Muore in gita a 18 anni, la procura chiede archiviazione: la famiglia si oppone
Il Mattino

Muore in gita a 18 anni, la procura chiede archiviazione: la famiglia si oppone

Giovedì 12 febbraio 2026
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La procura di Nocera Inferiore ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sul decesso di Davide Calabrese, il 18enne di Pagani, studente del liceo "Mangino" deceduto in...

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La procura di Nocera Inferiore ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sul decesso di Davide Calabrese, il 18enne di Pagani, studente del liceo "Mangino" deceduto in Spagna, lo scorso marzo, durante una gita scolastica. Secondo l'organo inquirente, la docente - unica indagata con l'ipotesi di reato di abbandono di persona - non ebbe responsabilità nel decesso del giovane, riconducibile ad una miocardite fulminante.

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Tuttavia, la famiglia del ragazzo - assistita dall'avvocato Giuseppe Ferlisi - ha presentato opposizione, ritenendo invece una tesi del tutto differente. La valutazione del Pm si fonda sulla versione resa dalla donna, durante le indagini preliminari, con la quale la stessa spiegò i suoi movimenti di quel giorno. Una testimonianza ritenuta credibile, supportata anche da una consulenza medico legale disposta dall'organo inquirente, con la quale vengono esclusi comportamenti negligenti da parte della professoressa. La vicenda potrebbe ora approdare in camera di consiglio, dinanzi al Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, in ragione dell'opposizione presentata dalla parte offesa.

La docente era stata incaricata di accompagnare gli alunni dell'istituto "Mangino" di Pagani in una visita d'istruzione a Malaga. Il ragazzo avrebbe cominciato a star male nella giornata di giovedì, 24 marzo, tornando così in albergo insieme alla docente. L'intera vicenda ruota intorno a tre malori che il giovane ebbe quella mattina, secondo diverse testimonianze. Il legale che assiste la famiglia, infatti, fornisce una ricostruzione di tutti i passaggi e movimenti del ragazzo, dalle 12 di quel giorno fino alle 18,25 del pomeriggio.

Solo in tarda serata, infatti, fu allertato il medico che trovò il ragazzo in stato «cianotico, incapace a deambulare». Il giovane finì direttamente in terapia intensiva, dopo essere passato temporaneamente in pronto soccorso, in un altro presidio. Fu operato, poi le sue condizioni si aggravarono fino al decesso. Nell'opposizione presentata dalla famiglia, vengono ripercorsi i movimenti del giovane così come l'assistenza fornita dalla docente, ritenuta non sufficiente rispetto agli elementi in possesso della parte civile. Ebbene, secondo questa seconda tesi, vi sarebbero responsabilità nel comportamento dell'indagata. A supporto di ciò, ci sono testimonianze, messaggi ed altro che sarà il Gip a valutare, una volta fissata la camera di consiglio. In quella sede, si deciderà per un'archiviazione o per nuove indagini, salvo un provvedimento di imputazione coatta per l'indagata. 

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