America's Cup 2027, la sfida degli organizzatori: sette pedane sugli scogli per il boom di visitatori della kermesse
Nel masterplan per la Coppa America del 2027 che investe l'area della colmata a mare a Bagnoli e il lungomare Caracciolo, "Sport e Salute" la società del Mef soggetto...
Nel masterplan per la Coppa America del 2027 che investe l'area della colmata a mare a Bagnoli e il lungomare Caracciolo, "Sport e Salute" la società del Mef soggetto attuatore della kermesse velica, proporrà sette pedane da mettere sugli scogli del lungomare. Che tanto successo hanno avuto nella 4 giorni delle preregate di settembre.
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Utilizzate come salottini vista regate, come solarium e come momento di socialità anche per le persone diversamente abili. E hanno disegnato sugli scogli una nuova possibilità di utilizzare un lungomare che così «ha ritrovato una sua dignità anche per le persone». Lo apprende Il Mattino da ambienti vicini a tutte le componenti che stanno lavorando al masterplan. Vale a dire dalla Società del Mef guidata dal Presidente Marco Mezzaroma e dall'Amministratore delegato Diego Nepi Molineris, dal Consorzio dei team che vede al vertice Marzio Parrelli e appunto da Palazzo San Giacomo retto dal sindaco Gaetano Manfredi.
È un pezzo della legacy che - fanno sapere gli organizzatori - la Coppa America lascerà alla città. Pedane che dovrebbero restare almeno per tutti i mesi che vanno dalla primavera all'estate. Uno schema che nelle intenzioni del Soggetto attuatore, e non solo, dovrebbe essere replicato anche quando la Coppa America lascerà Napoli. Pedane che, nella sostanza, rappresentano la via di accesso al mare gratuito e pubblico per i napoletani e i turisti. Mare che, giova ricordarlo, per l'Arpac ha una qualità che oscilla tra il buono e l'ottimo. Però non accessibile perché non ci sono spiagge e luoghi da cui tuffarsi. «Tutto quello che si sta facendo è perché da maggio, quando partirà l'America's Cup, quelle piattaforme in legno possano essere installate» trapela dagli ambienti degli che stanno lavorando al masterplan. Il progetto prevede sette piattaforme rispetto alle 4 delle preregate che dovrebbero partire da piazza Vittoria fino alla Rotonda Diaz. Le immagini delle piattaforme sugli scogli hanno fatto il giro del modo facendo venire l'acquolina in bocca ai turisti, ma ancora di più quelle immagini hanno dato conto della soddisfazione dei napoletani che hanno riconquistato il loro mare. Nei 4 giorni delle preregate, come ha riferito in sede di bilancio Sport e Salute, anche grazie alle pedane che in tanti hanno voluto provare e fotografare «ci sono stati 252.520 visitatori al Race Village, 26.373 spettatori dal mare e 2.490 imbarcazioni nel Golfo, di cui 22 superyacht al giorno. E nell'ultima giornata oltre 120.000 presenze: più dei 104.000 spettatori della giornata finale dell'America's Cup di Barcellona 2024». E ancora: «L'evento ha inciso anche sui flussi turistici. Settembre 2026 ha raggiunto circa 2,2 milioni di presenze turistiche, contro gli 1,8 milioni del settembre 2025, con la regata preliminare che ha prodotto un incremento del +10% rispetto alle attese. Nell'area dell'evento, la spesa complessiva è stata stimata in 3,8 milioni di euro, con una media di 15 euro per visitatore».
Questa la strategia irta però di difficoltà, nulla è scontato. A partire dal rapporto con la Sovrintendenza che come è noto è molto restia nel dare il via libera fosse anche solo per 4-6 mesi l'anno. Sovrintendenza che dovrà tenere conto della volontà della città di riavere l'acceso al suo mare. Un lavoro politico che ricade su tutte le componenti ma in particolar modo sul Comune che è il "titolare" del lungomare. E Manfredi già si sta muovendo nella direzione del dialogo con la Sovrintendenza.
L'obiettivo
Il Comune al riguardo ha varato una delibera ad hoc, lo stralcio del "Piano della linea di costa" che dovrebbe andare all'attenzione del Coniglio comunale entro fine anno. E il sì appare scontato atteso che la stessa Assemblea cittadina ha dato il via libera al progetto inserendolo nel Dup, il Documento unico di programmazione. Per il Comune lo stralcio del Piano della linea di costa - definito "litorale urbano" - «comprende l'area da Mergellina al Molosiglio, il lungomare di via Caracciolo ed il suo proseguimento lungo via Partenope e via Nazario Sauro, Castel dell'Ovo col porticciolo di Santa Lucia e l'area del Molosiglio». Il Piano ha come obiettivo «La valorizzazione e l'incremento dell'offerta balneare e turistica, anche attraverso la progettazione e la realizzazione di piattaforme lignee reversibili e per uso temporaneo lungo la linea di costa con l'obiettivo di restituire ai cittadini spazi pubblici per la fruizione della risorsa mare, migliorando la vivibilità della linea di costa della Città».