Napoli, 13enne denunciato: aveva la ?lama-pennarello? a scuola. Il caso a Secondigliano
Un taglierino a forma di pennarello, un coltello camuffato nell?astuccio scolastico, poi nascosto nello zaino. Brutta sorpresa in una scuola media di Secondigliano, dove un ragazzino di 13...
Un taglierino a forma di pennarello, un coltello camuffato nell’astuccio scolastico, poi nascosto nello zaino. Brutta sorpresa in una scuola media di Secondigliano, dove un ragazzino di 13 anni è stato segnalato per il porto di un’arma da taglio. Un’arma celata all’interno del materiale scolastico, che non è passata inosservata. È stata la maestra ad accorgersi che quel pennarello brandito dal ragazzino aveva un potenziale offensivo in grado di uccidere. Era una lama tagliente e appuntita, anche se inserita all’interno di un involucro a forma di pennarello. Un taglierino nascosto tra i libri, che ripropone l’attenzione sul fenomeno dei coltelli tra gli studenti. E non è l’unico caso che è emerso in questi giorni.
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Se è toccato ai carabinieri identificare il 13enne, per dare vita alle indagini che ora investono anche i genitori dello studente, sono stati invece gli agenti di polizia a realizzare un altro intervento contro l’uso dei coltelli. Ed è così che in una scuola del centro storico è stato denunciato per porto di arma uno studente 17enne che era entrato in classe con un coltellaccio da cucina. Una lama da 32 centimetri, che è stata notata e che ha fatto scattare indagini e denunce. Due casi, stesso fenomeno. In città girano troppe armi. Da Torino a Napoli, da La Spezia (dove un mese fa è stato ucciso uno studente è stato ucciso da un compagno di banco) alle altre aree metropolitane, si punta a contrastare la deriva delle lame facili.
L'allarme
Spiega il prefetto di Napoli Michele di Bari: «Non possiamo permettere che strumenti di offesa entrino nelle aule scolastiche. La scuola deve restare un luogo di crescita, non di paura. Per questo la Prefettura ha già disposto mirati controlli negli istituti del capoluogo e dell’area metropolitana, anche attraverso l’utilizzo di metal detector, d’intesa con i dirigenti scolastici». E il primo inquilino di Palazzod di Governo aggiunge: «I controlli sono finalizzati ad incrementare la percezione della vicinanza delle istituzioni ad alunni, famiglie e personale scolastico».
Ma torniamo all’episodio più grave registrato in questi giorni, torniamo alla storia del bambino di 13 anni che maneggiava un taglierino a forma di pennarello. Spiega il prefetto: «In riferimento al caso specifico, il fatto che la dirigente scolastica, insieme agli insegnanti, sia intervenuta tempestivamente - sottolinea - rappresenta un segnale positivo. Significa che l’alleanza educativa tra scuola e istituzioni è una strada che merita di essere percorsa e approfondita. La prevenzione è prima di tutto attenzione quotidiana, capacità di intercettare segnali e intervenire».
Dunque, c’è stato un allarme da parte di una docente, con l’intervento della dirigente dell’istituto scolastico. Sono partite le indagini da parte dei carabinieri, non sono emersi contatti tra la famiglia del 13enne e contesti di natura criminale. Un retroscena che impone comunque una riflessione, a proposito di modelli sbagliati che purtroppo rappresentano un punto di riferimento nella vita di tanti giovanissimi. Spiega il prefetto: «La sicurezza non è solo repressione: è responsabilità condivisa, è presenza, è ascolto. Desidero porgere un sentito ringraziamento al questore Maurizio Agricola, al Comandante provinciale dei carabinieri Biagio Storniolo e al Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Carmine Virno che, con tutte le donne e gli uomini dei rispettivi corpi, sono quotidianamente impegnati con impegno e professionalità», conclude di Bari.
La direttiva
Uno scenario nel quale entra in gioco anche la circolare dei ministri dell’istruzione e dell’interno, che consentono l’uso di metal detector all’interno degli istituti scolastici. Si tratta di interventi «a chiamata», di quelli che vengono organizzati dopo un alert lanciato dai vertici delle rispettive scuole.