Da Taverna del Re a via Montagna Spaccata: incubo roghi di rifiuti
Il fuoco è stato spento nel sito di ecoballe di Giugliano, ma non la rabbia per l?ennesimo incendio, il terzo in meno di un mese. Un fronte del fuoco che intanto si allarga. Un...
Il fuoco è stato spento nel sito di ecoballe di Giugliano, ma non la rabbia per l’ennesimo incendio, il terzo in meno di un mese. Un fronte del fuoco che intanto si allarga. Un incendio ieri pomeriggio è divampato nell'isola ecologica di via Nelson Mandela, in zona Montagna Spaccata nel quartiere di Pianura a Napoli. L'intervento dei vigili del fuoco ha consentito l'immediata messa in sicurezza dell'area, chiusa alla pubblica circolazione. Sul posto tre squadre di vigili del fuoco con autobotti, personale della protezione civile e della polizia municipale di Napoli, della Asl Napoli 1, dell'Arpa Campania e del comune. Il prefetto Michele di Bari ha convocato d’urgenza una riunione del centro coordinamento soccorsi. In via precauzionale, trattandosi di un sito dove sono stoccati anche rifiuti speciali e pericolosi, in attesa delle analisi dell'Arpac la Asl Napoli 1 Centro ha emanato una serie di indicazioni rivolte ai residenti e a chi lavora nell'area interessata, come chiudere porte e finestre ed evitare di stazionare all'aperto.
Un caso analogo al terzo incendio in meno di un mese nel grande sito di stoccaggio delle ecoballe a Giugliano, che ha trasformato quella che poteva apparire come una sequenza di emergenze in una questione di sicurezza e responsabilità sul futuro dell’area. Sabato pomeriggio le fiamme sono tornate a svilupparsi tra i rifiuti, in una piazzola diversa dai roghi precedenti. L’intervento dei vigili del fuoco ha consentito di circoscrivere rapidamente i focolai. Ma il ora più del bilancio dell’incendio restano le domande. Il 6 settembre il primo grande rogo, poi quello del 21 settembre e infine l’incendio di sabato. Una successione che rende sempre più difficile considerare ogni episodio isolatamente.
Le indagini
Le cause sono materia di indagine. Istituzioni e cittadini chiedono spiegazioni puntuali. A chiedere chiarezza è la vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone, che ha presentato un’interrogazione parlamentare. «Davanti a questi incendi che si ripetono non possiamo accontentarci di spiegazioni generiche - sottolinea -. Servono accertamenti sulle cause, controlli e risposte chiare, oltre a responsabilità e tempi precisi da parte di tutte le istituzioni».
«Siamo in presenza di un'emergenza che strozza ogni futuro. Ho messo le basi per individuare candidati alle elezioni politiche che possano difendere Giugliano», ha detto Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia. Il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano ritiene che «i 200 milioni per le bonifiche e gli 11 milioni per i comuni stanziati dal governo rappresentino un segnale decisivo di attenzione a questi martoriati territori».
I comitati
Per i comitati ambientalisti «la cadenza di circa due settimane tra un episodio e l’altro rappresentano una sequenza quantomeno anomala - dice Pasquale Pennacchio, vicepresidente dell’associazione per l'esecuzione della sentenza CEDU -. È evidente che una simile ricorrenza imponga di approfondire fino in fondo anche le ipotesi formulate finora sulle possibili cause, compresa quella dell’autocombustione». Di autocombustione infatti hanno parlato la Regione e i tecnici che si stanno occupando della rimozione delle ecoballe per i due precedenti episodi. Ipotesi che ad oggi non convince tutti. Il tema arriverà venerdì in consiglio comunale a Giugliano, convocato sul fronte dell’emergenza ambientale.
«Si accertino subito le cause di questo nuovo incendio, senza escludere ipotesi anche gravi: Taverna del Re non può bruciare ancora», dice Raffaele Pacilio del comitato Kosmos che chiede di accelerare «la rimozione e restituire questo territorio alla comunità». Cittadini e realtà ambientaliste sono tornati a mobilitarsi perché il punto, dopo tre incendi, non è più soltanto stabilire quanto rapidamente siano state domate le fiamme.
Allarme rientrato intanto a Caivano dopo che sabato sera per una fuoriuscita di miasmi dalla fabbrica PPG il sindaco aveva emanato una ordinanza di blocco delle attività nell’area industriale. Ordinanza ieri mattina revocata dal sindaco.