Pompei. Scavi, la rivolta delle guide ma Zuchtriegel non molla
Il Mattino

Pompei. Scavi, la rivolta delle guide ma Zuchtriegel non molla

Sabato 14 febbraio 2026
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Cartelli e manifesti funebri che annunciano la «morte delle postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori». Sono oltre un centinaio le guide turistiche...

Cartelli e manifesti funebri che annunciano la «morte delle postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori». Sono oltre un centinaio le guide turistiche che ieri hanno protestato all’esterno degli scavi di Pompei contro la decisione del direttore del Parco di eliminare, dopo quindici anni, la postazione a loro riservata negli Scavi in seguito alle lamentele ricevute da alcuni visitatori. Una questione che da giorni ha creato un clima di tensione tra la direzione del sito e le guide, tanto che il direttore Gabriel Zuchtriegel ha ricevuto, come anticipato dal Mattino, anche una lettera di minacce.

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Da cui, però, ieri i manifestanti si sono dissociati, condannando l’episodio. Dai sindacati arriva un appello al dialogo con la direzione, ma Zuchtriegel sembra determinato ad andare avanti, creando un servizio didattico gestito del Parco: una soluzione pubblica alternativa a quella privata. «Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide», sostiene il direttore. 

La manifestazione

Andiamo con ordine, partendo dal sit-in che si è tenuto ieri dalle 11 alle 13. Tanti i visitatori curiosi che, apprestandosi a varcare l'uscio d'ingresso di piazza Esedra, hanno chiesto cosa stesse accadendo. La protesta, però, non ha creato alcun problema al programma dei turisti. L’obiettivo annunciato dai manifestanti è quello di «aprire un tavolo di concertazione con la direzione del parco. Quando abbiamo chiesto spiegazioni - dice Susy Martire, presidente dell'associazione Guide turistiche Campania - non ci sono state date. Solo dopo, con dichiarazioni alla stampa, il direttore ha sottolineato che l'obiettivo è di internalizzare il servizio». 


Luana Di Tuoro, segretaria generale della Filcams Cgil Napoli e Campania annuncia: «Nei prossimi giorni, se persisterà la mancanza di risposte ufficiali da parte del parco, chiederemo l'intervento del prefetto di Napoli». «Siamo basiti per il modo in cui siamo stati trattati dal direttore, che ha gettato fango sulle parti in causa», aggiunge Paolo Mazzarella, presidente di Confguide Confcommercio. Sulla vicenda è stato presentato ricorso al Tar Campania per provare ad ottenere la sospensiva del provvedimento: discussione in programma il 4 marzo. 

La risposta 

Attraverso una nota, la direzione del parco ripercorre la storia del presidio: la postazione nasceva nel 2010 in una situazione emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide private: «Da allora la situazione è cambiata: l’emergenza è stata superata. Nel 2018 anche l’Antitrust aveva contestato le postazioni di Pompei e di altri siti». La direzione degli scavi ribadisce le lamentele ricevute dai visitatori dovute a «mancanza di trasparenza, scarsa qualità della visita, mancanza di fatturazione fiscale». 


Intanto, il Parco fa sapere di essersi attrezzato per «garantire un servizio didattico per il pubblico, senza precludere in tal modo la presenza di guide private. I visitatori avranno maggiore trasparenza nell’affrontare la scelta dell’offerta culturale tra pubblico e privato di cui si vuole usufruire». «Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide – commenta Zuchtriegel – Il Parco si impegnerà anche in futuro affinché le guide che lavorano con grande professionalità trovino le migliori condizioni possibili». 

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