Sciopero dei trasporti, bloccata la produzione di mozzarella Dop. Il Consorzio di Tutela: «Caseifici chiusi, crisi grave»
Il Mattino

Sciopero dei trasporti, bloccata la produzione di mozzarella Dop. Il Consorzio di Tutela: «Caseifici chiusi, crisi grave»

Mercoledì 21 ottobre 2026
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La protesta degli autotrasportatori si ripercuote gravemente anche sulla filiera bufalina, già alle prese con un esponenziale aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo in...

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La protesta degli autotrasportatori si ripercuote gravemente anche sulla filiera bufalina, già alle prese con un esponenziale aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo in ginocchio allevamenti e trasformatori.

A lanciare l’allarme per uno scenario che peggiora di giorno in giorno è il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

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Non solo la Bufala Dop scarseggia ormai anche nei supermercati, ma la vera difficoltà è il blocco della produzione.

Una situazione che rischia di infliggere un colpo gravissimo al comparto.

«La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà. Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare», spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.

Alla chiusura dei caseifici si aggiungono le difficoltà degli allevatori, «che ovviamente continuano a mungere le bufale, ma non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per le mandrie», sottolinea Saccani.

L’annuncio della prosecuzione della protesta in Campania può portare a ulteriori scenari di crisi per il settore. «È urgente un intervento risolutivo del Governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore”, commenta il direttore Saccani, che lancia infine un appello “al senso di responsabilità di chi sta manifestando, a cui chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri».

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