Sprint Pnrr, l?Italia vede la nona rata. Foti: «Impegni e obiettivi tutti raggiunti»
L?ultimo miglio del Pnrr è partito bene. Nel senso che da Bruxelles arrivano segnali positivi sull?esame della richiesta di pagamento della nona e penultima rata (12,8 miliardi)...
L’ultimo miglio del Pnrr è partito bene. Nel senso che da Bruxelles arrivano segnali positivi sull’esame della richiesta di pagamento della nona e penultima rata (12,8 miliardi) avanzata alla fine dello scorso anno dal Governo. È il ministro Tommaso Foti ieri, durate il question time al Senato, a rivelare che si è appena conclusa la missione a Roma della task force Ue incaricata di verificare la rispondenza tra gli impegni indicati nella tranche (dai progetti alle riforme) e la loro effettiva realizzazione e non sono emersi ostacoli o dubbi sulla conclusione dell’iter. «Gli impegni e gli obiettivi della nona rata sono stati tutti raggiunti», sottolinea Foti. Il via libera è previsto nelle prossime settimane e se tutto, come sembra, andrà nella direzione delle precedenti otto rate, l’Italia raggiungerà i 166 miliardi di risorse erogate, pari all’85% della dotazione totale (194,4 miliardi), ben 25 punti percentuali in più della media europea che si aggira sul 58%. A differenza di altri Paesi, però, come la Spagna che ha rinunciato di fatto a una parte delle risorse che le spettavano a debito, «noi abbiano mantenuto inalterato l’ammontare previsto per rispetto verso un impegno che riguarda tutto il Paese e sul quale si erano spesi altri due Governi», sottolinea Foti.
APPROFONDIMENTI La Zes supera quota mille investimenti per 12 miliardi«Crescere per competere»: pmi decisive per il SudIntervista a Stefano Barrese: «Il Pnrr ha accelerato un balzo che il Sud aveva già avviato»
Gli interventi
Cosa c’è nella nona rata? Il ministro spiega che «sono stati compiuti passi avanti decisivi nel comparto della salute e nell’aggiornamento professionale del personale scolastico. Di rilievo anche gli interventi nel settore idrico, strategici per la sostenibilità ambientale (con specifico riferimento alla situazione del Mezzogiorno in particolare, ndr). E per un Paese che affida al turismo ambientale e culturale un ruolo importante non si può negare che recuperare 100 parchi e giardini storici sia un obiettivo da fiore all’occhiello». Ma nella nona tranche c’è molto altro: l’implementazione, ad esempio, del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e della telemedicina per 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie.
Green, agroindustria e digitale: 1,6 miliardi per le imprese del Sud
In chiave Sud spiccano il potenziamento delle linee ferroviarie ad Alta velocità lungo le tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania e il supporto educativo a 44mila minori del Mezzogiorno. Ci sono poi il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli e l’attuazione del programma GOL con il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego a cui si aggiungono gli investimenti strategici inseriti nell’ultima revisione, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera, del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e per la Facility Parco Agri-Solare. Tra le diverse riforme inserite nella nona rata, figurano l’adozione del rapporto finale del Piano di audit per la riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, la creazione dello Sportello Unico Energie Rinnovabili e, in campo politiche attive del lavoro, l’attuazione del programma GOL per 3 milioni di beneficiari.
I nodi
L’ultimo miglio del Pnrr ha ancora però delle incognite da sciogliere. Foti ricorda in proposito che le Regioni si sono impegnate in un’apposita Cabina di regia dedicata alla Missione Salute a realizzare entro i termini inderogabili già noti da tempo (30 agosto per i progetti, 31 dicembre per la rendicontazione della spesa) tutte le case della salute e gli ospedali di comunità indicati nel Piano. C’è il sospetto che non tutte ci riusciranno ma Foti non arretra: «Le Regioni dovranno assumersene la responsabilità», dice all’Aula. Invece, per gli enti locali, che hanno un peso enorme sul Pnrr (85mila i progetti loro affidati), il ministro conferma la volontà del Governo di intervenire con le norme sulla semplificazione per garantire agli stessi la possibilità di arrivare al traguardo finale della rendicontazione.