Omicidio Antonio Ivone, il boss di Bagnoli confessa in aula: «Ma non era lui l'obiettivo»
Il Mattino

Omicidio Antonio Ivone, il boss di Bagnoli confessa in aula: «Ma non era lui l'obiettivo»

Lunedì 5 ottobre 2026
8 visualizzazioni

Il processo di primo grado chiamato a fare luce sul cold case flegreo fa registrare subito un importante colpo di scena. Finito alla sbarra con la pesantissima accusa di essere stato il mandante...

Il processo di primo grado chiamato a fare luce sul cold case flegreo fa registrare subito un importante colpo di scena. Finito alla sbarra con la pesantissima accusa di essere stato il mandante dell’omicidio di Antonio Ivone, consumato nell’agosto del 2000 al rione Traiano, questa mattina il boss di Bagnoli, Massimiliano Esposito, detto lo “scognato”, ha preso la parola in collegamento dal carcere di Rebibbia, dove si trova ristretto al regime di 41bis, rilasciando alcune scottanti dichiarazioni.

APPROFONDIMENTI Napoli, racket sulla movida: «Parcheggiatori al soldo dei clan»SalvaSalvata Napoli, 11 arresti nel clan Esposito-Nappi: droga e gestione dei parcheggi abusiviSalvaSalvata Omicidio "vintage" al rione Traiano, il boss di Bagnoli confessa in aula: «Ma non era lui l'obiettivo»SalvaSalvata

Esposito si è innanzitutto scusato con i familiari del defunto, chiarendo la propria posizione: «Mi assumo le mie responsabilità per quello che ho fatto, ma voglio fare una precisazione. Non volevo uccidere Ivone».

Fuorigrotta, omaggio del boss al killer: «Una collana d’oro dopo l’omicidio»

Il ras flegreo ha spiegato che il vero obiettivo dell’agguato era in realtà il rivale Rodolfo Zinco, cercato per vendicarsi di due precedenti attacchi subiti. Solo dopo che alcuni amici gli riferirono la presenza della vittima sul posto, Esposito diede il mandato di fare fuoco, inteso come risposta a due raid subiti, a suo dire, in precedenza. Subito dopo la confessione del boss, anche il fedelissimo Luigi Bitonto ha ammesso il proprio coinvolgimento nel delitto. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe avuto il ruolo di specchiettista, agevolando dunque l’incursione dei due killer. In aula, di fronte al gip Maria Laura Ciollaro e al pubblico ministero della Dda Maria Sepe, si è registrata l'assenza di costituzioni di parte civile. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Rocco Maria Spina e Saverio Senese per Esposito, e dal solo avvocato Spina per Bitonto.

Condividi questo articolo