Napoli da underdog a protagonista dello sport, pronto il masterplan per l'America's cup del 2027
Il Mattino

Napoli da underdog a protagonista dello sport, pronto il masterplan per l'America's cup del 2027

Mercoledì 21 ottobre 2026
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Napoli protagonista nello sport di vertice, con l?America?s Cup che si prepara a tornare in città nel maggio 2027, ma anche nello sport come strumento di inclusione, crescita e...

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Napoli protagonista nello sport di vertice, con l’America’s Cup che si prepara a tornare in città nel maggio 2027, ma anche nello sport come strumento di inclusione, crescita e sviluppo del territorio. È il filo conduttore del convegno "L’impresa di fare Sport: dall’America’s Cup ai progetti sociali per il territorio", promosso da Fondazione Banco di Napoli, ThinkandMeet. Un confronto, dopo i saluti del presidente della Fondazione Orazio Abbamonte, degli assessori al Turismo della Regione e del Coune Vincenzo Maraio e Teresa Armato, che parte dalla grande vela per allargare lo sguardo alle opportunità economiche, alle infrastrutture e alla capacità dello sport di coinvolgere le nuove generazioni.

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A indicare la prospettiva è Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, soggetto attuatore dell’America’s Cup per conto del Governo. «Quello che abbiamo vissuto in una semplice regata preliminare ci fa capire che possiamo arrivare a luglio dell’anno prossimo completando un percorso con un moltiplicatore importante.

L’obiettivo è avvicinarci ai 2 miliardi di Pil», spiega in videocollegamento. Ma la sfida, nelle intenzioni, non si esaurisce nell’appuntamento sportivo. «Partendo da ottobre e fino a luglio metteremo tantissime attività in campo, e le ricadute saranno importanti, avremo migliaia di giovani del territorio coinvolti». L’obiettivo è fare in modo che l’esperienza di Napoli non si concluda con l’America’s Cup del 2027: «Vogliamo che questa meravigliosa esperienza possa non finire al 2027 e andare avanti fino al 2029».

La prospettiva riguarda anche il volto della città. Nepi Molineris annuncia che il masterplan per il 2027 sarà completato e presentato nelle prossime tre settimane, in accordo con il Governo. «Continueremo con l’attività fatta per avvicinare il mare alla città valorizzando questo rapporto». Il progetto collegherà il lungomare Caracciolo e Castel dell’Ovo con Bagnoli, dove alle basi dei sette team si affiancherà una cittadella pensata anche per l’inclusione. «Bagnoli e il Lungomare Caracciolo saranno uniti, nel miglior modo possibile, in un tutt’uno», sottolinea, immaginando un intervento capace di lasciare alla città infrastrutture e opportunità anche dopo la competizione.

I numeri delle pre-regate di settembre confermano, intanto, l’interesse suscitato dall’evento. «Il 22 maggio è dietro l’angolo», osserva Viviana Pellegrini, director of Institutional & Host Venue Relations di America's Cup Partnership, riferendosi all’avvio ufficiale della competizione nel 2027. «Per un’organizzazione come la nostra siamo già attivi da molti mesi e, anche se non si vede, stiamo lavorando dietro le quinte con tutta la parte istituzionale per fare in modo di arrivare pronti». Il bilancio della prima esperienza napoletana è andato oltre le attese: 250mila presenze al Race Village sul lungomare, 26mila spettatori a mare, 22 superyacht al giorno nei tre giorni di regate e 2.500 imbarcazioni in acqua. Una partecipazione che ha mostrato quanto la vela possa diventare anche un’occasione di incontro tra sport, città e pubblico.

La stessa ambizione attraversa il basket. Matt Rizzetta, presidente del Napoli Basket, rivendica il percorso compiuto dalla società in sedici mesi: il ritorno ai playoff dopo vent’anni e la partecipazione all’EuroCup. «Stiamo mettendo tutti i nostri sforzi e le nostre risorse per candidarci all’Eurolega. Abbiamo già ricevuto nel mese di agosto la pre-approvazione. Sono molto fiducioso che rientreremo nelle prime otto franchigie che ne faranno parte in pianta stabile», afferma, aggiungendo che, se non dovesse arrivare subito l’ingresso, il club lavorerà per ottenere una wild card. Il Napoli? "Se De Laurentiis vuole, sono pronto"

C’è poi il capitolo delle infrastrutture, decisivo per consolidare le ambizioni della pallacanestro napoletana. «Sul nuovo palazzetto dello sport e sulla nuova arena nella zona occidentale della città, il Mario Argento, siamo a un ottimo punto: abbiamo sviluppato e inviato tutti i documenti burocratici necessari», spiega Rizzetta, ringraziando le istituzioni e il sindaco Gaetano Manfredi per il sostegno al progetto. Impiantistica ara anche al presidente del Futsal Serafio Perugino, "Abbiamo presentato un progetto per il PalaVesuvio - dice che siamo pronti a gestire - l'obiettivo è la ricaduta sociale sul territorio più che gli scudetti vinti". Di futuro parla anche Giuliana Tambaro, vicepresidente del Comitato Regionale della Figc: "In serie A arriva un calciatore su 35.000. E di quegli altri che ne facciamo? Dobbamo fare squadra affinché il calcio diventi volano anche di lavoro e di specializzazioni legate al mondo del calcio che non siano solo essere l'atleta". E sugli impianti sporti: "Nel nord ci sono due campi per una società. Da noi sette società per un campo. E' ora di rendere questi patrimoni alienabili per aprirsi ai privati". 

 L'America's Cup rappresenta una delle occasioni più importanti per rafforzare questa collaborazione, ma la sfida è più ampia, le conclusioni del portavoce del sindaco di Napoli Carlo Porcaro ideatore della giornata. "Napoli - dice - guarda anche agli Europei di calcio del 2032, che l'Italia organizzerà insieme alla Turchia, con lo stadio Diego Armando Maradona candidato a ospitare alcune partite. Comune e Regione Campania hanno stanziato risorse per la ristrutturazione dell'impianto, che dovrà essere adeguato agli standard internazionali. «Napoli ha finalmente scoperto di avere il mare, di poterlo utilizzare e valorizzare», è stato uno dei passaggi del ragionamento di Porcaro, che ha evidenziato il cambiamento prodotto dalle iniziative legate alla vela. Un rapporto con il mare da recuperare anche attraverso lo sport, capace di diventare una palestra di vita e un'occasione di crescita personale. È soprattutto sul piano sociale che lo sport può lasciare un segno duraturo: le società e le associazioni radicate nei quartieri possono contribuire a togliere i ragazzi dalla strada, contrastare l'abbandono scolastico e creare nuove opportunità. Per questo, accanto ai grandi appuntamenti internazionali, è necessario sostenere anche le discipline meno seguite e le attività di base.

Resta però il nodo degli impianti, molti dei quali sono vecchi, da ristrutturare o da mettere in sicurezza. "A Napoli sono diversi i progetti in corso o allo studio: dal rilancio dell'Ippodromo di Agnano, con l'obiettivo di renderlo una struttura utilizzabile durante tutto l'anno anche per musica e spettacoli, ai nuovi palazzetti, fino al PalaArgento del Napoli Basket e al Pala Vesuvio del Napoli Futsal a Ponticelli. A questi si aggiungono gli interventi sulle piscine cittadine. Secondo le stime richiamate durante l'incontro, gli investimenti pubblici e privati sul territorio potrebbero raggiungere complessivamente i 400 milioni di euro, con tempi di realizzazione stimati in due o tre anni. Le infrastrutture sportive possono inoltre diventare un motore per il turismo. L'apertura dello stadio Maradona ai visitatori, realizzata in collaborazione con il FAI, risponde proprio a questa logica: trasformare un impianto sportivo in un luogo da conoscere anche al di fuori delle partite. Un modello già sviluppato in altre città europee, dove gli stadi sono diventati attrazioni capaci di generare nuove entrate".

La prospettiva, dunque, non è inseguire soltanto i grandi eventi, ma costruire un sistema sportivo più solido, nel quale competizioni internazionali, manifestazioni di dimensioni più contenute e attività sociali possano convivere. L'America's Cup può offrire visibilità e opportunità economiche, ma la vera sfida sarà trasformare questa spinta in servizi, impianti e occasioni accessibili a tutta la città. Perché Napoli possa giocare da protagonista, non soltanto nei grandi appuntamenti, ma anche nella quotidianità dei suoi quartieri.

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