, di legare due secoli. Lo ricorda Nadia Terranova, la più giovane scrittrice a cui...

Un ponte lungo più di cento anni. Donna Matilde è ancora capace, oggi più di ieri, di legare due secoli. Lo ricorda Nadia Terranova, la più giovane scrittrice a cui «Il Mattino» ha consegnato il Premio Serao, arrivato alla nona edizione.

«Ho pensato come la Serao potesse essere un faro per tante ragazze nel 1908» spiega la romanziera messinese che, in Trema la notte, raccontando le tante vite legate al tremendo terremoto di Messina. permea le pagine del suo ultimo libro dello spirito della giornalista e scrittrice nata a Patrasso. Ma siamo comunque a Napoli nel terzo millennio e nel teatrino di corte di palazzo reale, splendida location della manifestazione, nell’ambito di «Campania libri festival», Nadia, «interrogata» da Titti Marrone, non può non parlare di Intelligenza Artificiale. «Nel mio libro, e in genere nei miei lavori, faccio tanto riferimento ai tarocchi. Ecco, io non sono mai ricorsa all’Ia, ma proprio ai tarocchi che sono impregnati della nostra cultura. Un mondo esoterico che chiamo intelligenza naturale».

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Un fumetto racconta Matilde Serao ai giovani

E poi ancora Sud, condizione femminile, difesa degli ultimi. Tutti temi cari alla Serao. Portati avanti dalla conduzione di Maria Chiara Aulisio, caposervizio de «Il Mattino» che ha aperto la matinée introducendo Chiara Di Girolamo, giovane e talentuosa attrice che legge un passo di Viaggio in Palestina. «Un prezioso reportage dalla Terra Santa pre-sionista che ha anche il merito di sollevare per l prima volta il tema del turismo di massa. Con parole che in tempi in overtourism risultato più attuali».

Lo sguardo sul mondo social è affidato a Marika Camposano, book blogger di Acerra da 75mila follower raccolti sui social parlando di libri. «Perlopiù giovani - racconta - perché quando sei anni fa ho iniziato questo lavoro di divulgazione culturale, l’ho fatto perché avevo una passione per la lettura che non riuscivo a condividere con il mio ambiente». E invece ora interagisce con tutta Italia. «La lettura di un libro è un momento individuale, intimo, ma è anche condivisione. E noi siamo legati al mondo reale, perché ci incontriamo per parlare di libri».

Altra ospite di rilievo è Ste, bravissima cantante nata a Lagos in Nigeria, arrivata da piccola a Castel Volturno. «Napoli mi dà la passione e tutto quello che mi serve per scrivere d’amore», dice, prima di deliziare la platea con «Red», suo cavallo di battaglia che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, e poi con «Ma come si fa».

Quindi la lunga intervista di Titti Marrone alla Terranova. «Qualunque donna - ricorda Titti - scriva del reale ha un debito con la Serao e premiare Nadia, così giovane, vuole essere anche un augurio per il futuro». Tanti i temi toccati, tra cui quello del ritorno a casa, nella sua Messina, dopo un lungo periodo a Roma. «Sempre più giovani scelgono di tornare, il 10% leggevo in alcuni report. Al Sud non abbiamo solo lo sguardo della ragione, ma anche quello ancestrale. Chi invece viene dal Nord o da fuori per scrivere delle nostre terre, scade nell’esotismo», evidenzia ancora la Terranova che poi sottolinea come Leggende napoletane «sia il mio libro del cuore».

Il direttore de «Il Mattino» Chicco Di Vincenzo consegna il premio alla scrittrice siciliana e ricorda come lei con la Serao «abbia l’affinità di parlare e proteggere i più deboli. E questa è anche l’eredità de “Il Mattino”. Come quella di raccontare i fatti senza grande vanità, con linguaggio chiaro e potente». E Massimo Adinolfi, curatore editoriale del festival, ricorda «che noi siamo al quinto anno e già posso dire che l’anno prossimo saremo ancora qui a Palazzo Reale a ottobre. Tentiamo di essere una presenza riconoscibile come fa “Il Mattino” da più di cento anni». E  Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale, sottolinea come «a Napoli sappiamo fare le cose per bene. La Serao è come Federico II che qui ha creato la prima università laica del mondo». Ma non cala il sipario su Matilde Serao, visto che l’anno prossimo sarà il centenario della sua scomparsa, oltre che il decimo anno del premio. Due anniversari che riporeranno ancora di più Donna Matilde al centro della narrazione di Napoli che tanto bene ha a sua volta raccontato.

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