La Zes supera quota mille investimenti per 12 miliardi: «Ora completare le opere»
Il Mattino

La Zes supera quota mille investimenti per 12 miliardi: «Ora completare le opere»

Venerdì 13 febbraio 2026
7 visualizzazioni

Sfondata anche quota mille, le autorizzazioni agli investimenti nella Zes unica (Mezzogiorno più da quest?anno Umbria e Marche) non conoscono pause. Nei primi 40 giorni del 2026 ne...

Sfondata anche quota mille, le autorizzazioni agli investimenti nella Zes unica (Mezzogiorno più da quest’anno Umbria e Marche) non conoscono pause. Nei primi 40 giorni del 2026 ne sono state rilasciate dalla Struttura di Missione di Palazzo Chigi, guidata dall’avvocato napoletano Giosy Romano, più di quelle, già rilevanti, dello stesso periodo del 2025: 89, per la precisione, che portano il totale a 1.099 (1.010 quelle contabilizzate complessivamente a fine anno). Ma è evidente che la tendenza all’incremento, che già si era manifestata nei primi giorni del 2025, si rafforza ulteriormente e con l’arrivo delle due nuove regioni “in transizione” è destinata a far crollare ogni possibile, ottimistica previsione (l’interesse suscitato dalla Zes tra le imprese umbre e marchigiane è decisamente alto). Proprio da ieri, per altro, «le Marche entrano ufficialmente nel Piano Strategico della Zes e sono state accolte le nostre richieste, in particolare quelle relative all'inserimento di tutti i codici Ateco delle imprese e delle filiere marchigiane. E un risultato fondamentale che garantisce pari opportunità al nostro sistema produttivo». Con queste parole l'assessore alla Zes delle Marche Giacomo Bugaro commenta l’esito della riunione della Cabina di Regia della Zes, alla quale hanno partecipato le otto Regioni coinvolte, coordinata dal sottosegretario alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra e dallo stesso Romano. Ed è proprio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud Luigi Sbarra a fare il punto nella Cabina di regia che di fatto ufficializza l’ampliamento dell’area della Zes, ribadendo il forte impatto che la Zona economica speciale unica ha avuto e continua ad avere sullo sviluppo economico del Mezzogiorno. «Se nel biennio 2022-2023, con il precedente assetto basato su otto Zes regionali, le autorizzazioni si contavano nell’ordine di poche centinaia, negli ultimi due anni ne sono state rilasciate oltre mille, con un incremento superiore al 250 per cento. Parliamo di circa 6 miliardi di euro di investimenti autorizzati e più di 17.800 ricadute occupazionali stimate», spiega Sbara. Ma anche i numeri del credito d’imposta certificano il successo dello strumento per il quale il Governo ha varato misure strutturali per il prossimo triennio: «Negli ultimi due anni sono pervenute all’Agenzia delle Entrate oltre 17.300 domande, sostenute da uno stanziamento di 6,1 miliardi a supporto di più 12,4 miliardi di investimenti», insiste il sottosegretario per il quale «la Zes Unica Mezzogiorno si conferma un modello efficace e un pilastro della politica industriale del Sud. Lo stanziamento di 4 miliardi per il prossimo triennio va nella direzione di garantire una pianificazione strutturata degli investimenti».

APPROFONDIMENTI «Il Pnrr ha accelerato un balzo che il Sud»Green, agroindustria e digitale: 1,6 miliardi Ex Whirlpool, sì al rilancio: Invitalia entra nel capitale

«Crescere per competere»: pmi decisive per il Sud

Il futuro

Tutto ciò non può che riportare al centro della discussione il futuro della Zes: resterà com’è o si allargherà a tutto il territorio nazionale, magari solo per la parte – peraltro a dir poco decisiva – della semplificazione amministrativa, con le autorizzazioni a investire rilasciate in poco più di un mese? Sbarra ieri sottolinea che è «importante che il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, indichi la Zes come modello a cui guardare per misure future da introdurre a livello nazionale al fine di garantire la semplificazione amministrativa». Parole che confermano la coerenza sul tema da parte del sottosegretario per il quale la priorità non può che essere il Sud, visti i risultati ottenuti finora. Ma al tempo stesso non escludono un’apertura che peraltro, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe già stata illustrata dall’Italia in via riservata alla stessa Commissione europea come possibile nuovo riferimento normativo per le politiche di semplificazione e competitività delle imprese a cui Bruxelles guarda con enorme concretezza proprio in questi giorni. Lo si capirà meglio quando il pacchetto di misure concordate tra gli Stati membri sarà nero su bianco.

Gli interventi 

Nel frattempo, si consolidano gli interventi a sostegno della Zes sul piano infrastrutturale, già previsti dal Pnrr e in gran parte portati a termine. Lo ricorda il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Tullio Ferrante, anch’egli presente alla Cabina di regia, facendo il punto sugli 888 milioni destinati dal Mit (già all’epoca delle Zes regionali) per sostenere questo sforzo. Tra le misure finanziate, alla Campania sono destinati 385 milioni di euro per i porti di Napoli e Salerno, per il miglioramento dell’accessibilità dell’aeroporto Costa d'Amalfi e del Cilento e per il completamento della metropolitana di Salerno. Sono inoltre destinati oltre 200 milioni di euro a Sicilia e Sardegna, 100 milioni di euro alla dorsale adriatica e 75 milioni all'area ionica che consentiranno di rafforzare la resilienza e la sicurezza delle infrastrutture di accesso ai porti, realizzare i collegamenti dell'ultimo miglio e attuare la digitalizzazione della logistica nonché l'efficientamento energetico e ambientale.

Condividi questo articolo