Schlein avvisa De Luca: «Campo largo ovunque, uniti anche a Salerno»
Il Mattino

Schlein avvisa De Luca: «Campo largo ovunque, uniti anche a Salerno»

Domenica 15 febbraio 2026
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  Tanto per cambiare il convitato di pietra alla due giorni dem è Vincenzo De Luca. Ci sono tutti i dirigenti del Pd, compresi quelli di Salerno, ma non lui, sempre refrattario alle...

Tanto per cambiare il convitato di pietra alla due giorni dem è Vincenzo De Luca. Ci sono tutti i dirigenti del Pd, compresi quelli di Salerno, ma non lui, sempre refrattario alle iniziative del suo partito. E così anche questa volta non si fa che parlare della sua intenzione, certezza ormai, di candidarsi per la quinta volta a sindaco nella sua città dopo aver fatto dimettere anzitempo il primo cittadino dem. Contro di lui, in corsa con tre civiche, il resto della coalizione di centrosinistra con in testa i grillini. Altro che Campo largo, quindi. Anche se ieri mattina Elly Schlein lancia un avvertimento all’ex governatore. E lo fa scandendo bene le parole: «Diamo molta attenzione al rapporto con i nostri alleati, con cui abbiamo appena vinto le elezioni regionali», fermo restando che ad occuparsi della vicenda, che è ben attenzionata dal Nazareno, «è il partito regionale», come sottolinea la segreteria facendo capire che deve farlo il segretario regionale. Ovvero Piero De Luca, il figlio, che ora si ritrova in mezzo al guado. Ragionamenti a margine della seconda tappa della campagna nazionale d’ascolto sui territori dove la segretaria dem rilancia la battaglia referendaria e attacca la maggioranza soprattutto sulle politiche per la scuola ed i giovani. «L’Italia che coltiva saperi» è il tema della due giorni napoletana, dove si raccontano esperienze di eccellenza socioculturale spesso costrette a confrontarsi con pesanti debolezze strutturali. «Coltivare i saperi è il punto centrale, è l’impegno che prendiamo qui perché la scuola, la cultura, l’università e la ricerca sono un punto costitutivo e centrale dell’alternativa che vogliamo costruire per battere le destre», sottolinea sempre la segretaria dem nelle sue conclusioni ieri mattina.

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Il caso 

A margine però la segretaria, a differenza del giorno prima, non si sottrae alle domande dei cronisti sulla vicenda De Luca-Salerno (dopo aver incontrato una delegazione degli operai della Tresnova che sono stati appena licenziati). Ed è netta: «Delle elezioni a Salerno si sta occupando il partito regionale campano. Noi naturalmente seguiamo con attenzione la strada e stiamo dando sempre molto attenzione al rapporto con i nostri alleati, con cui abbiamo appena vinto le elezioni regionali». Un modo per chiarire come non siano andate affatto giù le dimissioni forzate del sindaco di Salerno e la scelta dell’ex governatore che rischia di incrinare i rapporti con gli alleati dell’M5s in vista delle prossime politiche: «Chi rompe a Salerno si prende la responsabilità anche per il 2027», hanno già avvertito i grillini. Perché il modello da seguire è quello delle elezioni vittoriose di Gaetano Manfredi e Roberto Fico.

«Credo che serva generosità da parte di tutti», dice il sindaco di Napoli appena arriva al complesso monumentale di Santa Chiara quando i cronisti gli chiedono se per evitare la rottura del campo largo a Salerno alle prossime amministrative serva «generosità» da parte dell’ex presidente Vincenzo De Luca. «Credo che la volontà della segretaria e del gruppo dirigente del Pd - aggiunge l’ex ministro - sia fare in modo che il campo largo sia il più possibile presente nelle competizioni delle prossime amministrative». Che poi è tutto in vista delle prossime politiche. «Sicuramente bisogna mettere insieme una proposta politica con un progetto per il Paese e credo che questi passaggi siano fondamentali per rafforzare una proposta che sia credibile e competitiva», aggiunge sempre Manfredi che rimarca come «una proposta del campo largo e farla a Napoli dove abbiamo il campo largo che governa il Comune e la Regione è un buon viatico per il futuro». Insomma lo schema è questo e non si può più tornare indietro: il modello Manfredi o Fico è quello non solo per le amministrative ma anche per le politiche. E nessuno dei dem ieri ha voglia che questo risiko possa sia messo in crisi a Salerno da De Luca. «Basta con la logica dei signorotti o dei Masaniello, la nostra cultura, il nostro modello, sono le alleanze vittoriose di Fico e Manfredi», incalza Sandro Ruotolo dal palco senza citare De Luca ma è chiaro a chi si riferisca. E proprio il governatore Fico aggiunge: «Il cosiddetto Campo Largo si deve fare con i tavoli regionali e deve lavorare sui comuni per andare al voto, come ha fatto, mi sembra, ormai da tre anni a questa parte». E aggiunge netto: «Non cambia niente».

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