Truffe a Napoli, scoperta la centrale: nella gang l'amico del babyrapinatore ucciso Luigi Caiafa
Il Mattino

Truffe a Napoli, scoperta la centrale: nella gang l'amico del babyrapinatore ucciso Luigi Caiafa

Domenica 15 febbraio 2026
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Da dietro la porta di quell?appartamento hanno subito sentito una sospetta: «Signora, sono un carabiniere. Lei ha mai posseduto un?arma da fuoco?». Quello che era in corso...

Da dietro la porta di quell’appartamento hanno subito sentito una sospetta: «Signora, sono un carabiniere. Lei ha mai posseduto un’arma da fuoco?». Quello che era in corso era l’ennesimo, balordo tentativo di truffa ai danni di anziani. Non appena gli uomini della polizia di Stato sono entrati in casa, si sono ritrovati davanti a una vera e propria centrale del raggiro. Le cattive sorprese non erano però ancora finite. Tra i cinque componenti della banda c’era anche Ciro De Tommaso, figlio dell’ex capoultras, oggi collaboratore di giustizia “Genny ’a carogna”, balzato prepotentemente alla ribalta della cronaca nell’ottobre 2020. Si trovava infatti in sella a un motorino insieme al diciassettenne Luigi Caiafa. I due avevano appena tentato una rapina, quando vennero intercettati dai Falchi e provarono a scappare. Durante quelle fasi drammatiche uno dei colpi esplosi da una pistola d’ordinanza centrò e uccise il minorenne Caiafa.

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Tornando invece all’attualità, l’operazione è stata eseguita ieri pomeriggio. A entrare in azione sono stati i poliziotti della Squadra investigativa del commissariato Decumani, supportati dell’Unità cinofila della questura di Napoli, profondi conoscitori del territorio, che per diverse ore hanno perlustrato la zona dei Decumani a caccia di droga e armi. Il blitz è quindi scattato in un appartamento di vico Zuroli, nel cuore di Forcella. Dopo aver bussato alla porta, gli agenti hanno subito capito che all’interno di quella casa stava succedendo qualcosa di “strano”. Era infatti in pieno svolgimento un tentativo di truffa con la tecnica del finto carabiniere. I cinque sospettati hanno anche provato a sbarazzarsi - lanciandoli da un balcone - di alcuni quaderni con la contabilità della gang, subito recuperati e sequestrati.

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La perquisizione ha poi portato al sequestro di tre smartphone e quattro microtelefoni, oltre a diverse schede sim che, dai primi accertamenti, sono risultate intestate ad alcuni extracomunitari sconosciuti agli archivi delle forze dell’ordine. La denuncia a piede libero è così scattata per Giuseppe Cedola, 29 anni; Vincenzo Verrecchia, 46 anni; Fortunato Monaco, 30 anni; Ciro De Tommaso, 23 anni; e Francesco Pio Adamo Fusco, 19 anni. Tutti, a eccezione di Fusco, avevano già precedenti di polizia alle spalle. Indagini in corso da parte della polizia per cercare di ricostruire il giro di truffe compiuto dalla gang e identificare le vittime.

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