«Senza vaccinazioni e venduti come cani di razza»: scoperta a Napoli la truffa dei cuccioli dall'Est Europa
L'indagine dei carabinieri forestale Cites del Gruppo Napoli, ha disvelato il modus operandi consolidato di una struttura associativa stabile e strutturata ed ha portato stamani alla...
L'indagine dei carabinieri forestale Cites del Gruppo Napoli, ha disvelato il modus operandi consolidato di una struttura associativa stabile e strutturata ed ha portato stamani alla esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. della Procura di Napoli nei confronti di 5 soggetti, tra titolari e gestori di noti esercizi commerciali della città, con il contestuale deferimento in stato di libertà di ulteriori complici e sodali dell'organizzazione criminale. Associazione per delinquere vendita di cuccioli con patologie, frode e truffa i reati ipotizzati. L'indagine, durata 2 anni, è partita da mirati servizi sul territorio che hanno portato al recupero da parte della Polizia Giudiziaria di diversi cadaveri di cuccioli, riconducibili direttamente alle attività commerciali perquisite e ad acquirenti truffati. Sui cadaveri degli animali recuperati è stata disposta un'articolata perizia autoptica e anatomopatologica, affidata agli specialisti del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II".
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I cuccioli venivano importati dall'Est Europa e immessi nel circuito commerciale in tenerissima età, privi del necessario svezzamento e dello sviluppo immunitario primario. Sui cadaveri infatti, è stata riscontrata la presenza di gravi forme di Parvovirosi (gastroenterite virale), Cimurro e parassitosi aggressive (quali la Giardia), patologie ad altissima mortalità contratte a causa del deficit immunitario, delle condizioni igienico-sanitarie precarie di detenzione e del trasporto precoce e stressante dall'estero che ne causavano sofferenze acute e patalogie che causavano in numerosissimi casi, la morte. Per occultare i sintomi prima della vendita, i membri dell'associazione somministravano abusivamente agli animali farmaci antibiotici e infiammatori (come Stomorgyl, Bentelan, Rocefin). E' stata però scientificamente provata l'incompatibilità tra l'età biologica reale accertata dai periti universitari e le date di nascita o di vaccinazione falsamente riportate sui passaporti stranieri e sui libretti sanitari consegnati agli acquirenti. La vendita avveniva attraverso il reperimento e pubblicità ingannevole: i cuccioli (principalmente cani di piccola taglia come simil Chihuahua, Barboncini, Spitz, Maltese, Chow Chow) venivano reperiti a basso costo da privati non censiti o da circuiti privi di garanzie sanitarie e genealogiche. Gli animali venivano poi pubblicizzati online e sui social media come esemplari "di razza purezza certificata", "mini toy" e provvisti di pedigree, microchip e vaccinazioni.
Per le vendite invece, sono state accertate anche irregolarità documentali ed elusione fiscale: all'atto dell'acquisto, le transazioni venivano concluse quasi esclusivamente in contanti o tramite ricariche su carte prepagate intestate a terzi (prestanome), omettendo il rilascio di ricevute fiscali. Gli animali insomma venivano consegnati spesso privi di microchip identificativo, oppure accompagnati da libretti sanitari falsificati o compilati dagli stessi indagati senza alcuna qualifica medica veterinaria.