Regione, duello sul reddito: «Misura di sapore cubano», la replica: «È il vero welfare»
Maggioranza ed opposizione affilano le armi per stamani. In Consiglio regionale approda infatti il Defr (Documento di economia e finanza regionale) che fissa tutta la programmazione economica ed...
Maggioranza ed opposizione affilano le armi per stamani. In Consiglio regionale approda infatti il Defr (Documento di economia e finanza regionale) che fissa tutta la programmazione economica ed è propedeutico al Bilancio di fine anno (quando saranno appostate tutte le somme). In aula verrà discussa la risoluzione di maggioranza (un dossier di 15 pagine) in cui, nero su bianco, viene fissata tutta la programmazione degli interventi, area per area. In particolare verranno assicurati maggiori interventi su sanità, welfare e aree interne. Con due conferme della politica di palazzo Santa Lucia guidata da Roberto Fico.
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Il no all’Autonomia differenziata e il progetto di arrivare ad un reddito per i campani più disagiati con un varo previsto nella seconda metà del 2027. «Proseguendo gli approfondimenti, il Consiglio regionale valuterà eventuali interventi finalizzati all’individuazione di un’efficace misura regionale di sostegno al reddito, sulla base di una puntuale ricognizione della platea dei potenziali beneficiari e associando percorsi personalizzati di inclusione e autonomia sociale e lavorativa», viene confermato nel documento oggi in aula.
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Lo scontro
Con il centrodestra che inizia a duellare già dalla vigilia. «A parte qualche suggestione cubana che richiama la “decrescita infelice” tanto cara a certa sinistra non si non punta affatto allo sviluppo e alle notevoli potenzialità umane e imprenditoriali che pure questa regione ha, e si limita a sorreggere un apparato di elargizioni clientelari che poco hanno a che fare con il benessere reale e la qualità della vita dei cittadini», attacca il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano, con i capigruppo di centrodestra. «Non vengono aggrediti con misure fattive i due grandi nodi della vita regionale: la sanità e i trasporti. Il reddito di cittadinanza regionale, che il presidente Fico, per pudore, alla luce del conclamato fallimento dell’analoga misura nazionale, ribattezza reddito minimo scassa i conti della Regione, toglie risorse ai servizi reali, a partire dalla sanità, alla cultura, alla scuola, alle imprese e alle infrastrutture: strade, ferrovie, depuratori, difesa del suolo». E dai banchi dell’opposizione vengono altre proposte: «Incentivi ai pensionati (almeno mille euro al mese), agli studenti meritevoli, politiche per la mobilità a vantaggio delle aree interne e soprattutto misure straordinarie per la sanità (assunzione di nuovo personale, abbattimento delle liste di attesa e medicina territoriale)».
«È il primo Defr dopo l’uscita dal Piano di rientro. È un passaggio importante perché consente alla Regione di aprire a maggiori possibilità di programmazione e di investimento. Dobbiamo utilizzare questo spazio con responsabilità e ambizione, puntando sullo sviluppo, sui servizi e sulla capacità di ridurre i divari tra i territori», chiarisce subito il dem Corrado Matera, presidente della commissione Bilancio, che oggi illustrerà la manovra. E ne sottolinea i cardini: «C’è una forte attenzione ai giovani, alla scuola, alla formazione e alla possibilità di costruire qui il proprio futuro. Sul versante economico, l’obiettivo - aggiunge al Mattino - è creare condizioni sempre più favorevoli per chi investe e produce in Campania. La risoluzione punta infatti sul sostegno alle imprese, sull’innovazione, sulla transizione digitale ed energetica, sull’attrazione di nuovi insediamenti produttivi e sul rafforzamento delle filiere strategiche. Accanto a questo, c’è una forte attenzione alla dimensione sociale. Si parla di non autosufficienza, sostegno ai caregiver, contrasto alla povertà e all’esclusione, politiche per la casa e servizi per l’infanzia». Infine il capitolo su aree interne e mobilità. «La sfida è proseguire nel contrasto allo spopolamento e alla riduzione dei divari territoriali, intervenendo insieme su mobilità, servizi, istruzione, abitare, connettività, lavoro e attività produttive», ragiona sempre il consigliere regionale dem. Infine «sulla mobilità la risoluzione indica una direzione precisa. Lo sviluppo deve riguardare l’intero sistema regionale, dagli interventi sul trasporto pubblico, agli investimenti sulla rete ferroviaria e stradale, dal rafforzamento del sistema aeroportuale ai collegamenti con le aree interne».
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«Occorre concentrarsi sulla spesa dei fondi europei e particolarmente sui fondi di coesione, per sostenere gli investimenti, le imprese, l’occupazione, le famiglie e le fasce deboli», spiega il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi che aggiunge: «Sono certo che il consiglio, grazie a maggioranza ed opposizione, farà un ottimo lavoro per l’approvazione ed, in seguito, per l’approvazione, del Bilancio».