Stringe legami con l?Isis, arrestato un minorenne
Il Mattino

Stringe legami con l?Isis, arrestato un minorenne

Domenica 15 febbraio 2026
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  Istruzioni per costruire bombe, proselitismo islamico diffuso fra i suoi contatti social e dark web e giuramento allo Stato Islamico: sono alcune delle accuse contestate a un minorenne...

Istruzioni per costruire bombe, proselitismo islamico diffuso fra i suoi contatti social e dark web e giuramento allo Stato Islamico: sono alcune delle accuse contestate a un minorenne di 16 anni, residente in provincia di Caserta, arrestato dalla Polizia di Stato con ordinanza di custodia cautelare presso l’Istituto penale minorile di Nisida. La vicenda segue di due settimane quanto accaduto a Napoli, dove un’altra inchiesta ha scosso l’area metropolitana partenopea: due studenti italiani, un diciottenne e un minorenne, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di autoaddestramento terroristico e adesione ai metodi di reclutamento dell’Isis. I due avrebbero siglato online la propria adesione all’Isis, entrando in contatto via web con presunte cellule jihadiste e scaricando materiale per un autoaddestramento che spaziava dall’ideologia alla tecnica operativa.

 Le indagini sul minore casertano sono partite dalla Polizia Postale, che ha monitorato l’attività online del giovane e raccolto i primi elementi di reato legati alla diffusione di contenuti estremisti. Successivamente, il lavoro degli esperti informatici ha permesso di ricostruire in dettaglio i contatti virtuali del minore, individuando scambi di materiale con soggetti autoproclamatisi membri dell’Isis, attivi in Siria, e la diffusione di video e contenuti pericolosi anche ad altri coetanei in Campania.

L’inchiesta

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli e condotte dalla Digos di Napoli e di Caserta, il giovane avrebbe scaricato e condiviso video contenenti tecniche terroristiche e istruzioni per fabbricare esplosivi fai-da-te, prodotti dalle agenzie di comunicazione dello Stato Islamico. I contenuti, diffusi anche attraverso la rete oscura (dark web), sono stati indirizzati a una cerchia di coetanei, alcuni dei quali ora al centro di ulteriori approfondimenti investigativi.

 Nell’estate del 2025, il minorenne avrebbe anche pubblicato online il giuramento di fedeltà all’Isis, manifestando un chiaro orientamento ideologico verso l’organizzazione terroristica. Gli investigatori sottolineano che, pur trattandosi di un minorenne, la portata e la diffusione dei contenuti rappresentano un rischio concreto, esponendo altri giovani alla propaganda estremista e a istruzioni potenzialmente letali.

 Il ragazzo, a quanto pare di seconda generazione, nato in Italia da genitori stranieri, sarà interrogato nei prossimi giorni dal giudice per le indagini preliminari. Le autorità hanno precisato che, in conformità alle normative a tutela dei minori, non verranno forniti ulteriori dettagli identificativi.

 Ovviamente, precisa una nota della Questura, vige la presunzione di innocenza: la responsabilità del giovane sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete virtuale e identificare eventuali altri soggetti coinvolti nella diffusione di materiale terroristico, al fine di prevenire rischi concreti per la sicurezza pubblica e contenere la radicalizzazione tra i minori.

 Non è la prima volta che la provincia di Caserta viene investita da questo tipo di vicende giudiziarie. Quella più eclatante riguarda il caso di Mohamed Kamel Edine Khemiri, 55 anni, condannato per apologia di delitti di terrorismo internazionale tramite strumenti telematici. Khemiri, ufficialmente residente a San Marcellino, dove faceva il custode della moschea, fu arrestato alcuni anni fa con l’accusa di aver procurato documenti falsi ai migranti clandestini e terrorismo dopo alcune indagini che hanno interessato ben tre Procure: Santa Maria Capua Vetere, Napoli Nord e Napoli. La condanna al custode della moschea è stata confermata anche dalla Cassazione dopo un ricorso rigettato dagli ermellini.

Un fenomeno sempre più in crescita, soprattutto tra i più giovani che sono attratti da questo contesto di terrorismo islamico. In tutte le zone d’Italia, spesso in rete tra di loro.

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