Napoli: «Via Toledo, torna Pintauro. La sfogliatella è una magia»
Il Mattino

Napoli: «Via Toledo, torna Pintauro. La sfogliatella è una magia»

Venerdì 13 febbraio 2026
8 visualizzazioni

L'immobiliarista Francesco Bernardo ha rilevato la storica pasticceria "Pintauro 1785" in via Toledo che riaprirà a fine marzo. Ogni giorno è in cantiere per parlare...

L'immobiliarista Francesco Bernardo ha rilevato la storica pasticceria "Pintauro 1785" in via Toledo che riaprirà a fine marzo. Ogni giorno è in cantiere per parlare con tecnici e architetti, assistere a prove in laboratori dolciari e curare assieme all'amico e socio, il pasticciere Davide Piterà, la rinascita di "Pintauro 1785".

Come è nata questa acquisizione?
«Cercavo un investimento immobiliare, ma mai avrei creduto di poter far riaprire Pintauro. Non pensavo fossero interessati anche alla vendita dell'attività. Quando mi è stata proposta assieme allo spazio della pasticceria e al laboratorio sottostante ho deciso di tuffarmi in questa nuova avventura».

Sta incontrando anche gli ex dipendenti?
«Certo, per noi il legame con il passato è essenziale, non faremo a meno di chi è stata la "memoria storica". Ecco perché torneranno a lavorare Peppe Tomei, banconista dagli anni Ottanta fino alla chiusura di due anni fa e Giuseppe Scardinale, pasticciere storico di Pintauro. Ci stanno dando una mano nell'opera di ricostruzione, grazie ai ricordi e al loro attaccamento al lavoro».

A proposito di ricordi, sulla parete c'è ancora la scritta che indica la nascita della sfogliatella e una foto. Chi è?
«La donna in foto è la signora Elvira Maria Di Marco che Peppe Tomei conosceva bene e mi ha detto essere stata tra le ultime proprietarie dell'antica pasticceria. La scritta "Qui nel 1785 nacque la sfogliatella" è la memoria che vive, il filo conduttore tra passato e presente che è impresso nei nostri ricordi di infanzia».

Che tipi di lavori state effettuando all'interno dei locali?
«Ammodernamento dell'area laboratorio nel piano sottostante, dove ci sono attrezzature storiche che conserveremo senza utilizzarle e poi un recupero della parte superiore, quella destinata alla vendita che tutti noi ricordiamo, nel rispetto della storicità del luogo visto che abbiamo trovato marmi e legni, vetrine con all'interno le mensole con i centrini e una delle lampade del Settecento che rimarrà esposta. Sappiamo che ce ne erano altre ma non le abbiamo trovate. Esporremo di nuovo il quadro della Madonna Addolorata».

Avete ricostruito un po' anche la storia di Pintauro?
«Ho consultato archivi fotografici, letto tanti documenti, chiesto a studiosi. Pian piano mi sto appassionando sempre più e con orgoglio, da napoletano doc, posso dire di aver comprato un pezzo di Napoli da condividere con chi come me e Davide ama questa città. Tanto tempo è passato da quando il pasticciere Pasquale Pintauro si dice dopo aver saputo la ricetta della sfogliatella Santa Rosa da sua zia, badessa del convento di Santa Rosa in Costiera, aprì la bottega in via Toledo. Ma sono sicuro che a tutti noi farà piacere rientrare nello spazio di 50 metri quadrati e immaginare che quel tempo non sia mai trascorso».

Qual è il suo ricordo legato alla pasticceria Pintauro?
«Il profumo inebriante e persistente di sfogliatelle, di crema di ricotta e aromi per essere precisi. E ricordo che si sentiva a distanza di metri. Mi piacerebbe che Pintauro tornasse a far sentire quel profumo. Davide ed io lo diciamo spesso alle nostre mogli, Simona e Maria, che ci supportano in questo progetto».

Cosa offrirete nel solco della tradizione?
«Non mancheranno le indimenticabili sfogliatelle preparate con la ricetta storica, vogliamo piacere ai napoletani e ai turisti con preparazioni di qualità che arrivano dal laboratorio sottostante e che richiamano i sapori autentici, ma fatte utilizzando attrezzature all'avanguardia. Accanto al dolce avremo anche qualche proposta salata».

E di contemporaneo?
«Abbiamo tanti progetti. Sicuramente ci apriremo sempre più a nuove sinergie. Oltre a garantire prodotti dolciari di qualità come sfogliatelle, pastiera, biscotti all'amarena, rustici e altro, intendiamo realizzare collaborazioni con chef, giovani pasticcieri e rosticcieri facendo diventare Pintauro a Toledo un laboratorio e punto di incontro di visioni anche diverse per promuovere sempre più la gastronomia e la pasticceria napoletana. Ciò non potrà prescindere dall'utilizzo di materie prime territoriali. La nostra visione è quella di voler conservare la storicità del luogo e la bontà del prodotto».

Condividi questo articolo