Invalidità, pressing su Fico: «Per le visite medico-legali si attende oltre un anno»
Il Mattino

Invalidità, pressing su Fico: «Per le visite medico-legali si attende oltre un anno»

Venerdì 13 febbraio 2026
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Non solo il tema, ormai storico, delle liste d’attesa. Tempi lunghi, lunghissimi, anche per gli accertamenti dell’invalidità civile. Si va dai dodici a diciotto mesi. È la denuncia che arriva dai vertici di Per (Per le persone e la comunità) Nicola Campanile e Giuseppe Irace che hanno scritto una lettera al governatore della Campania Roberto Fico e al direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro GaetanoGubitosa. E dopo aver ricevuto numerose segnalazioni dai cittadini, gli attivisti di Per hanno chiesto di avviare una verifica sul funzionamento delle procedure.

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La denuncia 

Partiamo dalla denuncia. «Nel corso degli ultimi mesi sono state raccolte numerose segnalazioni relative a gravi e reiterati ritardi nelle procedure di accertamento dell’invalidità civile afferenti all’Asl Napoli 1 Centro. In molti casi i cittadini sono costretti ad attendere oltre dodici-diciotto mesi la convocazione visita medico-legale», scrivono Irace e Campanile nella lettera inviata al governatore e al manager dell’Asl Napoli 1. Il nodo riguarda le prime convocazioni per l’accertamento dell’invalidità. Come funziona la procedura? Dopo aver chiesto e ottenuto il certificato medico che attesta infermità invalidanti, bisogna rivolgersi all’Inps che provvede a trasmetterla all’Asl di competenza per fissare l’appuntamento per la visita. Una procedura che porta a tempi lunghi. «Questo ritardo, purtroppo, riguarda anche tutti quei cittadini che soffrono di patologie di particolare rilievo clinico quali: Corea di Huntington, ictus, sclerosi multipla, schizofrenia, parkinson e altre patologie gravi dell’apparato cardiaco», si legge nella missiva. Irace e Campanile fanno sapere che la lettera non scaturisce da un solo caso ma da una lunga serie di segnalazioni: «Quanto segnalato non risulta riconducibile a singoli episodi isolati, bensì assume i connotati di una disfunzione organizzativa di natura strutturale». Gli esponenti di Per sottolineano come «tale criticità incide inevitabilmente e in modo significativo sulle persone coinvolte, generando sentimenti di frustrazione dovuti alla persistente assenza di riscontri e un diffuso senso di abbandono da parte delle istituzioni». Per questo la rete politica di Per «chiede di avviare una verifica sul funzionamento delle procedure e di esaminare una serie di misure correttive idonee a garantire il rispetto di termini procedurali».

Gaetano Gubitosa: «Sanità, periferie in pole case di comunità pronte»

I nodi

L’appello rivolto a Fico apre un altro nodo da affrontare per il governatore che ha deciso di tenere per sé la delega alla Sanità. Il presidente della Regione è al lavoro con il ministro della Salute per l’uscita dal piano di rientro. Si tratta del primo tassello necessario a far ripartire la sanità campana. Perché consentirebbe investimenti e soprattutto dotare di personale le strutture sanitarie.

Le priorità

Ma tra le priorità di Fico in ambito sanitario c’è anche il rafforzamento della medicina territoriale, con la creazione delle case di comunità, e la riduzione delle liste d’attesa. «La situazione delle liste di attesa in sanità è un aspetto su cui stiamo raccogliendo tutta la documentazione e ci stiamo lavorando. Proprio sulle liste di attesa ho fatto più di una riunione con la direzione generale della sanità della Campania e ho chiesto dei report molto specifici che sto, insieme al team, studiando», ha detto di recente Fico. Che per sbloccare iniziative, però, deve innanzitutto approvare il bilancio e soprattutto continuare il ragionamento in corso col ministero guidato da Orazio Schillaci per l’uscita dal piano di rientro.

Le case di comunità

Altra priorità del governatore, come accennato, è la medicina territoriale. Che passa soprattutto per le case di comunità. Le case e gli ospedali di comunità, strutture finanziate con il Pnrr, previste in Campania sono 214. Si tratta di 169 case di comunità e 45 ospedali di comunità. In funzione ce ne sono solo sedici. Ma proprio l’Asl Napoli 1 sta accelerando, come spiegato pochi giorni fa dal direttore generale Gaetano Gubitosa al Mattino: «Riguardo all’attivazione delle prime Case di comunità, attivate o prossime all’apertura entro giugno, ne abbiamo pronte cinque, di cui tre già completate. Due sono al distretto di Chiaiano, Secondigliano, Miano, una al distretto Scampia, un’altra a Ponticelli e la quinta al distretto di Piazza Nazionale. Poi - ha spiegato ancora Gubitosa - ne prevediamo tre entro marzo, uno al San Gennaro, il secondo a Via della Resistenza e il terzo al Santa Maria del Loreto (una parte del Loreto Nuovo). Gli altri, in via di completamento sono l’ex Annunziata, il Gesù e Maria e gli Incurabili».

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