Monaldi, sei indagati per il trapianto di cuore al piccolo Tommaso: medici e sanitari sotto inchiesta
Il Mattino

Monaldi, sei indagati per il trapianto di cuore al piccolo Tommaso: medici e sanitari sotto inchiesta

Giovedì 12 febbraio 2026
8 visualizzazioni

Sono sei gli indagati nel corso delle indagini sul trapianto di cuore eseguito all'Ospedale Monaldi lo scorso 23 dicembre. Sei nomi iscritti nel registro degli indagati, tra medici e sanitari...

Sono sei gli indagati nel corso delle indagini sul trapianto di cuore eseguito all'Ospedale Monaldi lo scorso 23 dicembre. Sei nomi iscritti nel registro degli indagati, tra medici e sanitari dell’ospedale Monaldi: sotto i riflettori finiscono coloro che hanno effettuato l’espianto a Bolzano e l’impianto a Napoli del cuore risultato già “bruciato”, per la mancanza di ossigenazione cui è stato sottoposto l’organo a causa del contatto con ghiaccio secco. 

APPROFONDIMENTI
Il legale: «Peggiorano i valori del fegato»

È una prima svolta nel corso dell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, sulla scorta dei primi accertamenti di pg e delle verifiche condotte da carabinieri e militari del Nas. Inchiesta condotta dal pm Giuseppe Tittaferrante, dall’aggiunto Antonio Ricci, sotto il coordinamento dello stesso procuratore Nicola Gratteri. L’ipotesi battuta è di lesioni colpose.

Napoli, trapianto con cuore inutilizzabile a un bimbo. Il legale della famiglia: «Serve un nuovo organo entro 48 ore»

Si punta ad accertare le responsabilità di chi ha gestito la fase che va dall’acquisizione dell’organo al confezionamento nella borsa termica fino all’impianto sul corpicino del bambino. Non tutti i professionisti sospesi in questi giorni dall’amministrazione del Monaldi risultano indagati: l’inchiesta penale procede accanto a quella disciplinare ma non è perfettamente sovrapponibile. 

Lo stop

Intanto, c’è un’altra esigenza di verifica: si punta infatti ad accertare la opportunità di sospendere il servizio trapiantologico al Monaldi, i militari del Nas dovranno infatti verificare se fosse una esigenza dettata da cautela o una reale esigenza che ha reso impossibile protrarre un servizio primario per la salute pubblica.

Condividi questo articolo