Defunti, stangata caro fiori e disservizi sulle sepolture: «A Poggioreale ancora bare da trasferire»
Caro estinto tra problemi, disagi e aumenti dei prezzi dei fiori. Nonostante tutto resta sentita la commemorazione dei defunti a Napoli. Un fiore e un lumino non sono mancati a nessuno e i...
Caro estinto tra problemi, disagi e aumenti dei prezzi dei fiori. Nonostante tutto resta sentita la commemorazione dei defunti a Napoli. Un fiore e un lumino non sono mancati a nessuno e i cimiteri già da ieri sono stati presi d’assalto. A pesare, in questi giorni, è anche il problema dei seppellitori i cui contratti sono stati rescissi e, quindi, una serie di servizi sono rimasti sospesi. A Poggioreale resta il problema delle bare senza sepoltura dopo il crollo delle due cappelle avvenute nel 2022.
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Il caro fiori
Significativi i rincari dei fiori sia all’ingrosso che al dettaglio. Sui prezzi ha inciso anche il blocco degli autotrasportatori che ha portato ad aumenti variabili tra il 30 e il 40%. E così non sono mancate le lamentele dei consumatori: c’è chi denuncia «che i prezzi fino a pochi giorni fa erano più bassi» mentre i venditori sottolineano che le difficoltà partono dai florovivaisti. Un esempio? I crisantemi hanno registrato un aumento dei prezzi all’origine di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: all’ingrosso costa circa 0,64 euro a stelo, al dettaglio arriva anche a 4 euro.
I servizi
È il problema seppellitori a tenere banco, però, in questa festa dei defunti 2026. Parliamo di 52 persone, appartenenti a due diverse cooperative: la Sant’Elena che conta 35 dipendenti che prestavano servizio presso nel Nuovo Cimitero di Poggioreale (Monumentale, Santa Maria del Pianto e Fondo Zevola), e ancora a Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio, oltre che al Mausoleo Schilizzi a Posillipo, ai cimiteri di Chiaiano, Miano, Secondigliano-San Pietro a Patierno, Soccavo e Pianura; quindi la cooperativa Barbara B, con 17 dipendenti in servizio presso il Nuovissimo di Poggioreale.
«Il problema dei seppellitori - spiega l’assessore al ramo Vincenzo Santagada - è che non sono dipendenti comunali ma delle cooperative che hanno vinto i bandi. Il Comune ha pagato regolarmente ma, nel caso della Sant’Elena, c’è stato un pignoramento da parte dell’Inps di 260mila euro. I pagamenti del Comune, dunque, finiscono nel pignoramento. Abbiamo provato a cercare soluzioni ma è difficile perché anche noi siamo sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti».
Le bare
Torna prepotente, in questi giorni, anche il problema dei resti dei defunti recuperati tra le macerie delle due cappelle crollate nel 2022. 1800 le salme ricomposte e messe nella tendostruttura. Di queste 1.500 sono defunti riconosciuti, 300 no. Questi ultimi sono stati trasferiti nell’Ipogeo del Nuovissimo di Poggioreale. «In accordo con il Comitato delle famiglie», precisa l’assessore Santagada. Delle 1.500 salme riconosciute ne sono state reclamate soltanto 256. Grazie ad un concordato tra Comune e Curia, quest’ultima ha messo a disposizione dei loculi e dei posti in alcune cappelle. Il trasferimento di 210 bare nel Grande Ipogeo è stato completato nei giorni scorsi. Le altre saranno trasferite tra l’Arciconfraternita di Ponticelli e e in alcuni loculi di Poggioreale. Mentre quelle non reclamate restano nella tendostruttura dalla quale saranno trasferite solo a gennaio perché la legge prevede un termine di cinque anni per il reclamo della salma. «Il Comune - prosegue Santagada - ha attivato un tavolo tecnico per trovare delle soluzioni anche per recuperare le salme che sono ancora sotto alle cappelle crollate e dichiarate in stato di non sicurezza. L'ipotesi è di renderle sicure abbattendo le mura pericolanti attraverso un robot e poi di scavare a mano. Una volta recuperate saranno cremate e messe in un luogo comune. Il tutto per un importo di un milione e 200mila europ e 10-12 mesi di intervento».