Napoli-Roma 2-2, samba azzurra: colpo di Santos e Gasp non passa
Il Mattino

Napoli-Roma 2-2, samba azzurra: colpo di Santos e Gasp non passa

Domenica 15 febbraio 2026
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Non tutte le strade portano a Roma. Alcune, come quella del rimpianto, fermano direttamente un po? più giù, a Napoli. La squadra di Conte si lecca le ferite oggi, nella...

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Non tutte le strade portano a Roma. Alcune, come quella del rimpianto, fermano direttamente un po’ più giù, a Napoli. La squadra di Conte si lecca le ferite oggi, nella giornata in cui c’è spazio per ripensamenti e rimorsi, per i replay e le mappe termiche. Il giorno dopo, però, siamo tutti un po’ più bravi. La Roma frena gli azzurri al Maradona e lo fa con merito: in una partita da segnalare più per gli orrori che per gli errori, i giallorossi di Gasperini hanno il merito di metterci più voglia, più organizzazione, più fame, più tutto per larga parte del match. Anche più fortuna. Così mentre Conte perde l’ennesimo elemento - Rrahmani nuovamente con guai muscolari, da valutare al rientro a Castel Volturno - Gasp si prende un punto che sa dire due cose: il Napoli può definitivamente dire addio a velleità da scudetto, la lotta Champions non sarà una passeggiata.

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RIATTACCARE LA SPINA

Sono due i sussulti di un primo tempo condizionato dalle assenze.

Da una parte il centrocampo del Napoli rimasto orfano di tutte le stelle vista anche l’assenza di McTominay, dall’altra una Roma senza Dybala-Soulé: il primo a casa, il secondo inizialmente in panchina per i problemi muscolari che si porta dietro. Sono due i sussulti: uno in apertura e l’altro in chiusura di tempo. E entrambi nascono da errori degli avversari. Malen apre subito i conti su assist dell’altro ultimo arrivato Zaragoza, ma negli occhi resta il bel gol dell’olandese come l’errore della difesa napoletana: l’uscita di Rrahmani, Buongiorno preso in mezzo e Beukema preso alle spalle dal connazionale.

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Poco reattivi tutti. Anche dall’altra parte c’è lo zampino della Roma sul gol del Napooli: il destro di Spinazzola, infatti, viene deviato da Pisilli prima di finire in rete. Senza quella deviazione difficilmente avrebbe sorpreso Svilar in porta. È una partita completamente gestita dalla squadra di Gasperini quella del primo tempo: Pisilli-Cristante sono l’arma in più, Wesley e Zaragoza rebus irrisolti per i difensori del Napoli. Che, dall’altra parte, non riesce a reagire, soffre la pressione e non ha idee offensive. Politano nel tridente non è al suo posto, Vergarra a sinistra fa più fatica, Hojlund si sbatte su tutti ma non riesce quasi mai a fare da boa per favorire gli inserimenti dei compagni. Cosa già poco facile senza McTominay. E quando si invola verso la porta, come al 10’, Colombo non sanziona una cintura di Ndicka. Ennesimo disastro arbitrale.

ACQUA SANTOS

Ma nella ripresa non cambia troppo: la spinta offensiva del Napoli è praticamente nulla. C’è una occasione - ancora per Spinazzola - in apertura, poi poco altro. E nell’equilibrio dei conti, è l’episodio a spostare qualcosa: Wesley scappa verso Milinkovic-Savic, Rrahmani lo insegue e nella corsa si fa di nuovo male, franando addosso all’avversario. È rigore, ancora trasformato da Malen. Il Napoli piomba negli abissi delle sue stesse mancanze, ma Conte prova a cambiare tutto con Alisson Santos e pesca il coniglio dal cilindro: il brasiliano ha un impatto pazzesco, rischia subito un assist e poi si mette in proprio quando segna il pareggio a poco meno di 10’ dalla fine. Entrano anche Giovane e Mazzocchi per dare equilibrio. Gli ultimi minuti sono all’arrembaggio da una parte e dall’altra: Vaz si potrebbe portare a casa l’intera posta ma si fa anticipare in area, Gutierrez sfida ancora Svilar al tiro ma il portiere giallorosso è insuperabile. I 4’ di recupero non bastano, danno solo il via al sentiero dei rimorsi di una serata difficilmente analizzabile senza pensare alle occasioni perse. Cambia poco in zona Champions, ma Napoli, Roma e Juventus se la giocheranno ancora per un po’, in attesa di capire chi potrà ritrovarsi in Europa al primo piano l’anno prossimo. Senza contare Como e Atalanta (prossima avversaria a Bergamo) che vogliono rientrare in corsa. Restano negli occhi lo striscione della Curva B per la squadra e la reazione del finale. Nulla più. Ma in una stagione di tante difficoltà, per una volta può anche bastare.

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