Stop alle guide turistiche a Pompei, minacce a Zuchtriegel: «Un nazista»
Si fa sempre più caldo il clima attorno agli scavi di Pompei. Oggi alle 11 le guide turistiche si ritroveranno in piazza Esedra, alla porta minore inferiore, per la protesta scaturita dalla...
Si fa sempre più caldo il clima attorno agli scavi di Pompei. Oggi alle 11 le guide turistiche si ritroveranno in piazza Esedra, alla porta minore inferiore, per la protesta scaturita dalla decisione della direzione del Parco di chiudere la postazione a loro riservata all’interno degli scavi. Un caso che ha portato a un clima sempre più teso tra gli operatori e il vertice del sito archeologico. Ma qualcuno è andato oltre le rivendicazioni sindacali. Già perché il direttore degli scavi Gabriel Zuchtriegel ha ricevuto nelle scorse ore una lettera dai toni minacciosi e razzisti.
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«La storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno», la chiosa della missiva che il Mattino ha potuto leggere. Una lettera in cui si parla di Pompei come di un «lager» facendo riferimento alle origini «teutoniche» del direttore. E ancora la missiva parla di «blitzkrieg» (guerra lampo) e «razza eletta», riferimenti al Nazismo tedesco. Parole che fanno male. «Essere l’oggetto di odio e minacce non è una cosa che mi lascia indifferente, onestamente», dice Zuchtriegel che in queste ore è a Milano. «Al mio rientro esporrò denuncia», annuncia.
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La lettera
Anche perché il direttore del Parco rivela che il clima è teso già da alcuni giorni dopo la decisione di rimuovere il presidio. «Qualche giorno fa, alcuni amici mi hanno suggerito di non girare da solo al buio per le strade della Pompei moderna», rivela Zuchtriegel. E ancora: «Entrando nel sito con un familiare minorenne, mi sono fermato chiedendomi se non fosse meglio che non ci facessimo vedere insieme». La lettera è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha spinto il direttore del parco a denunciare. «Con tutta la comprensione per la posizione degli altri, ci devono essere delle linee rosse da non superare», aggiunge parlando al Mattino il numero uno del sito archeologico. Che però non ha nessuna voglia di fare passi indietro: «L’importante è che questo non ci devia dalla nostra strada. Ringrazio - chiosa Zuchtriegel - la mia squadra, tutti i colleghi e le colleghe di Pompei, le forze dell’ordine e le autorità e la mia famiglia che mi stanno vicino».
La vicenda
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Bene riepilogare brevemente la vicenda. Nel 2010, quando Pompei era commissariata, fu creata una postazione destinata alle guide turistiche. Dopo quindici anni Zuchtriegel ha deciso di «ripristinare la normalità», come ha spiegato nei giorni scorsi. I sindacati delle guide turistiche, però, non ci stanno. Organizzano un sit-in, che si terrà oggi e a cui parteciperanno quasi tutte le sigle sindacali, e annunciano un ricorso al Tar. Dal canto suo, il direttore del parco denuncia casi di prezzi non trasparenti, visite senza fattura e liti all’esterno degli scavi per accaparrarsi i clienti. «Allestire a spese del parco, e dentro il parco, un presidio per le guide private che ci guadagnano, mentre noi ci prendiamo solo le lamentele di chi è rimasto deluso dal servizio, e non sono pochi, non va bene», aveva spiegato. Per i sindacati le sue parole «gettano discredito su un’intera categoria di professionisti». E pur riconoscendo «episodi che condanniamo», i rappresentanti delle guide hanno replicato rivendicando «di essere mossi per primi per l’affissione delle tariffe consigliate per una visita di due ore» e attaccando il direttore per «l’assenza di dialogo». E oggi si terrà il sit-in. In un clima che si fa sempre più pesante.