Carlo Conti oggi al Quirinale: «A Sanremo siamo liberi, nessuna interferenza del Governo. Pucci? Scelta autonoma. Ultimo anno, poi smetto»
Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo, ai microfoni di Rtl 102.5 è tornato sul caso Pucci. E difende la sua scelta. «Noi direttori artistici abbiamo assoluta carta bianca:...
Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo, ai microfoni di Rtl 102.5 è tornato sul caso Pucci. E difende la sua scelta. «Noi direttori artistici abbiamo assoluta carta bianca: nessuno si permette di interferire, di dirmi chi prendere o meno. Non è successo né prima con altri governi né con questo. Siamo professionisti e lavoriamo con autonomia».
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«Se ci sono stati errori è solo colpa mia: Pucci era una scelta del tutto autonoma, era stato premiato all'Arena per gli incassi del teatro, a Zelig non era mai successo niente.
Ma il festival è nell'occhio del ciclone e si viene tirati un po' tutti per la giacca, è l'occasione per parlare e sparlare», ha aggiunto.La foto di Pucci nudo postata dal comico per annunciare la sua presenza a Sanremo, prima del dietrofront? "È stata una goliardata. Spero che all'inizio del festival - aggiunge Conti - si torni a parlare solo di musica, dei cantanti, delle canzoni, delle serate con leggerezza, come deve essere».
Con la Pausini al Quirinale
«Per la prima volta oggi i protagonisti del festival di Sanremo, i cantanti in gara, io e Laura Pausini saremo ricevuti dal presidente della Repubblica Mattarella al Quirinale: è un momento molto importante per il festival, per me, pet tutti noi e per la discografia italiana, che sta andando sempre più forte. Solo 10-12 anni fa nella hit parade c'erano 8 stranieri e 2 italiani, oggi a fine anno nelle classifiche ti ritrovi tutti italiani e pochissimi stranieri, grazie al grande lavoro dei discografici, degli autori, dei cantanti e ogni anno ci sono nuove leve che portano nuova linfa. È un momento di grande splendore per la musica italiana ed è bello che il presidente ci riceva».
L'invito ai campioni olimpici
«Sarebbe bello avere un gruppo dei medagliati delle Olimpiadi, tutti insieme a celebrare anche sul palco di Sanremo i risultati fantastici delle nostre atlete e dei nostri atleti». È il sogno di Carlo Conti, come spiega lo stesso direttore artistico ai microfoni di Rtl 102.5.
Il momento di smettere
Poi aggiunge: «Questo è il mio quinto festival, il numero perfetto per smettere: va bene così. Negli ultimi 12 anni la direzione artistica l'abbiamo fatta in tre: 10 anni tra me e Amadeus e due anni Baglioni, abbiamo fatto un grande lavoro in questi 12 anni ma è anche bello cambiare, con nuove idee, nuova linfa». Conti racconta di dormire «tranquillo: sette ore e mezza, otto ore, tutte filate, per fortuna nonostante l'età. La fortuna che ho di dormire bene e ricaricare le batterie forse è anche uno dei motivi della mia serenità".
L'omaggio a Baudo
Nella settimana di Sanremo poi si finisce «nel frullatore: la conduzione è la cosa più facile, la punta dell'iceberg, la direzione artistica invece impone di seguire tutto, le luci, le prove, le piccole sfumature, le idee che metti dentro con il gruppo di autori. Ti alzi la mattina, vai in conferenza stampa, rispondi alle domande, alcune pertinenti altre fatte per cercare polemica ma fa parte del gioco, poi ci sono le prove, i dettagli, l'ultima riunione scaletta, i momenti da condividere con i co-conduttori. Il pranzo? Spilluzzico qualcosa in camerino. I riposini? Non c'è tempo». L'intera edizione 2026, conferma Conti, «sarà dedicata a Baudo, lo scoprirete fin dalla sigla, e ogni ospite lanciato da lui lo farò presentare proprio da lui». Nella Giornata mondiale della radio, il direttore artistico del festival sottolinea che per lui «resta il primo grande amore e non si scorderà mai. Anzi forse fra qualche anno mollo la tv e torno alla radio, in qualche modo chiudendo un cerchio».