Telefonini in carcere e ordini dei boss. Un pentito rivela: «Ecco come funziona il sistema». Nove arresti, ecco i nomi
Il Mattino

Telefonini in carcere e ordini dei boss. Un pentito rivela: «Ecco come funziona il sistema». Nove arresti, ecco i nomi

Martedì 20 ottobre 2026
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Nove arresti per traffici di droga e per camorra all?interno di diverse carceri italiane. Grazie a un pentito - si chiama Emanuele De Pasquale - viene scoperto un sistema attraverso il quale...

Nove arresti per traffici di droga e per camorra all’interno di diverse carceriitaliane. Grazie a un pentito - si chiama Emanuele De Pasquale - viene scoperto un sistema attraverso il quale i capi dei clan napoletani (dai Mazzarella ai Licciardi, dai Troncone ai Gionta) riescono a dettare ordini dalle celle. Da Opera alle celle napoletane fino ai padiglioni di Siracusa, i clan dettano le regole all’esterno. A spiegare i retroscena dell’operazione sono il procuratore Nicola Gratteri e il capo della Dda Sergio Amato.

Ha spiegato Gratteri: «Emanuele De Pasquale è un soggetto ludopatico e non riusciva a pagare più i debiti di droga. Spendeva i soldi con il gioco. Fatto sta che dal carcere viene ordinato il pestaggio nel carcere. L’ordine è di picchiarlo o di ucciderlo. Capisce che finirà male e in modo preventivo si rivolge alla pol pen per salvarsi. Consegna il telefonino, i carabinieri e la Polizia penitenziarie partono dalla rete del telefonino. Riscontri arrivano».

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Aggiunge il procuratore Sergio Amato: «Una storia che si sviluppa tutta in carcere. A marzo scorso eseguiamo arresti contro Frizziero e i Troncone, viene arrestato Enanuele De Pasquale, che organizza a Siracusa un traffico di droga con i Licciardi e i Ferrara, i Mazzarella e i Gionta, per vendere droga a Fuorigrotta. Non riesce a mantenere gli impegni e parte la spedizione punitiva. Scatta così la decisione di collaborare con la giustizia».

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