Ischia, razzo di segnalazione devasta 18 ettari in collina
Si è presentato spontaneamente ai carabinieri di Barano e ha raccontato di essere stato lui a far esplodere il razzo di segnalazione dal quale sarebbe partito il vasto incendio...
Si è presentato spontaneamente ai carabinieri di Barano e ha raccontato di essere stato lui a far esplodere il razzo di segnalazione dal quale sarebbe partito il vasto incendio che l’altra notte ha devastato la collina alle spalle della spiaggia dei Maronti. L’uomo, che la sera precedente si trovava a bordo di una piccola imbarcazione al largo di Sant’Angelo per assistere ai festeggiamenti in onore di San Michele (e alla suggestiva processione via mare, caratterizzata da un trionfo di fuochi pirotecnici), ha raggiunto la caserma il mattino successivo al rogo e ha ricostruito quanto accaduto.
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Nei suoi confronti è scattata la denuncia per incendio boschivo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti condotti dal Nucleo carabinieri forestale insieme ai militari della stazione di Barano, durante la serata l’uomo avrebbe azionato un razzo di segnalazione dalla barca sulla quale si trovava. Il dispositivo, anziché salire in verticale, sarebbe partito con una traiettoria anomala, quasi orizzontale, dirigendosi verso la costa fino a raggiungere la vegetazione secca della collina.
Una ricostruzione che trova riscontro anche nelle testimonianze raccolte nelle ore successive all’incendio. Alcune persone presenti nella zona, tra cui lavoratori delle strutture ricettive dei Maronti, avevano infatti riferito agli investigatori di aver visto partire una scia luminosa da un’imbarcazione ferma nello specchio d’acqua antistante la costa poco prima che sulla collina comparissero le prime fiamme. Il punto d’innesco sarebbe stato individuato nei pressi dell’Azienda Agricola Biologica Peppino, oltre l’area dei parcheggi dei Maronti. Da lì il fuoco ha iniziato a risalire il costone, propagandosi rapidamente tra la vegetazione e interessando progressivamente una superficie sempre più vasta.
Con il sopraggiungere della notte le operazioni di spegnimento sono diventate particolarmente complesse anche per le caratteristiche del territorio e per la difficoltà di raggiungere alcuni tratti del pendio. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, gli uomini della Protezione Civile e le squadre antincendio boschivo della Comunità Montana. Alle operazioni hanno preso parte anche i mezzi aerei, impegnati nel contenimento del fronte del fuoco.
L’intervento è proseguito per diverse ore, mentre le fiamme avanzavano lungo il costone arrivando a ridosso di alcune abitazioni. Il fuoco avrebbe raggiunto anche il muro di cinta della proprietà del sindaco, senza però coinvolgere l’edificio. Soltanto dopo una lunga attività il rogo è stato contenuto. Secondo le prime stime, l’incendio ha percorso circa 18 ettari di territorio, interessando una vasta porzione della collina dei Maronti.
Parallelamente alle operazioni di spegnimento sono partiti gli accertamenti dei carabinieri Forestali e dei militari della Stazione di Barano. Le testimonianze raccolte avevano già indirizzato come detto le verifiche verso il razzo visto partire dal mare. Che la direzione seguita fosse quella giusta lo ha poi confermato lo stesso autore del gesto che si è preso le sue responsabilità recandosi presso i militari dell’Arma.