Caivano, minacce a Meloni e Don Patriciello. Il sacerdote: «Non basta per farci tornare indietro»
Il Mattino

Caivano, minacce a Meloni e Don Patriciello. Il sacerdote: «Non basta per farci tornare indietro»

Domenica 15 febbraio 2026
6 visualizzazioni

 «Si può uccidere anche con la lingua. A noi lo ha ricordato papa Leone invitandoci, in vista della quaresima, a un po' di digiuno con la lingua». Lo ha detto don...

Napoli - NewsletterAlle ore 12 tutta la cronaca di NapoliIscriviti e ricevi le notizie via email

 «Si può uccidere anche con la lingua. A noi lo ha ricordato papa Leone invitandoci, in vista della quaresima, a un po' di digiuno con la lingua».

Lo ha detto don Maurizio Patriciello nel corso dell'omelia della messa vespertina commentando il vangelo di Matteo. In chiesa sono presenti anche il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, il procuratore di Napoli Nord, Domenico Airoma, il sindaco di Caivano, Antonio Angelino oltre ai vertici provinciali delle forze dell'ordine. Nel corso della cerimonia è giunto anche il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo.

APPROFONDIMENTI Caivano, minacce a Meloni e Don PatricielloCaivano, minacce a Don Patriciello e Meloni: stasera il comitato per la sicurezza con il PrefettoCamorra, omicidio di Ottavio Colalongo: arrestati tre del clan Luongo–Covone–Aloia

Caivano, minacce a Meloni e Don Patriciello. Fico: «Meritano ferma condanna»

Il sacerdote più volte minacciato ha fatto solo un breve riferimento specifico alla lettera di minacce ricevuta nei giorni scorsi. «Questo signore può dire quello che vuole ma ha il dovere di firmare», ha ripreso dicendo che è un comportamento da vigliacco. Riprendendo il vangelo di Matteo don Maurizio ha invitato i fedeli a rifuggire dalla menzogna e «il vostro parlare sì sì e no no».

«Dispiace che arrivi una lettera che condanni a morte e non si ha il coraggio neanche di presentarsi - ha detto il parroco ai giornalisti a margine della sua omelia - era una lettera assurda, è stato tirato in ballo anche il presidente del Consiglio».

Caivano, minacce a Don Patriciello e Meloni: stasera il comitato per la sicurezza con il Prefetto

«Stavo per buttarla nel cestino, come primo istinto.

Quando ho cominciato a leggere parolacce ed offese ho avuto quel pensiero. Poi ho pensato potesse essere utile alle forze dell'ordine, quindi l'ho dato ad un agente della mia scorta» ha spiegato. «Vorrei capire la matrice. Non sono riuscito a comprendere questo mi lascia molto confuso. Il timbro sulla busta è Padova. Il giornalista a cui fa riferimento è di Padova (...) Non ho ancora capito molto, navigo ancora nella confusione totale». «Se dovesse bastare una lettera di minacce per farci tornare indietro, sarebbe molto triste» ha concluso Don Patriciello.

Condividi questo articolo